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«Scossa necessaria? Non posso dirlo. Bel gesto di Silvio, ma non condivido l’attacco ai ragazzi»

L'ex dirigente della Carrarese Walter Devoti torna a parlare dopo il successo nel derby contro la Lucchese: «Giocatori mercenari? Assurdo pensarlo. Adesso serve maggiore serenità da parte di tutti»

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CARRARA – Una sconfitta dietro l’altra, obiettivi che sfumano, la classifica che piange. Difficoltà a fare calcio, ma soprattutto a fare squadra. E’ un film già visto in ogni categoria, dai dilettanti alla Serie A. In momenti come questi, solo una scossa è in grado di rimescolare le carte e rimettere tutto in gioco. La scossa, la Carrarese, l’ha vissuta la scorsa settimana con il cambio in panchina che ha chiuso l’era Baldini e inaugurato la nuova avventura di Totò Di Natale, al suo esordio tra i professionisti. La storia racconta che di solito (ma non sempre), la domenica successiva al cambio alla guida tecnica è un successo. Così è stato per Foresta e compagni, che dopo cinque turni a secco di punti (e di gol), hanno rifilato un 3-1 alla Lucchese che, per il momento, scaccia i fantasmi di un paradossale incubo playout. Le reazioni, sul mondo del web divenuto in tempi di covid una sorta di stadio virtuale, sono state diverse. Non tutti hanno gioito per la vittoria. Alcuni, in quel successo, hanno visto uno spirito combattivo che, nelle ultime gare, sarebbe stato volontariamente represso proprio con l’obiettivo di giungere alla scossa tanto sperata.

Su questo punto, abbiamo chiesto il parere di un vero uomo di calcio. Un dirigente, ma prima ancora un tifoso dei colori gialloazzurri, che ultimamente ha smesso di guardare le partite perché “questo calcio gli fa troppo male”. Gli spalti vuoti, il classico silenzio da “partitella di allenamento”. La pandemia che ha soffocato la passione. Il calcio che va avanti, ma in un’altra veste. Walter Devoti ha vissuto gli anni d’oro, lo Stadio dei Marmi pieno, i successi sul campo della ‘Grande Carrarese’. Ma nella sua lunga esperienza da dirigente, ha vissuto anche tante stagioni in cui non sempre tutto è andato come doveva. Perché il calcio, lo ripete con insistenza, “non è una scienza esatta”.

“Ci sono momenti in cui le cose non vanno bene, e a volte ti serve uno scienziato nucleare per uscirne fuori – analizza l’ex dirigente azzurro -. In certi momenti non sono tanto la tecnica e il lavoro sul campo a dare la soluzione: su questo non ho dubbi che Silvio (Baldini, ndr.) abbia fatto bene. Il problema è che si innesca una situazione psicologica da cui è complicatissimo uscire fuori. In passato, quella che chiamiamo la “Grande Carrarese”, l’anno dopo aver sfiorato i playoff proprio con Silvio Baldini, si salvò ai playout. Queste situazioni, nel calcio, sono improgrammabili, io le ho vissute sulla mia pelle. Silvio è stato un grande, ha capito le difficoltà e si è fatto da parte. Apprezzo molto il suo gesto. Non sono però d’accordo con chi attacca la squadra”.

Walter Devoti parla dall’alto della sua esperienza, dopo 35 anni di calcio e di Carrarese. “Giocatori mercenari? Non sono assolutamente d’accordo. Certo, ci può essere stata qualche incomprensione nel corso della stagione, ma che una squadra si metta in testa di far fuori l’allenatore, per me è assurdo. Ripeto, in tanti anni di calcio, è capitato molto spesso di vivere questo genere di situazioni. Non c’è una logica, succede e basta. E cerchi in tutti i modi di trovare la soluzione, a volte vai fuori di testa”.

“Se fosse necessaria questa scossa – prosegue -, questo non mi permetto di dirlo. Posso dire che in certi momenti serve tanta tranquillità e serenità, e che tutti remino dalla stessa parte. Vorrei sottolineare ancora una volta il grande lavoro di questi dirigenti, che hanno speso moltissimo, soprattutto in una stagione così particolare come quella che stiamo vivendo. E ho molta stima anche di Gianluca (Berti, ndr.), che per me ha fatto un buon lavoro”.

Di derby, Devoti, ne ha vissuti parecchi. Ma quello di ieri, per scelta, non lo ha voluto guardare. “Soffro troppo a vedere questo calcio, che non sento più mio. Auguro però il meglio alla squadra e a mister Di Natale, che per me ha detto parole giuste e sagge. L’attacco frontale alla squadra, proprio non lo condivido. Sono dalla parte di questi ragazzi, che come tutti noi, con le loro famiglie, stanno vivendo una fase molto difficile. E sono dalla parte della dirigenza, perché sosterrò sempre chi ha deciso di investire per la Carrarese. In una situazione come questa, servirebbe maggiore serenità da parte di tutti”.

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