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Carrarese, parla Devoti

"TuttoC.com" ha intervistato l'ex direttore generale della Carrarese

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“TuttoC.com” ha intervistato l’ex direttore generale della Carrarese Walter Devoti.

Di seguito le risposte di Devoti alle domande dei colleghi del sito online della serie C.

Una Serie C che ancora presente problemi, tante squadre a rischio: come inciderà questa situazione sul mercato?
“Dopo tutte queste difficoltà, credo sia assurdo aver prorogato ulteriormente la data di chiusura del calciomercato, un mese di trattative adesso è eccessivo. Rimango allibito, andrebbero tutelati i presidenti che ogni giorno fanno sacrifici, e ancora rappresentano la parte buona del calcio, ma così si crea solo un controsenso. Poi comunque credo che non sempre è bene cambiare. A me fa paura il mercato di gennaio”.

Cosa è quindi lecito attenderci da questo mese di trattative?
“Credo che i club di vertice qualcosa faranno, penso magari all’Entella che dovrà giocare ogni tre giorni. Ma probabilmente anche la Carrarese qualche rinforzo lo apporrà, anche se ha già una rosa fantastica che ha lasciato qualche punto per strada solo perché ha risentito della questione stadio, non certo dipendente dal club”.

Come si inseriranno in tutto ciò i club in difficoltà?
“Mi auguro che ai club in difficoltà non sia concesso di fare mercato, spero ci siano i dovuti controlli, ma comunque c’è qualcosa che non quadra. E di certo le classifiche risulteranno poi alterate. E non è affatto giusto vedere che ci sono formazioni che rispettano i budget e magari non prendono un tale giocatore perché non rientra nelle loro possibilità quando altre prendono chi vogliono tanto poi non pagano. Confido comunque in un cambiamento, stimo molto Gravina e mi auguro intervenga, perché i regolamenti ci sono, andrebbero solo fatti rispettare”.

Girone di ritorno già al via, ma dal 20 gennaio si farà sul serio: cosa si aspetta?
“Dipenderà anche da questo mese di trattative, da come miglioreranno le favorite, ma i protagonisti saranno sempre i soliti, chi ha iniziato bene proseguirà su tale linea. Non è poi da dimenticare il discorso legato ad altre possibili penalità, tanto sempre di questo si finisce a parlare, quando invece si dovrebbe badare solo al rettangolo verde: non è obbligatorio fare professionismo”.

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