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A Carrarafiere 200 giovani atleti da tutto il mondo: al via i Giochi del Mediterraneo Under 23 foto

Parte oggi e durerà fino a domenica il campionato internazionale di scherma. Raggi: «Una pietra importante che mettiamo per il futuro sportivo di questi padiglioni». Altri 350 dai 10 ai 14 anni parteciperanno alla gara interregionale

MARINA DI CARRARA – Ci sono gli spazi: ampi e adatti ad accogliere più di cinquecento atleti. C’è una città che sullo sport ha fatto una scommessa, e c’è una lunga fila di stabilimenti balneari e di hotel pronti ad ospitare atleti da tutta Europa e oltre insieme alle loro famiglie: duecento under 23 provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo e altri 350 per la competizione riservata ai più giovani. Gli ingredienti ci sono tutti. Non a caso Carrara è stata la prima scelta quando Vincenzo De Bartolomeo, consigliere nazionale di Federscherma, si è trovato a scegliere la location per i ‘Giochi del Mediterraneo Under 23’, un campionato internazionale di scherma che da oggi, 19 novembre, a domenica 21, vedrà sfidarsi nel padiglione C di CarraraFiere atleti provenienti da 21 paesi diversi. Contemporaneamente, nel padiglione D, si svolgerà la gara interregionale Toscana e Liguria del gran premio “giovanissimi”, che coinvolgerà circa 350 atleti dai 10 ai 14 anni.

I giochi del Mediterraneo sono organizzati dal “Comitato Promozione Scherma Alpi Apuane” nell’ambito dell’avviso pubblico “Grandi eventi sportivi per ragazzi” del Comune di Carrara ed è stato presentato questa mattina, proprio negli spazi fieristici, dall’architetto Riccardo Tazzini, dal presidente del Comitato regionale FederScherma Toscana Domenico Cassina, dal consigliere nazionale Federscherma Vincenzo De Bartolomeo e dall’assessore allo sport del Comune di Carrara Andrea Raggi. «Quando abbiamo proposto un campionato under 23 del Mediterraneo – ha spiegato il consigliere nazionale Federscherma Vincenzo De Bartolomeo – abbiamo pensato subito a Carrara, che già da tempo manifestava il desiderio di mettersi alla prova. Del resto già dal 2018 si parlava di organizzare eventi di scherma in città. CarraraFiere, poi, è l’ideale per la sua superficie, che è assolutamente indispensabile per manifestazioni come queste». La proposta è arrivata da Federscherma a Tunisi, poco prima dell’arrivo del covid. «15 giorni dopo il mondo è cambiato, ma ci piace pensare che oggi stia svoltando di nuovo e in meglio, perché abbiamo avuto la forza e coraggio di assumerci un grosso rischio di impresa. Dentro questo padiglione c’è tanto cuore e tanta volontà» ha detto, prima di consegnare all’assessore Raggi un gagliardetto in regalo. Poi ha raccontato: «Quando è arrivato il direttore tecnico del torneo, uno spagnolo, ha detto: “Questa è l’Italia”. Quando noi italiani organizziamo le cose, lo facciamo bene».

C’è orgoglio anche nelle parole dell’architetto Riccardo Tazzini «per un progetto che parte dal 2018, quando il Comune ha iniziato a rivolgere particolare attenzione alla scherma, ed è proseguito nel 2019, quando a Carrara è arrivata la nazionale di Fioretto maschile e femminile. Un ringraziamento va fatto anche al tessuto imprenditoriale locale, perché manifestazioni del genere hanno un costo molto alto e loro hanno contribuito in maniera importante, dimostrando di aver capito l’importanza di un evento sportivo che ha un traino sportivo, economico e sociale».

«Ho sempre sentito la leggenda di questa possibilità di utilizzare gli spazi di CarraraFiere per lo sport – ha detto il presidente del Comitato regionale FederScherma Toscana Domenico Cassina -. Quando poi sono stato insignito della mia carica ho sempre pensato di portare delle gare di scherma nella mia città. Oggi ci siamo riusciti e questo mi rende orgoglioso». Un concetto, questo, ripreso dall’assessore Andrea Raggi: «Sì, fare gli eventi sportivi qui è sempre stata una leggenda metropolitana, ed una specie di fissazione per questa amministrazione. La scherma è uno dei pilastri del nostro progetto di portare lo sport a CarraraFiere ed oggi mettiamo un tassello importante. Il Comune ci mette i soldi, la fiera ci mette la scatola, ma alla fine gli eventi sono fatti di persone. Abbiamo una grande presenza di atleti che dormono qui e mangiano qui. E’ quel turismo sportivo che fa bene alla città. Ed una pietra importante che mettiamo per il futuro sportivo di questi padiglioni».