Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Carrarese, i baby azzurri in panchina con i grandi: «È un sogno che si realizza»

L'emozione dei cinque giovani della Primavera 3 convocati per il derby di sabato scorso contro il Livorno

CARRARA – La gioia di sedere su quella panchina, l’emozione di poter prendere parte alla causa, la corsa in campo dopo il gol che ha scacciato i fantasmi. Quelli di Saveriano Infantino, bomber ritrovato, e quelli di una Carrarese che dopo tre mesi è tornata a vincere tra le mura di casa. Sul terreno del Dei Marmi, sabato scorso, sono scesi cinque ragazzini. Mister Baldini li ha prelevati dalla Primavera 3 per rimpolpare una rosa ridotta ai minimi termini tra infortuni e covid. Pronti a fare il loro ingresso in campo in caso di emergenza, tutti e cinque hanno vissuto con trepidazione un match dalle mille emozioni. “Devo ringraziare la società, mister Baldini, tutto lo staff e anche il mister della Primavera Daniele Ficagna: tutti quelli che hanno contribuito a farmi vivere questa esperienza. Sono molto felice ed orgoglioso di aver fatto parte di questo gruppo – confessa il trequartista classe 2002 Giacomo Dell’Amico -. Chiamarmi tifoso è riduttivo. Sono un devoto”. Sulla gara, poi, commenta: “E’ stata una partita molto divertente. Sul vantaggio del Livorno ero convinto ci fosse il tempo, la fame e la voglia di ribaltare la situazione”.

Tra i centrocampisti c’è l’altro 2002, Matteo Biasci, anche lui tifoso. Per lui, sedere sulla panchina azzurra è un sogno che si realizza. “Guardando le partite, ho sempre pensato che sarei voluto essere lì. E’ un’esperienza unica, una bella soddisfazione ed un orgoglio personale che penso molti, se non tutti i ragazzi del settore giovanile vorrebbero avere”. Tra le immagini più belle della partita c’è la corsa in campo dopo il gol di Infantino, e l’abbraccio insieme ai ragazzi della prima squadra. “E’ la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto la palla entrare – spiega – così insieme ai miei compagni siamo corsi ad abbracciarlo”.

Per Tommaso Bertipagani, centrocampista classe 2003, la convocazione in prima squadra è stato “uno dei migliori regali di compleanno che potesse ricevere”. Tra qualche giorno, infatti, il baby azzurro compirà 18 anni. “Amo enormemente il calcio fatto di sacrifici e rinunce – racconta – e per me questa chiamata è stata una enorme soddisfazione. Sedere su quella panchina è stata un’emozione grande, 90 minuti di gioia. Anche da seduto, era come se giocassi in campo. Ovviamente, sempre con la speranza di poter entrare anche un solo minuto”.

Scendendo ancora di età, c’è il 2004 Francesco Baldecchi, centrocampista. “Ho solo 16 anni, e far parte per la prima volta della panchina di una squadra di Serie C è un’emozione magnifica. Davanti agli occhi ti passano tutti i momenti belli vissuti da bambino per inseguire il tuo sogno. Il mio stato d’animo durante la partita? Tutto un susseguirsi di  emozioni belle. Sono quasi 4 anni che gioco nella Carrarese e posso dire di essere tifoso di questa magnifica squadra. Noi sappiamo quanto i giocatori stiano lottando. Sappiamo, noi giovani, quando andiamo ad allenarci con loro, cosa voglia dire il sacrificio per la maglia. Sappiamo tante cose che molta gente non sa”. E il derby con il Livorno, Francesco l’ha vissuto con relativa tranquillità. “Ero pronto ad entrare e a dare una mano. Lo avrei fatto dando il massimo di me, avrei dato tutto per portare a casa quella vittoria. Siamo contenti del passo che abbiamo fatto con questi 3 punti che hanno dato animo e carica alla squadra in vista della partita di Olbia”.

Il più giovane di tutti è il terzino destro classe 2005 Mattias Bonafede. “Andare in panchina è stata un’emozione fortissima, che non potrò mai dimenticare – confessa -. Gioco nella Carrarese da quattro anni e posso dire di aver realizzato un sogno. Anche stare vicino ai giocatori, conoscere il mister, allenarsi con loro, è stato veramente stupendo”.