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Carrarese, Luci fa il bilancio di metà stagione: «Tormentati dagli infortuni da inizio anno. Il modulo? Non lo cambierei»

«L'identità non ci manca, ma abbiamo perso giocatori importanti a inizio anno. Ora speriamo in un calo delle nostre avversarie»

CARRARA – Ancora tanti, troppi infortuni, qualche difficoltà sul piano del gioco e dei risultati e un gap con la capolista che si amplia di giornata in giornata. A gennaio in casa Carrarese è tempo di mercato, ma anche di bilanci parziali. E chi potrebbe farli meglio di Andrea Luci, l’esperto mediano approdato a Carrara dopo 10 anni a Livorno, di cui 9 da capitano?

Andrea, dicci innanzitutto qual è l’umore attuale in squadra.
Non è un momento facile. In un campionato ci deve essere sempre l’ambizione di vincere, ma durante l’annata poi ci possono essere tanti episodi che ti giocano contro. Adesso fatichiamo a fare risultato, ma è anche vero che siamo tormentati dagli infortuni da inizio anno. Non abbiamo mai avuto la squadra al completo, siamo sempre contati e devono giocare sempre gli stessi. In un campionato del genere quando hai giocatori esperti e di qualità davanti puoi fare molto bene, ma quando questi ti mancano per tante partite, è normale che subentrino delle difficoltà. La nostra è anche una squadra di tanti giovani, tutti forti, ma pur sempre alla loro prima esperienza nel professionismo. Penso che dobbiamo continuare tenere botta e cercare di ricominciare presto un cammino che ci possa permettere di arrivare a maggio in una condizione fisica e di classifica importante.

Hai parlato di infortuni. A questo proposito sei d’accordo con quanto afferma il dg Berti rispetto al fatto che il vostro terreno di gioco possa essere un fattore?
Sì, il campo non aiuta. Mentre nei periodi caldi può essere un vantaggio, in inverno allenarsi in quel campo tutta la settimana non è facile. Perciò sì, anche questo è un fattore che per me influisce tanto.

Capitolo modulo. Baldini è affezionatissimo al suo 4-2-3-1. Secondo te giocare in un modo diverso, magari anche a partita in corso, potrebbe essere una scelta giusta?
Io non cambierei, perché abbiamo i nostri schemi e giocate prestabilite. Andare a cambiare in questo momento del campionato è anche rischioso, perché andresti a perdere degli aspetti tattici e potresti andare in difficoltà. E’ dall’inizio che lavoriamo su questo modulo, per me il problema non è questo quanto altri aspetti. Ripeto, la mancanza di giocatori è un problema. Se fossimo al completo, penso che non saremmo qui a parlare di moduli.

Il vostro è un gruppo molto unito. Cosa risponderesti a chi sostiene che poco importano sintonia e coesione anche fuori dal campo, se poi non arrivano i risultati?
Nel calcio purtroppo si guarda solo ai risultati, e se questi non arrivano ogni scusa è buona per trovare dei punti critici nella squadra. Quello di quest’anno è un gruppo unito e sano. E’ normale che però la nostra unione debba essere accompagnata dai risultati. Dobbiamo continuare a rimanere compatti sperando di ritrovare quel cammino che avevamo avuto a novembre. Una volta intrapresa la strada giusta, allora sì che il gruppo sarà un’arma importante.

Il Renate non sbaglia un colpo e la distanza comincia a farsi importante. Pensi che si possa ancora recuperare?
Se continua così si fa difficile, non perde praticamente mai. Ma penso che come noi abbiamo avuto questo calo, prima o poi anche loro debbano averlo. Lo speriamo, almeno, perché altrimenti è inutile. Noi dobbiamo vincere più partite possibili, vero, però ci sono anche gli avversari che devono perdere colpi.

Cosa pensi invece di Alessandria e Como? Vi daranno filo da torcere nel girone di ritorno?
L’Alessandria è stata costruita per vincere il campionato, ma finora nemmeno loro hanno fatto così bene. A dimostrazione che questa è una categoria difficile, perché in tutti i campi puoi vincere e perdere. Tutte le squadre sono organizzate e anche se a nomi non sembrano così forti, in realtà possono sempre metterti in difficoltà. Ogni partita va sempre preparata nel migliore dei modi, perché altrimenti rischi di fare delle brutte figure.

Con la tua esperienza sei uno dei punti di riferimento dei diversi giovani di questa Carrarese. Come giudichi il loro impatto col professionismo?
Penso che abbiano giocato molto, soprattutto per i tanti infortuni che abbiamo avuto. Come ho detto prima tanti sono alla loro prima esperienza tra i professionisti e se la squadra non ottiene le vittorie loro sono i primi a risentirne. Se avessimo vinto 4/5 partite consecutive, credo che avrebbero reso il doppio. Ora sta a noi riuscire a ricompattarci e cercare di ritrovare quelle vittorie che possano far crescere anche i giovani.

Credi che a questa squadra manchi ancora qualcosa sul piano dell’identità?
L’identità non manca. Torno sempre sul solito discorso: una squadra per crescere deve fare 3, 4, 5 partite con gli stessi giocatori in campo per creare un certo affiatamento. E non lo abbiamo potuto fare, perché in ogni partita abbiamo avuto 2 o 3 infortuni. Ci sono mancati giocatori importanti, soprattutto a inizio anno. Rota ad esempio faceva la differenza e l’abbiamo perso quasi subito. Con il modulo con cui giochiamo avere un difensore del genere, che esce palla al piede e ti crea superiorità numerica già a partire dalla difesa, vuol dire tanto. 

Un pensiero al Livorno, tua ex squadra, adesso in una situazione non semplice a livello societario. Quali scenari prevedi?
Non è una bella situazione. Sono in contatto con alcuni miei ex compagni, per loro è difficile, non sanno con chi parlare, hanno pochi punti di riferimento. La società ad oggi è salva, ma ci saranno presto delle scadenze da rispettare e tutti vivono nell’incertezza giorno dopo giorno. Non è facile scendere in campo in questa situazione.

In conclusione torniamo sulla Carrarese. Prossimo impegno a Vercelli, ancora una volta senza tanti uomini…
Sì, siamo sempre in emergenza, ma secondo me possiamo fare una bella partita. E’ vero che siamo contati, ma sappiamo cosa dobbiamo fare. Dobbiamo magari avere un po’ più di lucidità nel capire che non sempre potremo andare ad attaccare alti i nostri avversari, ma in alcune situazioni serve aspettarli, farli giocare e poi partire in contropiede. A inizio campionato questo atteggiamento ci aveva dato buoni risultati, ed è una delle armi ha questa squadra, perché davanti abbiamo giocatori veloci che a campo aperto possono creare difficoltà alla difesa avversaria.