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«Felice per me, ma prima viene la Carrarese: squadra di grandi giocatori e grandi uomini»

Il man of the match della sfida contro la Giana Giacomo Manzari si racconta a La Voce Apuana. «Che emozione l'esordio in Serie A, i miei genitori hanno pianto dalla gioia»

CARRARA – Con il suo sinistro ha chiuso i conti nel match contro l’Olbia. Con il piede opposto, una settimana dopo, ha aperto le marcature spianando la strada ai suoi in casa della Giana Erminio. E’ senza dubbio uno degli uomini più in forma del momento, in una Carrarese che rappresenta il connubio perfetto tra freschezza ed esperienza. Parliamo del giovanissimo Giacomo Manzari, arrivato sul finire della sessione estiva di mercato dal Sassuolo. Ha soltanto 20 anni, ma ha già avuto modo di mostrare il suo potenziale. E l’esperienza sotto le Apuane, con Baldini alla guida, sembra avergli fatto acquisire grande consapevolezza.

Giacomo, due gol, uno dietro l’altro, in due partite. Come valuti queste ultime prestazioni sia a livello personale che collettivo?

Parlando a nome della squadra dico che naturalmente siamo tutti molto contenti di queste ultime partite, ma dobbiamo subito mettere una pietra sopra e guardare avanti, perché domenica abbiamo un’altra gara importante. Sappiamo qual è il nostro obiettivo e dobbiamo pensare partita per partita. Sul piano personale non nascondo la mia felicità per questo secondo gol ma gli obiettivi personali vengono in secondo piano, l’importante è quello che riesce a fare la squadra e l’ottima prestazione di tutti è merito del gran lavoro che abbiamo fatto durante la settimana.

Quali obiettivi ti sei posto al tuo arrivo a Carrara?

Sapevo fin da subito che potevo essere un giocatore importante per la Carrarese. Mi ci è voluto un po’ di tempo per ambientarmi ed entrare a pieno negli schemi del mister, ma vedo che adesso inizio a ingranare e a dare il meglio di me stesso.

Hai temuto un po’, all’inizio, considerati i grandi nomi che ci sono in questa squadra, di non riuscire a ritagliarti uno spazio che poi alla fine ti sei guadagnato con merito?

No, non ho temuto il confronto. Anche perché i miei compagni sono stati i primi ad aiutarmi e consigliarmi, incoraggiandomi sempre a non abbattermi. Mi hanno sempre fatto capire che potevo essere un giocatore importante importante per la Carrarese.

Sei giovanissimo ed hai già esordito in Serie A, lo scorso luglio a Cagliari. Che esperienza è stata?

Un’esperienza davvero fantastica. Ho realizzato il tutto un’ora dopo la fine della partita, quando ho sentito i miei genitori in videochiamata che piangevano dalla gioia per me.

Una curiosità: hai sempre giocato come esterno d’attacco? Molti vedono in te caratteristiche da seconda punta…

Finora ho giocato quasi sempre sulla fascia destra, alcune volte dietro la punta oppure addirittura da attaccante centrale. Quest’anno ovunque il mister mi metta, cerco sempre di dare il meglio, perché ho caratteristiche che mi permettono di ricoprire più ruoli. Il mister lo sa, e infatti mi ha fatto provare diverse posizioni in allenamento.

Chiudiamo con un commento sulla squadra. Terza posizione in classifica, a un punto dalla seconda e a tre dalla prima: quanto può ancora tirare fuori questa Carrarese da qui a fine anno?

Credo che possiamo tirare fuori ancora tanto. Il nostro obiettivo come sanno tutti è di andare diretti in Serie B, e credo che possiamo farcela. Prima di tutto perché siamo una squadra molto forte, e poi perché grazie al gruppo che abbiamo creato abbiamo un’arma in più. Il mister è una persona fantastica e i miei compagni sono grandi giocatori, ma soprattutto grandi uomini.