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Bufera Carrarese, l’ex Devoti: «Giocatori contro l’allenatore? Una follia. Silvio soffre più di tutti»

«Questa società ci ha regalato gioie, non è corretto né giusto dimenticare il buono che c’è stato fino a ieri»

CARRARA – “Il calcio non è una scienza esatta. E in un momento difficilissimo come quello che stiamo vivendo, tutto si complica. A volte le cose non vanno come vorremmo: bisogna saperlo accettare”. Sono le parole dell’ex dirigente della Carrarese Walter Devoti all’indomani della bufera nata in piazza Vittorio Veneto dopo la sconfitta interna degli azzurri contro la Giana Erminio. Mister Baldini, lo ricordiamo, nel post gara ha annunciato le sue dimissioni, ma la società le ha immediatamente respinte, invitando tutti ad “assumersi le proprie responsabilità” (ne abbiamo parlato qui). E allora, a dire la sua, ci ha pensato qualcuno che dentro la Carrarese ci ha passato una vita.

“I ragazzi che remano contro l’allenatore? Una follia pensarlo – sostiene Devoti -. Questi ragazzi stanno affrontando un periodo davvero complicato. Ieri, passeggiando a Marina di Carrara, ho incontrato un bravo professore di scuola dell’Istituto Tecnico. Mi ha raccontato di come la pandemia stia creando problemi enormi ai giovani. Alcuni non si presentano a scuola, altri hanno problemi di depressione. Anche i calciatori, in qualche modo, stanno subendo questa situazione. Probabilmente c’è anche un problema di stanchezza mentale e di frustrazione, legata un po’ ai risultati e un po’ agli infortuni. Il campionato non sta andando come tutti avremmo voluto, ma non sempre le cose vanno come previsto. Anni fa sfiorammo la B con Mannoni, l’anno dopo la squadra venne rinforzata con Zerbio. E nonostante questo ci salvammo l’ultima domenica dalla retrocessione”.

Un pensiero, poi, Devoti lo rivolge alla società, duramente criticata nelle scorse settimane da una rappresentanza di tifosi (qui la loro contestazione). “Questa gente negli ultimi anni ha investito soldi, e non dimentichiamo le gioie che ci ha regalato. L’anno scorso abbiamo giocato una semifinale playoff a Bari, e con un po’ di fortuna in più ci saremmo giocati la Serie B con la Reggiana. Credo serva un po’ più di comprensione nei confronti di chi ha permesso tutto questo. E mi rivolgo ai tifosi, quelli con la T maiuscola, quelli che stimo e a cui sono legato da una vita”.

E non mancano le parole di supporto a mister Baldini. “Immagino quanto sia soffrendo. Lui è uno che non ci dorme la notte, il calcio è la sua vita. Ha fatto promesse perché ci credeva. Poi tra la sfortuna, gli infortuni e il momento complicato, qualcosa è andato storto. Ma bisogna fare uno sforzo per capire. E’ troppo facile osannare quando le cose vanno bene. Silvio adesso è deluso. Probabilmente sa di aver fatto delle promesse, e siccome è uno di quelli che ci tiene di più, forse si sente tradito. Probabilmente vede degli atteggiamenti da parte della squadra che non si aspettava, forse sente di avere delle responsabilità anche nei confronti della società. E dopo una prestazione brutta come quella di ieri, si sente scoraggiato. Ma deve continuare a credere in se stesso e in quello che sa fare. A fine campionato ognuno farà le sue riflessioni. Adesso non è corretto né giusto dimenticare il buono che c’è stato fino a ieri”.

“Se posso permettermi, vorrei fare un unico appunto alla società – conclude l’ex dirigente azzurro -. Siccome hanno investito parecchio, suggerirei loro di puntare di più sulle strutture e sul settore giovanile. Ricordo il nostro centro sportivo di Luni, lo venivano a vedere tutti: Sacchi, Lippi, Andrezzoli. Era il nostro fiore all’occhiello. E infine, consiglierei di migliorare qualcosa sul piano della comunicazione. I tifosi hanno bisogno di sapere le cose, di rimanere aggiornati su tutti i fronti. Nella dirigenza ci sono persone che veramente soffrono per la Carrarese. Questo la gente lo deve sapere. Allora io dico: rimaniamo tutti uniti. Siamo comprensivi. E concludiamo questo campionato nella maniera più dignitosa possibile”.