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Villafranchese, riflessioni sul calcio dilettantistico

Sulla pagina FB giallonera una profonda e giusta considerazione dei problemi post covid per chi fa calcio dilettantistico

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Una giusta e condivisibile considerazione da parte dello staff della società sportiva Asd Villafranchese che ,sulla propria pagina Facebook ,ha esaminato le enormi problematiche del calcio dilettantistico in era di coronavirus.

“In questi giorni di “Fase 2” stiamo assistendo ad un acceso dibattito su come fare ripartire il Calcio – quello con la C maiuscola – quello delle televisioni, degli sponsor, dei contratti milionari….
Premesso che riteniamo questo discorso valido per ogni sport a livello dilettantistico (parliamo di calcio perchè è quello che noi bene o male facciamo), nessuno, o comunque ben pochi, a livello di stampa e network nazionali, si ricorda che c’è anche il mondo del calcio dilettantistico e, soprattutto, quello dei settori giovanili e scuole calcio; e anche i diretti interessati, a livello dirigenziale nei comitati nazionali e regionali, parlano solo in politichese, rimandano le decisioni (che invece appaiono scontate), propongono utopie a livello gestionale.
Invece, almeno ai nostri occhi, la situazione che si presenterà alle nostre piccole società, ammesso e non concesso che in autunno ci siano le condizioni per riprendere l’attività, è molto chiara:

_L’interruzione della stagione ha comportato tutta una serie di mancati introiti – partite, sponsor, iniziative per l’autofinanziamento come feste e tornei – che ovviamente peseranno sul bilancio. Anche pensando alle quote di iscrizione che facciamo pagare alle famiglie, oltre ai saldi ovviamente mancanti, sarà magari da mettere in conto un rimborso, o uno sconto futuro, per quelle che invece avevano già saldato l’intera stagione e ne hanno usufruito solo al 50%.

_vogliamo parlare delle sponsorizzazioni ? Nel nostro settore la maggior parte vengono dal commercio locale, da bar, ristoranti, piccole attività artigianali…. Ora la maggior parte di queste attività, ben che vada, rischia di riaprire a scartamento ridotto e immagino che, anche con tutta la buona volontà, l’ultimo dei problemi sarà quello di sponsorizzare attività sportive.

_Vogliamo parlare degli impianti dove facciamo attività ? Delle possibilità di garantire all’interno di detti impianti le ulteriori misure igienico-sanitarie minime di sicurezza che sicuramente, e giustamente, saranno imposte per potere svolgere l’attività ? Di spogliatoi da 10/15 mq dove normalmente si cambiavano squadre composte da 18-20 giocatori o, durante la settimana, venivano utilizzati a rotazione da 2-3 squadre di bambini dai 5 anni in su ?

_Vogliamo parlare – come si sente in queste ore – di partite a porte chiuse ? E’ già, perchè quando diremo ai nostri genitori di portare il proprio figlio a giocare in Versilia o in Lucchesia, o in Garfagnana – e ovviamente viceversa per chi dovrà venire in Lunigiana – e dopo essersi fatti 50-80 km – più altrettanti al ritorno – per sentirsi dire “adesso aspetta fuori che tuo figlio gioca”, ecco, quanti genitori partiranno da casa il sabato pomeriggio o la domenica mattina ?

Potremmo andare avanti, ma pensiamo che basti e avanzi per dare un’idea.
Lo sport, tutti gli sport, a livello dilettantistico e di settori giovanili, sono un volano sociale fondamentale, una valvola di sfogo per i nostri figli e per tanti giovani. Sono un elemento irrinunciabile per le nostre comunità. Danno anche lavoro, poco o tanto, a diverse famiglie.
Allora, tornando a bomba, forse sarà il caso che il Calcio – quello con la C maiuscola, ma sarà poi così ? – e tutto il suo entourage, scendano dal piedistallo e magari comincino anche a pensare che se ad una casa togli le fondamenta, quella casa, prima o poi, è fatalmente destinata a crollare. Ovviamente tirandosi dietro tutti quelli che ci stanno dentro.”

[Nella foto la Villafranchese cat. 2009]
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