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«Il nostro segreto? Il gruppo. Questa Carrarese è come una famiglia»

Parla il portiere azzurro Stefano Mazzini: «La chiave per la solidità difensiva? Un grande lavoro da parte di tutti i reparti»

CARRARA – Con i suoi interventi a Novara è stato determinante. E con la sua semplicità, oltre che con il carattere dimostrato in campo, non può che essere un gradito ritorno in casa azzurra. Stefano Mazzini è tornato quest’anno a difendere i pali della Carrarese dopo l’esperienza di due stagioni fa, sempre alla corte di Baldini. Nel mezzo, una parentesi a Pontedera e una a Piacenza. Adesso invece è uno dei protagonisti indiscussi del grande avvio di stagione della squadra marmifera.

Partiamo dal pareggio di domenica scorsa. Che partita è stata e come l’avevate preparata?

L’abbiamo preparata come ogni settimana, partendo con l’idea di essere noi a impostare il gioco. Poi ovviamente, sul campo, ci sono momenti in cui gli avversari ti lasciano giocare e altri in cui devi essere bravo ad aspettarli. Nel primo tempo, forse, siamo stati troppo attendisti, nel secondo invece è venuto fuori il carattere della Carrarese. Alla fine abbiamo avuto persino dell’amaro in bocca, perché forse potevamo sfruttare meglio qualche occasione nel finale. Comunque giocavamo contro una grande squadra con individualità importanti, perciò siamo soddisfatti del punto portato a casa. Non era facile.

Qualche ora prima della sfida avevate ricevuto la notizia della positività di due compagni al Covid-19. Non deve essere stato facile a livello psicologico scendere in campo.

No, non è stato facile. Ma credo che la squadra sotto questo punto di vista si sia comportata bene, perché ha capito l’importanza della partita ed è scesa in campo determinata, lasciando momentaneamente da parte la questione virus.

Al Silvio Piola la tua è stata una prestazione “salva risultato”. Cosa si prova dopo una parata del genere a tempo quasi scaduto?  

La prima sensazione è stata di felicità per aver salvato il risultato. Poi ho pensato subito al mio papà, che purtroppo è venuto a mancare tempo fa. 

La Carrarese al momento è una delle migliori difese del campionato. Gli anni passati invece quello era proprio il reparto in cui la squadra aveva più difficoltà. Come spieghi questa svolta?

Il segreto forse non lo so nemmeno io. Secondo me però non c’entra molto l’atteggiamento offensivo o difensivo, ma piuttosto il fatto che tutta la squadra attacca quando deve attaccare e difende quando è il momento di difendere. C’è un grande lavoro da parte di tutti i reparti e questo aiuta molto, perché dove non arriva il difensore arriva il centrocampista, e dove non arriva il centrocampista arriva magari l’attaccante. In più lavoriamo molto bene durante la settimana sulla fase difensiva, curando ogni dettaglio. E tutto questo aiuta a far risultato la domenica.

Una delle migliori armi di questa Carrarese si sta rivelando proprio il gruppo. Sei d’accordo?

Assolutamente. Penso che quest’anno ci sia un gruppo stupendo, siamo come una famiglia. Tutti bravi ragazzi che si sacrificano e si danno una mano a vicenda. I più giovani prendono consigli dai più esperti e tutti lavorano duramente con lo scopo di migliorarsi. Questa è la base per raggiungere traguardi importanti.