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My Rhythm, sos ginnastica ritmica

La situazione è assai critica" - dichiara la dirigenza del club giallonero- "per via dei cambiamenti che potrebbero esserci a breve,

Nonostante gli sforzi immani da parte dei dirigenti della “My Rhythm” Ginnastica Ritmica in termini economici, di tempo e di energie, di fronte alla mancata assegnazione delle strutture pubbliche nei comuni di Luni e Sarzana e del ritardo nell’assegnazione della palestra principalmente utilizzata nel comune di Carrara, che ha portato la società giallo-nera ad adottare la strategia di cercare ospitalità all’interno di strutture private, ad oggi rischia nuovamente uno stop forzato.

La My Rhythm era riuscita a dare il via a sei corsi su tre differenti sedi e a ritagliare, principalmente fuori comune, undici ore riservate all’attività agonistica, un monte ore decisamente ridotto rispetto a quello abituale, ma che grazie ad un’accuratissima programmazione da parte dello staff tecnico guidato dalla RT Martina Opuratori, coadiuvata dalla tecnica e giudice Elena Quadrelli, dalla coreografa Sofia D’Atria e dalle assistenti Asia Corsini e Chiara Latorraca, riuscivano ad includere tutte le componenti fondamentali di un allenamento di livello agonistico.

La società del Presidente Bonuccelli ha scelto, già in tempi più sereni, di escludere totalmente la componente della collaborazione tra ginnaste all’interno dell’allenamento e di non partecipare ad alcuna competizione, dimostrando grande lungimiranza portando avanti scelte decisamente controcorrente e che non sono state immediatamente comprese.

“La situazione è assai critica” – dichiara la dirigenza del club giallonero- “per via dei cambiamenti che potrebbero esserci a breve, ma anche e soprattutto per le varie classi in quarantena; quindi per scongiurare di dover interrompere le attività riprese faticosamente in palestra solo ad ottobre, abbiamo deciso di evitare ogni e qualsiasi possibilità di potenziale contagio che possa derivare dalla presenza di ginnaste e tecniche provenienti da altre realtà societarie e geografiche. Speriamo che anche dall’alto si intervenga su questo tipo di incontri e manifestazioni, tutelando però le singole realtà societarie e locali.”