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L’importanza della risonanza magnetica. Le parole del dottor Tognini

Il ginocchio è una delle parti del corpo umano che più spesso è soggetto a traumi: non solo nel caso di sportivi (il caso classico dei calciatori), ma anche nella vita quotidiana

CARRARA – Il ginocchio è una delle parti del corpo umano che più spesso è soggetto a traumi: non solo nel caso di sportivi (il caso classico dei calciatori), ma anche nella vita quotidiana la sua conformazione e posizione lo espongono agli infortuni. Per questo, capita con frequenza che – per indagare la causa del dolore percepita dal paziente in questa zona – il medico possa prescrivere la risonanza magnetica o la radiografia. Scopriamo insieme quali sono i casi in cui viene suggerito un esame diagnostico piuttosto che l’altro. Ne parliamo col dottor Giuseppe Tognini direttore sanitario del Centro Diagnostico Apuano di Carrara nonché consulente ecografista sportivo di Carrarese Calcio e Spezia Calcio. Nel suo centro di Turigliano ultimamente Tognini ha ricevuto anche le visite di Federico Chiesa e Gigi Buffon (foto).

Che cos’è di preciso la risonanza magnetica?
Per comprendere le eventualità in cui possa essere prescritta la risonanza magnetica al ginocchio è opportuno, prima di tutto, ricordare quale sia il funzionamento di questo strumento diagnostico. La risonanza magnetica (RM) è un macchinario che basa il proprio funzionamento sull’emissione di un campo magnetico; si tratta di un esame non invasivo e che non comporta particolari rischi per il paziente, anzi: è particolarmente importante e utile per i medici in quanto è capace di restituire immagini tridimensionali precise, dettagliate e proposte da tre angolazioni differenti (sagittale, coronale e assiale).

Quali danni possono venire diagnosticati con la risonanza magnetica?
Sono molti e differenziati. Infortuni di natura traumatica: per citare solo alcuni esempi è possibile verificare la presenza o meno di distorsioni; danni a cartilagine e menischi: questo genere di traumi sono molto più frequenti tra gli sportivi, ma non sono da escludere anche – con incidenza minore e con caratteristiche differenti – anche negli anziani e nei pazienti sovrappeso. Fratture che coinvolgono rotula, tibia o femore; in questo caso specifico il referto avrà particolare rilevanza per l’ortopedico. Patologie a carico del midollo osseo, come l’osteomielite che potranno essere trattate con la collaborazione di oncologi. Appare quindi evidente come la risonanza magnetica possa essere in grado di fornire informazioni preziose non solo sui cosiddetti tessuti molli (legamenti, nervi, muscoli e vasi sanguigni), ma anche su cartilagini e ossa.