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Silvio Baldini rompe il silenzio: «Ho perso, ma ho contribuito a creare un sogno»

A una settimana dalle dimissioni l'ex tecnico degli azzurri ha parlato ai microfoni del TG3: «Ho fatto una promessa a me stesso: in futuro non giocherò mai contro la Carrarese»

CARRARA –  “Finita la seconda guerra mondiale, in Inghilterra c’erano le votazioni. Il primo ministro Churchill si era candidato. Una mattina, alla radio, la moglie sentì che avevano perso i conservatori e vinto i laburisti. Lui era in bagno, che si faceva la barba, lei andò lì e gli disse: “Guarda che abbiamo perso”. E lui le rispose: “Però abbiamo contribuito a creare la democrazia”. Ecco, io ho perso. Però ho contribuito a creare un sogno”. A una settimana dall’addio alla panchina azzurra, mister Silvio Baldini rompe il silenzio. Ai microfoni del Tg3, l’ex tecnico dei marmiferi si è espresso come suo solito con grande franchezza. Ma anche con serenità, nonostante le sue dimissioni abbiano coinciso, per il momento, con la fine di quel sogno che, al suo arrivo in panchina, aveva promesso ai tifosi.

“Ho allenato la Carrarese non pensando al risultato, ma al percorso che doveva fare la squadra – ha confessato -. Nei primi due anni abbiamo fatto delle partite in cui il pubblico davvero ci ha dato una spinta enorme. Non gli interessava il risultato, o come la squadra si presentava in campo, e questo faceva sentire ai giocatori che il loro impegno era più importante del risultato. Poi, già dall’anno scorso, quando i risultati mancavano, sono nate polemiche. Ad alcuni non interessava più il percorso, ma il risultato. E questo ha portato la squadra a essere in difficoltà”.

Silvio Baldini non ha rimpianti. Al posto di quel sogno che non è riuscito a regalare, adesso c’è l’affetto degli amici. Quelli che non l’hanno mai abbandonato. “Ora che ho dato le dimissioni, in due giorni mi sono arrivati più di 300 sms di solidarietà. Cosa vuol dire? Che queste persone hanno capito che il percorso era più importante del risultato finale. E questo mi gratifica”.

Non mancano i ringraziamenti. “In primis alla società, in particolar modo alla famiglia di Manrico Gemignani, che mi ha dimostrato dal punto di vista affettivo un’amicizia importante, e che non mi ha mai lasciato solo”. E per finire, una promessa, che fa “a se stesso e a nessun altro”. “Quella di non giocare mai contro la Carrarese. Qualsiasi squadra allenerò, nella mia vita non scenderò mai in campo contro la Carrraese. Sarebbe come andare contro la mia famiglia”.