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Lettere al direttore

«In ricordo di Tilde Ragaglini, la bella storia di una grande donna»

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Riceviamo e pubblichiamo.

In ricordo di Tilde Ragaglini, la bella storia di una grande donna.
E’ passato già un anno ormai dalla scomparsa di una delle figure più brillanti e grintose del panorama di Carrara: nella notte del 9 Luglio 2019 si è spenta all’età di 69 anni Tilde Ragaglini. Una donna dotata di una forte personalità, nota ed apprezzata sia ad Avenza suo paese natale, sia nella sua amata Carrara dove ha trascorso la maggior parte della sua vita, consolidando famiglia e affetti.
Incontrando le persone che hanno avuto occasione di conoscerla è quasi del tutto impossibile non imbattersi in un dolce ricordo o in una storiella divertente che l’hanno vista protagonista nella quotidianità dei suoi giorni, annedoti curiosi che evidenziano la sua carica coraggiosa e spontanea. Attraverso le testimonianze di amici e conoscenti riaffiora subito la magia della sua forza d’animo, la sua genuinità e la sua ineguagliabile ironia.
Per essere più precisi stiamo parlando di una donna che non si è mai fermata alle sole “didascalie” della vita, ma ne ha perseguito valori e affetti cercando in essi quasi come un monito, la più estrema autenticità, che era parte integrante delle sue azioni.
Appassionata di politica e di questioni sociali, fin da giovanissima si è battuta più volte, spesso in prima persona, per difendere i diritti della gente comune a lei vicina, sottolineando (specialmente nel suo ultimo periodo) le avversità presenti nelle realtà meno agiate, a difesa delle categorie più in difficoltà a livello economico e di salute.
Fin da ragazza, si è sempre ritenuta vicina agli ambienti del Partito Comunista Italiano (PCI), rispecchiandosi negli ideali di Enrico Berlinguer, ideali che manterrà costanti nonostante i cambiamenti politici susseguitesi negli anni, che fra delusioni e ripensamenti rimarranno comunque fortemente impressi nel suo cuore (rosso puro).
Il suo fisico resistente e il suo temperamento forte le hanno permesso durante i suoi anni di carriera di intraprendere diversi mestieri, dedicando esclusivamente i suoi grandi sacrifici alla famiglia, per lei sempre al primo posto su tutto, oltre ad un grande amore a cui è stata fedele per tutta la vita, fino all’ultimo, che le ha regalato la gioia di diventare madre e con gli anni a venire, l’emozione di ritrovarsi ad essere una nonna orgogliosa e amorevole per i suoi nipoti.
Nel suo percorso lavorativo si susseguono poi anche forti legami d’amicizia che con il tempo prendono forma di seconda famiglia e di punto d’appoggio anche nelle difficoltà più grandi.
Il suo carattere socievole e disponibile ha reso possibile il suo essere partecipe a confronti anche con i ragazzi più giovani della sua città, con cui amava passare il tempo, rispecchiandosi in loro e ritrovando il piacere di sentirsi da sempre “eterna ragazza”.
Non a caso per questo, il suo ricordo è vivo negli occhi di tutti.
La sua vita però, intensa e ricca di rapporti, è stata anche segnata da dure battaglie di salute che l’hanno vista combattere più volte un male più grande di lei, che non ha mai smesso di ripresentarsi e le ha imposto sacrifici e dolorosi percorsi che come ben si sa , lacerano l’anima anche dei più forti.
La sua ultima battaglia durata due anni, ha purtroppo influito molto velocemente sul suo fisico e sulla sua tempra di guerriera, attraversando alle volte fasi di miglioramento ma anche di drastiche ricadute, e continuando a lottare costantemente diventa mano a mano consapevole dell’avvicinarsi di una fermata purtroppo irreversibile sul suo percorso.
Nonostante le condizioni e la criticità della situazione ormai nota, il suo sorriso non è mai mancato assieme alla sua gentilezza nei confronti di chi fino all’ultimo l’ha assistita e le è stato vicino porgendole aiuto e conforto.

Anna, una delle sue più care amiche con la quale ha condiviso anni di ricordi, a tal punto da poterla considerare come una sorella, vuole ricordarla così :

“E’ un anno che non ci sei più fisicamente, anche se ti sento presente. So che mi sei vicina come lo sei sempre stata dandomi spesso saggi consigli, ascoltandomi e facendomi sempre sentire protetta dall’affetto sincero che nutrivi nei miei confronti. Sei riuscita a farmi sentire sempre importante anche quando a volte cedevo alla tristezza e allo sconforto. Mancano le nostre cene, le nostre passeggiate a Marinella, e la nostra panchina di fronte al mare dove ci scambiavamo le nostre sensazioni. Ho sempre ammirato il tuo modo di affrontare la vita che non ti è stata benevola, piena di sacrifici mai riconosciuti. Ho sempe pensato che nella vita potevi aspirare a molto di più per la tua intelligenza, il lato ironico e il tuo senso pratico delle cose. Ti vorrò sempre bene.”

Forse alle volte le parole diventano strumenti quasi del tutto superflui per ricordare anime così nobili, persone che dopo vite di sacrifici meriterebbero solo dei lieto fine senza dolore,
ma spesso non potendo cambiare il corso delle cose ,
nella nostra consapevole frustrazione non ci resta che perserverare nella bellezza di quel ricordo che rimane vivo dentro e va oltre qualsiasi forma di male, e oltre la morte stessa, tanto da renderci semplicemente immortali.
Come resterai tu per sempre nei nostri cuori.
A te.
Ciao Tilduccia.
Sara, Anna, Nicola e Pino

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