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Musetti, il guerriero apuano si prepara al Roland Garros: «Obiettivo raggiunto e sogno realizzato»

Sarà l'esordio in una prova dello slam per il carrarese classe 2002: «Ci sarà tanta emozione, si tratta di una prima volta. Devo trovare più costanza nel rendimento. La pressione non mi spaventa»

CARRARA – Gli antichi Liguri-Apuani credevano che, in caso di invasione nemica, dalle nubi che sovrastavano le vette delle Alpi Apuane si sarebbe formato un guerriero. Un gigante soffice, ma spietato nel difendere la propria casa e il proprio territorio. Leggero ma temibile nel momento del bisogno, qualità che fanno comodo anche ai tennisti, così eleganti nei loro movimenti e così decisi nel colpire la pallina, con forza e convinzione, a difesa del campo e di ogni 15. Sarà per questo che Paolo Bertolucci, storico tennista azzurro protagonista, fra le altre cose, dell’unica (per ora) Coppa Davis conquistata dall’Italia nel 1976, durante le sue telecronache, ha affermato che «quelli nati sotto le Apuane hanno qualcosa di diverso».

Bertolucci le conosce bene le Apuane, originario della vicina Forte dei Marmi. Come conosce bene anche le potenzialità di un ragazzo che i monti della luna li ha visti da un’altra prospettiva, quella carrarese. In fondo, noi tutti, nell’ultimo anno, abbiamo imparato a conoscere le doti di Lorenzo Musetti. Inutile ricordare le imprese che il classe 2002, numero 76 del ranking Atp (primo della sua età), ha compiuto nella sua giovane carriera. Sembrano tanto lontane le partite a pittino che facevano impazzire babbo Francesco, ora che sotto rete si confronta con gli dei del tennis mondiale. Eppure, lui di anni ne ha solo 19. Anche se in campo non si direbbe: sguardo concentrato, eleganza e decisione. Come il guerriero della leggenda, senza guardare in faccia nessuno.

Domenica, per Musetti si apriranno le porte del Roland Garros, il secondo slam della stagione 2021 che si terrà sulla classica terra rossa parigina. L’esordio per lui in una prova del Grande Slam; un sogno realizzato, il sogno di tutti i bimbi che prendono in mano una racchetta da tennis. Anche se parlare di sogno sembra quasi sbagliato, perchè il lavoro effettuato al fianco del suo coach Stefano Tartarini non lascia nulla al caso: «Diciamo che la qualificazione al Roland Garros è sia un sogno realizzato che un obiettivo raggiunto. – ha dichiarato Lorenzo raggiunto da La Voce Apuana – Ci sarà sicuramente tanta emozione perché si tratterà di una prima volta».

Dagli Internazionali d’Italia dello scorso settembre 2020, tutta la penisola ha puntato gli occhi sul gioiello carrarese e la lista di vittime si è allungata guadagnando nomi illustri, tra vincitori di slam e top 10. Ma il lavoro da fare è ancora tanto per cucire quello strappo che ancora divide Musetti dalla vetta, e ci mancherebbe altro vista la sua età. «Sto lavorando sui colpi d’inizio gioco, che sono quelli che fanno la differenza. – ci ha raccontato Musetti – Mentalmente, invece, devo riuscire ad avere più costanza, soprattutto in campo. Devo cercare di avere il solito rendimento, con meno alti e bassi».

Già alla sua età, poi, Musetti ha da subito dovuto imparare a gestire la pressione. Lui, che nella categoria juniores è stato numero 1 al mondo, non sa cosa vuol dire essere una sorpresa. Fin da piccolo ha dovuto rispondere alle altissime aspettative che gli altri riponevano in lui. Ma, si sà, i diamanti nascono dalla pressione e a chi è cresciuto sotto le pendici del Monte Sagro non spaventa niente: «Ho sempre giocato sotto pressione, – conclude Musetti – ormai sono abbastanza abituato. D’altronde sono convinto che se si vuole diventare veramente forti, bisogna imparare a conviverci».