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Carrarese, l’ex Calderoni: "A Carrara un ottimo progetto. La squadra è tra le favorite"

"Quella in Toscana è stata un'esperienza molto positiva. La Carrarese mi è rimasta dentro"

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Alex, la tua esperienza sotto le Apuane risale al 2014, quando la chiamata della Carrarese ti ha convinto a tornare in Lega Pro dopo una carriera di tutto rispetto, avendo quasi sempre militato in serie B e A e in club di prestigio come Atalanta e Torino. Che ricordi hai delle due stagioni passate qui a Carrara?
Non tutte le piazze nel corso della carriera ti lasciano qualcosa e ti rimangono dentro. Devo essere sincero, Carrara è una di queste. Mi è dispiaciuto molto andare via a febbraio perché mi trovavo davvero bene ma purtroppo, per questioni che sono sorte nel corso della stagione, ho preso quella decisione. Quella vissuta in Toscana è stata un’esperienza decisamente positiva: sono arrivato a gennaio e la Carrarese era ultima, ma al termine di un gran girone di ritorno siamo arrivati a metà classifica. La gente si è affezionata molto a quel gruppo e l’anno dopo tutti speravamo in qualcosa di ancora più positivo. In realtà ci sono state più difficoltà del previsto ma, ripeto, tutto sommato è stata un’esperienza molto positiva.

Trovi che l’attuale Serie C sia diversa da quella di qualche anno fa?
Non molto. Penso si sia abbassato il livello, specialmente per le regole sul minutaggio dei giovani. C’è forse meno qualità mentre hanno acquisito più importanza corsa ed agonismo. Adesso, dovendo avere in rosa un numero definito di giovani, si è abbassata l’età media da 28-29 anni a 23-24. Non sono totalmente contrario a questa soluzione, anzi, molti “under” sono capaci e di prospettiva, altri invece fanno sì parte della rosa, ma alla fine trovano poco spazio..

E’ difficile per un giocatore abituato ad altri palcoscenici calarsi nella realtà di una categoria inferiore?
No, almeno per quanto riguarda il confronto tra Serie C e Serie B, tra le due categorie non vedo grosse differenze. Anche in cadetteria può capitare di giocare in piazze con pubblici non particolarmente calorosi, così come in Serie C esistono realtà con molti tifosi al seguito. Ricordo che a Carrara il pubblico era presente, soprattutto nel mio secondo anno. Nelle ultime stagioni poi ho notato che, con l’entusiasmo è alle stelle, il tifo è cresciuto notevolmente. Non trovo quindi ci sia questo enorme scalino rispetto alla Serie B. Il discorso è diverso invece se si confronta il dilettantismo al professionismo. E’ qui che il calciatore accusa di più il passaggio alla categoria inferiore: il dilettantismo implica un calcio molto diverso, ritmi diversi, a cui spesso non è facile abituarsi.

Cosa pensi del progetto intrapreso dalla Carrarese da ormai un anno e mezzo, con Silvio Baldini al timone della squadra?
Sicuramente è un ottimo progetto. La Carrarese ha investito bene costruendo un’ottima squadra, per qualità dell’organico ritengo sia una delle migliori e questo è confermato dal fatto che l’attacco sia uno dei migliori del professionismo. Quest’anno forse è stata un po’ sfortunata, perché ci sono squadre come Novara, Entella e Pro Vercelli, che speravano nel ripescaggio in Serie B e che hanno rose davvero importanti. Secondo me però la Carrarese può giocarsela con loro, così come il Piacenza, altra squadra che sta facendo molto bene. Alla fine saranno queste cinque a lottare fino all’ultimo per i primi posti.

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