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Troppo Tsitsipas per Musetti. Il carrarese saluta Acapulco dopo una settimana magica

Il greco avanza 6-1/6-3 in un'ora e diciannove minuti, ad attenderlo in finale ci sarà Alexander Zverev. Musetti ritorna dal cemento messicano come numero 94 del mondo. Prima volta in top 100 per il diciannovenne

ACAPULCO – Ancora una volta, Lorenzo Musetti ha tenuto tutta Italia attaccata al televisore. Sveglie piazzate e caffé caldo per rimanare alzati a vedere il talento carrarese sul cemento messicano di Acapulco, teatro del classico Atp 500. Una cavalcata fantastica, fino alla semifinale, la prima volta per lui in un torneo di questo calibro, dopo aver centrato la prima storica vittoria contro un top 10. Poco importa, allora, se a trionfare, alle 5 di questo sabato mattina, è stato il greco Stefanos Tsitsipas, numero 5 del mondo.

Il risultato di questa semifinale nulla toglie alle prestazioni di questa settimana che ha visto il classe 2002 passare dalle qualificazioni, prima di aggiungere alla sua lista di vittime Schwartzman, Tiafoe e Dimitrov. In fondo, Tsitsipas, che nel suo palmares vanta l’edizione 2019 delle Atp Finals di Londra, è certamente abituato a calcare palcoscenici più importanti e a giocare alla pari con chi di pagine di storia del tennis ne ha scritte a centinaia (vedi Djokovic, Federer e Nadal).

La sfida dei rovesci a una mano si è conclusa in un’ora e diciannove minuti: 6-1/6-3 per mandare il greco in finale dove ad attenderlo c’è Alexander “Sascha” Zverev, tedesco numero 7 del mondo. Proprio da Zverev, nel corso di una delle interviste post-match dei giorni scorsi, è arrivato l’endorsment per Musetti, individuato dal tedesco come uno di quelli che, da qui a 3 o 4 anni, si giocherà i trofei più importanti.

Impossibile dare torto a Sascha guardando la strada percorsa da Lorenzo che, in poco più di un anno, è passato dallo sperare in una wild card per entrare nei tabelloni dei challengers a due semifinali nel circuito maggiore Atp, un ottavo di finale nel Master 1000 di Roma, lasciando il mondo a bocca aperta e, finalmente, ad entrare nel top 100 del ranking mondiale, nonostante la classifica congelata causa covid che ha rallentato, e non di poco, la sua rincorsa.

Dal primo titolo Itf vinto ad Antalya come numero 1 del circuito juniores al cemento di Acapulco, Musetti si è costruito in consapevolezza e carattere. Il talento, insieme ai colpi, c’è sempre stato. Ancora qualche passo in avanti sul diritto e i cancelli si apriranno senza sforzi davanti a lui. La strada è ancora lunga, ma a 19 anni il tempo per percorrerla non manca.

Il tennis azzurro può tornare a sognare. Dopo la finale di Atp Cup arrivata lo scorso gennaio, i giovanissimi Sinner e Musetti portano la mente degli appassionati indietro nel tempo, ai vari Panatta e Barazzutti, sperando che quella Davis vinta contro il Cile, e il regime di Pinochet, possa finalmente trovare della compagnia nella bacheca di trofei della FederTennis.