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Pontremolese, denuncia social di Lecchini

"Mi inc****, se è vero, quando vengo a sapere che qualcuno fa il furbo e non rispetta le regole, a discapito di tutti."

In un momento tanto delicato a causa dell’emergenza covid molte società come la Pontremolese hanno deciso di non procedere con gli allenamenti individuali e continuare lo stop agonistico. Luca Lecchini, direttore generale delal società azzurra lancia dalla sua pagina Facebook un’accusa ad alcune società ree, secondo lui, di non rispettare le regole.

“Fino ad oggi sono stato in rigoroso silenzio, aspettando come tutti la tanto attesa notizia della fine di questo periodo infernale. E di conseguenza la possibilità di tornare alla normalità, alla nostra vita. Fa male non essere liberi, non poter uscire, stare con gli amici o con i parenti, vedere mio figlio di 10 anni vincolato in casa. Come responsabile di una società sportiva ancora di più, perché non poter vedere e non poter permettere a tutti i nostri bambini e le bambine di fare sport e attività motoria sta diventando veramente dura. Solo chi mi conosce sa i sacrifici che abbiamo fatto per creare questa nostra splendida realtà. Certo, noi saremo pronti a ripartire anche oggi, abbiamo fatto investimenti importanti per rendere sicure le attività, il Comune di Pontremoli ha realizzato e può vantare oggi un impianto sportivo come il Lunezia tra i più a norma/bello/importante/adeguato di tutta la Regione e non solo, ma nonostante questo, abbiamo deciso, per senso di responsabilità, di non riprendere le attività.
 
Perché: La situazione è delicata, non ci sono regole chiare, non si possono usare gli spogliatoi, le temperature sono rigide, non si sa se la federazione farà riprendere le attività, non si sa se riprenderanno e si concluderanno i campionati, il Presidente Mangini ha ribadito che la Federazione ritiene che per ripartire in sicurezza occorre come minimo poter utilizzare gli spogliatoi.
 
Già in Italia non siamo portati per rispettare le regole, figuriamoci quando c’è confusione…
Ora, al di là delle mie considerazioni personali, non giudico e non condanno le società che con coraggio hanno ripreso le attività, facendo svolgere allenamenti individuali, rispettando le distanze e i protocolli di sicurezza e soprattutto senza fare utilizzare gli spogliatoi.
Ma condanno e mi inc****, se è vero, quando vengo a sapere che qualcuno fa il furbo e non rispetta le regole, a discapito di tutti.
 
Ragazzi che usano spogliatoi, che fanno le docce, che fanno partitelle, allenamenti non individuali. Di impianti non sanificati e non a norma. Di non rispetto delle distanze di sicurezza.
Secondo voi è possibile? E se fosse vero sarebbe giusto? Di chi è la responsabilità?
Una mancanza di RISPETTO non solo alle società che hanno deciso con difficoltà di rispettare le regole, ma per tutta la comunità. In gioco c’è la salute e la vita di tutti. Non un pallone.
Se chi di dovere non controlla e non da delle regole precise da rispettare non usciremo da questa situazione.  Ci sarà sempre qualcuno che farà quel cavolo che vuole !!!
Se non ci aiutiamo e remiamo tutti dalla stessa parte difficilmente potremo tornare alla normalità. Non solo nel calcio.”