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«Tanti giovani? Sì, ma tutti fortissimi. Poche squadre in C come questa Carrarese»

Fabian Pavone è arrivato da poco in casa Carrarese: "Il mio procuratore ha avuto Baldini come allenatore, il modo in cui parlava di lui mi ha convinto ad accettare. E dopo averlo conosciuto, posso dire che aveva ragione..."

CARRARA – Il piccolo Mertens. Così lo chiamano. Non per un particolare accostamento calcistico, come forse si è portati a pensare a primo impatto, ma semplicemente perché l’esterno belga del Napoli “è sempre stato suo idolo e sua fonte di ispirazione”. Fabian Pavone, esterno destro classe 2000, è uno dei più giovani nel team di Baldini, ma per molti il suo è un futuro già scritto nel mondo del calcio. Cresciuto nel Pescara, dove ha militato per 10 anni, ha avuto modo con la maglia biancazzurra di mettere in mostra le proprie qualità. Grazie a bellissime giocate ed autentiche perle. E a quel suo mancino capace, a tratti, di prendere traiettorie folli prima di finire in porta.

Fabian, perché l’appellativo “il piccolo Mertens”?

Perché è sempre stato il mio giocatore preferito e mi sono sempre ispirato a lui. Quest’anno tra l’altro ho voluto prendere il suo numero: il 14.

Sorge quindi spontanea la domanda: sei tifoso del Napoli?

No, in realtà non tifo nessuna squadra.

Dove e come sei cresciuto calcisticamente?

Io sono abruzzese, di Silvi Marina, il quartiere dove sono cresciuto e dove ho iniziato a giocare a calcio. All’età di 10 anni poi mi sono trasferito a Pescara e lì sono rimasto per i successivi dieci. L’anno scorso mi ha comprato il Parma, ma sono rimasto un altro anno in prestito in Abruzzo.

Pescara è una piazza che ti ha dato tanto, e che ti ha fatto persino esordire in Serie B. 

Sì. Ho fatto tre anni con la Primavera, tra cui uno sotto età, insieme ai ’99 e ’98. Ci siamo anche conquistati una bella promozione, passando dalla Primavera 2 alla Primavera 1. Quest’anno, poi, dopo il caos Covid mi hanno fatto esordire in prima squadra, in Serie B. Un’esperienza bellissima. Anche perché ho sempre tifato Pescara, seduto sugli spalti insieme a mio padre e a mio nonno, e arrivare a giocare in prima squadra mi è sempre parso qualcosa di abbastanza lontano, difficile da raggiungere.

Che tipo di attaccante ti definisci e dove ti vedi nel 4-2-3-1 di Baldini? 

Sono un esterno destro, di piede sinistro. Il mister ha già chiarito che potrebbe schierarmi a destra come a sinistra, o anche al centro. In passato tra l’altro ho già giocato con questo modulo e mi sono sempre trovato a mio agio. 

Un elemento in rosa con le tue stesse caratteristiche è Giuseppe Caccavallo, giocatore molto esperto e dalle grandi qualità. Come vivi questa sorta di “concorrenza” con lui?

Ho capito che era un fenomeno dal primo allenamento, ma non vivo male il fatto di dovermi giocare il posto con lui. Anzi, per me questa è una fonte di ulteriore motivazione, perché se non ci fosse stato nessuno con le mie stesse caratteristiche avrei potuto dare per scontato un posto da titolare. Invece il fatto di competere con un giocatore così forte mi porta ad allenarmi con più determinazione e a dare sempre il massimo. Il mister è stato chiaro fin da subito: in campo va chi si allena meglio, quindi sta a me dimostrargli che sono in grado di giocare.

Raccontaci come si è svolta la trattativa con la Carrarese. 

Il mio procuratore, Simone Pepe, conosceva già mister Baldini, avendolo avuto come allenatore a Palermo, molti anni fa. Mi ha sempre parlato molto bene di lui, descrivendolo come un uomo schietto, diretto, e che non si fa problemi a far giocare i giovani. Il suo modulo così offensivo, poi, era perfetto per le mie caratteristiche. Così mi ha convinto a venire qua. 

Quest’anno la Carrarese ha molti più giovani in rosa rispetto allo scorso anno. Può essere questa una strategia giusta per puntare al vertice?

Sì, può funzionare, perché credo che dove il “vecchietto” non arriva col fisico, può arrivare il giovane. E viceversa, la poca esperienza del giovane viene compensata da quella del più esperto. Secondo me quindi si è creato un buon mix.  Tra l’altro i giovani di quest’anno, a parer mio, hanno tutti grandi qualità.

Che gruppo hai trovato al tuo arrivo e come ti stai trovando con mister Baldini?

Un gruppo fantastico di persone umili e giocatori fortissimi. Il mister è una grande persona, difficile trovare uomini così al giorno d’oggi. Il mio procuratore aveva ragione.

Cosa ti aspetti a livello personale e collettivo dalla stagione che sta per iniziare?

A livello personale spero di dimostrare alla squadra il mio valore, magari con qualche gol e qualche assist. Ho notato sui social che è la gente è contenta di avermi qua, spero di ripagare presto la loro fiducia. A livello di gruppo invece spero di vincere il campionato, perché siamo una gran bella squadra e in Serie C non è facile trovare compagini che giocano così bene.