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Professore issa la bandiera di Salò sul monte Sagro

La vetta sovrasta Vinca, teatro di una delle stragi nazifasciste del '44

Il professor Manfredo Bianchi ha issato la bandiera della Repubblica Sociale Italiana di Salò sulla vetta del monte Sagro. L’uomo, docente presso l’istituto D. Zaccagna di Carrara, ha poi condiviso pubblicamente una foto che lo ritrae all’apice del gesto, maglietta nera e bandiera in pugno.

A condannare l’accaduto è stato Marco Lenzoni del Carc, che ha invitato il Comune di Fivizzano a denunciare Bianchi e l’istituto a prendere i dovuti provvedimenti. Anche il segretario provinciale dell’Anpi Alessandro Conti ha dichiarato il professore del tutto inadeguato alla pratica dell’insegnamento. Il gesto, scrive Lenzoni in un post, offende i morti di Vinca. “Secondo voi un elemento del genere può insegnare nella scuola pubblica?” conclude.

L’indignazione si è subito scatenata sui social; in difesa di Bianchi sono invece intervenuti gli esponenti del centro destra Maurizio Lorenzoni, ex candidato sindaco – oggi consigliere comunale – con cui Bianchi era candidato alle scorse amministrative, e Gianni Musetti della Lista Trump.

Il professore, del resto, non ha mai fatto mistero delle proprie idee su facebook: la sua immagine del profilo lo mostra intento a rivolgere il saluto nazista al busto del duce situato presso la sua tomba a Predappio.

Il Sagro fa parte della catena delle Apuane e domina il territorio carrarese; è situato a breve distanza dal paese di Vinca, dove si consumò l’atroce eccidio del 24 agosto 1944 per mano dei nazifascisti.

La mattina del 24 agosto 1944 oltre cinquanta automezzi carichi di soldati tedeschi e fascisti invasero Vinca; il paese venne occupato da uno dei plotoni fascisti e messo a ferro e fuoco. Alla sera i nazifascisti rientrano a valle, ma l’indomani ritornarono a infierire sui sopravvissuti.

Le vittime furono 173, tra cui una donna incinta di nove mesi, che fu sventrata con un coltello per infierire sul feto con scariche di mitra. Altri furono seviziati e impalati.

Il reato di apologia di fascismo è stato introdotto in Italia dalla Legge Scelba del 1952 e successivamente rivisto dalla Legge Mancino del 1993.