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Calcio e Covid, dal 10 gennaio tutti i calciatori dovranno essere vaccinati

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    Dal 10 gennaio tutti i calciatori italiani, come tutti gli atleti impegnati negli sport di squadra, dovranno vaccinarsi o essere guariti dal Covid negli ultimi sei mesi per proseguire la loro attività. È una delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri. Nel giorno delle capienze ridotte, si è deciso di imprimere alla campagna vaccinale un nuovo impulso anche per lo sport.

    Il 10 gennaio era previsto che il green pass rafforzato diventasse obbligatorio in piscine, palestre e sport di squadra al chiuso, ora la prescrizione diventa generale senza la divisione outdoor/indoor. Quindi il problema nel caso dei calciatori non è più la frequentazione di una palestra o di uno spogliatoio, ma il cuore dell’attività sul campo.

    Al momento attuale non si parla di deroghe, quindi la norma attraverserà tutto il pianeta calcio, dalla serie A al calcio a 5, dal primo livello del professionismo all’ultimo del dilettantismo. Fra i luoghi dove sarà necessario il green pass rafforzato o super green pass, ci sono infatti “impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici; piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto”. La vera novità è quell’”anche all’aperto”. Adesso bisognerà vedere come si potrà tradurre operativamente la norma. Per avere il green pass nella versione rafforzata è necessario avere avuto da almeno 15 giorni la prima dose. Questo vuol dire che anche vaccinandosi oggi, chi ancora non l’ha fatto non potrebbe essere in regola per il 10 gennaio. È probabile che si arrivi a una norma transitoria per gestire meglio questo passaggio. Non è solo una questione di serie A (dove la percentuale di vaccinazione sarebbe del 92 per cento) o di professionismo, il tema principale riguarda il segmento anagrafico fra i 12 (sotto non c’è l’obbligo di green pass rafforzato) e la maggiore età. Una popolazione in cui la percentuale di vaccinazione è minore rispetto agli adulti. È il tentativo di alzare il più possibile il muro contro Omicron continuando comunque a giocare, positività permettendo. Speriamo che funzioni. (FONTE: gazzetta.it)

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