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Finale scudetto, l’Apuania Carrara si arrende nella sfida di andata: vince Messina

Adesso la squadra apuana dovrà dare il meglio nell'incontro di ritorno martedì al palazzetto dello sport di Avenza

CARRARA – Al settimo tentativo stagionale, finalmente la Top Spin Messina Fontalba ha sfatato il tabù e ha avuto la meglio sugli eterni rivali dell’Apuania Carrara e, dopo cinque sconfitte e un pareggio, si è imposta per 4-1 nella finale scudetto d’andata, disputata davanti al caldo pubblico di Villa Dante e sotto lo sguardo del vicepresidente federale Paolo Puglisi. Il vibrante confronto è stato arbitrato da Giuseppe Vargetto e Carolina Carrolo.

Favoloso Yaroslav Zhmudenko, con una magica doppietta, e bravissimi João Monteiro, che ha avuto tre match-point anche nella partita inaugurale, e Matteo Mutti, che si è aggiudicato l’unica gara che ha disputato. Al Palasport di Avenza, nella sfida di ritorno di martedì, con inizio alle ore 17, ai siciliani basterà un 3-3 per conquistare il loro secondo scudetto, dopo quello del 2019. Anche allora nella semifinale contro l’Apuania non si erano presentati con i favori del pronostico e avevano fatto saltare il banco. Si complica la strada dei toscani, a caccia del sesto titolo e chiamati a risalire la china.

Si è iniziato con la sfida fra i numeri 1 e Andrej Gacina è scattato lanciato (5-1) e non ha faticato a incamerare il primo parziale. Il croato ha rimontato da 2-4 a 7-4 e ha messo in carniere anche il secondo. Monteiro, dopo il cambio di campo, è tornato in testa (5-3), è stato raggiunto (6-6) ed è ripartito, accorciando le distanze con un break di 5-0. Il portoghese nella quarta frazione ha saputo cavalcare l’onda con una fase conclusiva in crescendo e si è andati alla “bella”.

Le emozioni non sono mancate. Gacina non ha sfruttato due match-point (10-8) e poi anche un terzo (12-11), ne ha annullati altrettanti all’avversario (10-11, 13-12 e 14-13) e alla sua quarta chance ha prevalso. Nel derby azzurro Mutti è stato quasi sempre in vantaggio e ha tenuto fino al termine. Alla ripresa del gioco, ha ribaltato la situazione da 1-4 e non ha approfittato di tre palle set (10-7). Mihai Bobocica ha operato il sorpasso con cinque scambi di seguito all’attivo.

Mutti nel terzo parziale ha allungato (7-3), è stato agganciato (9-9) e ha ottenuto gli ultimi due punti. L’atleta ospite ha dominato la quarta frazione e si è andati di nuovo al quinto set, nel quale il beniamino di casa si è fatto rosicchiare il margine da 8-4 a 8-9, non ha concretizzato il primo match-point (10-9) e al secondo ha tagliato il traguardo.

Zhmudenko ha guidato costantemente nel primo set e se lo preso agevolmente. Nel secondo Lubomir Pistej si è risollevato da 2-6 a 9-6 e ha impattato le sorti. Ancora lui ha messo le mani rapidamente sul terzo parziale, mentre il quarto ha sorriso nettamente all’ucraino, che alla “bella” ha girato sul 5-1 e non ha avuto flessioni.

Monteiro è stato travolgente e il primo parziale è filato via liscio. Più complicato il secondo, in cui ha rimontato Bobocica da 2-5 a 5-5 e da 5-8 a 8-8, salvando un set-point (9-10) e andando a segno alla sua prima opportunità (11-10). Il portoghese ha inseguito con successo anche nella terza frazione e ha consegnato il 3-1 alla sua squadra.

Nel quinto singolare a vedere a lungo la schiena di Zhmudenko è stato Gacina, che ha sopravanzato il rivale proprio nel finale. Nel secondo parziale l’ucraino lo ha ripagato con la stessa moneta (da 3-6 a 10-6) e ha riaperto i giochi.

Nel terzo si è lottato e il pongista di casa ha retto al comando con le unghie e con i denti. Zhmudenko al ritorno al tavolo si è ripreso da 2-4 a 6-4 e dall’8-8 si è issato a due match-point e al secondo ha alzato le braccia al cielo, mettendo fine a quattro ore a un quarto di battaglia, che i tifosi messinesi ricorderanno a lungo.

  • João Monteiro – Andrej Gacina 2-3 (7-11, 5-11, 11-6, 11-9, 14-16)
  • Matteo Mutti – Mihai Bobocica 3-2 (11-7, 10-12, 11-9, 6-11, 12-10)
  • Yaroslav Zhmudenko – Lubomir Pistej 3-2 (11-7, 8-11, 5-11, 11-5, 11-6)
  • João Monteiro – Mihai Bobocica 3-0 (11-4, 12-10, 11-8)
  • Yaroslav Zhmudenko – Andrej Gacina 3-1 (9-11, 11-8, 11-9, 11-9)