LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Carrarese, Imperiale: «Ho trovato un grande gruppo. C’è voglia di vincere»

«A 19 anni la conquista della Serie A con l'Empoli: emozione enorme». E sulla Carrarese: «Società seria che crede nei suoi progetti»

CARRARA – A 17 anni l’esordio tra i professionisti, a 19 la conquista della Serie A. E’ giovane, ma ha già avuto modo, come calciatore, di togliersi grosse soddisfazioni. Parliamo di Marco Imperiale, classe 1999, uno dei recenti acquisti in casa Carrarese. Terzino sinistro più di spinta che di contenimento, come lui stesso si definisce, ha collezionato finora 64 presenze tra i pro, cominciando da Catanzaro, società che ha investito su di lui fin dalle giovanili.

Marco, raccontaci il tuo esordio in Serie C.

Il Catanzaro è la squadra in cui sono cresciuto. Ho iniziato a 15 anni, nel settore giovanile, e dopo due anni sono passato in prima squadra. Ero molto giovane, ma sono felice che qualcuno abbia notato della qualità in me. Sono rimasto per due stagioni, prima di trasferirmi a Empoli.

In Toscana hai vissuto l’emozione della Serie B. Che esperienza è stata?

Mi sono trovato in un gruppo molto diverso, sono sincero, perché puntavamo alla vittoria della Serie B, che poi effettivamente si è realizzata. L’anno successivo, infatti, mi sono ritrovato addirittura in Serie A, e avevo soltanto 19 anni. Un’emozione enorme, che assolutamente non mi aspettavo.

Poi una stagione a Siena, quella che veramente ti ha reso protagonista. 

Esatto, un’esperienza veramente positiva, anche perché a Empoli non avevo avuto la possibilità di trovare molto spazio. Quella di Siena, quindi, è stata una stagione in cui ho cercato di trovare continuità e di fare più presenze possibili. Stessa cosa ho fatto a Piacenza, l’anno successivo, sempre in prestito. Abbiamo fatto un buon campionato, arrivando settimi prima della sosta. Quando poi la società ha dovuto prendere una decisione riguardo ai playoff, ha scelto di non partecipare, e per me è iniziata una lunga sosta.

Una sosta terminata poi con la chiamata della Carrarese. Cosa ti ha convinto a tornare in Toscana?

Mi sono convinto immediatamente. Il Dg Berti mi ha parlato di una società sana, con progetti veri nei quali crede fortemente. Ma soprattutto, una società che cerca davvero di raggiungere i propri obiettivi. Basti pensare allo scorso anno, all’esperienza nei playoff, e alla sfortuna avuta nella semifinale di Bari. 

E com’è stato l’impatto con staff e compagni?

L’impressione è stata molto positiva fin da subito, sia su allenatore e resto dello staff che sui compagni. Sono tutti ragazzi bravissimi che sanno mettersi a disposizione. Siamo davvero un grande gruppo, anche se ancora da completare, naturalmente. 

Parlando delle tue qualità come giocatore, che tipo di terzino ti definisci? Un esterno che cerca di proporsi in avanti, o con caratteristiche più difensive? 

Direi un terzino che preferisce spingere, con caratteristiche più offensive che difensive. Ma nella mia esperienza finora ho giocato sia a 5 che a 4, mi adatto molto facilmente. 

Quali obiettivi ti poni quest’anno, sia a livello personale che collettivo?

Voglio dare veramente un grande contributo a raggiungere gli obiettivi di questa società. Per quel che riguarda l’aspetto collettivo, c’è tanta voglia di fare bene e di vincere. E di toglierci grosse soddisfazioni.