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Lettere al direttore

Un massese scrive una lettera alla Voce: «Spiagge peggiorate. Mi dispiace, ma vado via»

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Un nostro lettore e residente a Massa da oltre trent’anni ci ha scritto una lettera in cui denuncia l’incuria e il degrado nella zona di Marina di Massa, riferendosi in particolare alle spiagge private del litorale. Pubblichiamo integralmente la lettera qui di seguito.

Vivo a marina di Massa da oltre trenta anni, ma forse è meglio dire “ho la residenza anagrafica a Massa”. Appena posso opto per l’estero e sempre di più mi convinco che è la cosa migliore da fare. Sono dispiaciuto per questo ma è così.

Uno dei motivi per cui vado via sono proprio le “spiagge”. Sì, perché la gran parte delle spiagge di tutta Marina di Massa e, purtroppo, devo dire, le stesse mie considerazioni le ascolto da amici e conoscenti sempre più frequentemente. In questi trenta anni, a mio avviso, vi è stato un sensibile peggioramento sia nell’offerta da parte di privati, che conducono in concessione parti di arenili, sia nella continua sottrazione di spiagge libere ad uso pubblico.
I “privati” in gran parte hanno continuato ad ostacolare la vista del mare verosimilmente aumentando le recinzioni, ostacolando spesso l’accesso pubblico al bagnasciuga o istallando ombrelloni e lettini fino a pochi centimetri dall’acqua.

Nei pressi del pontile la spiaggia pubblica sembra sempre più piccola e fra l’altro spesso, fino alla stagione passata, sulla stessa vi erano venditori abusivi fissi ed indisturbati ad esporre, in spregio delle norme, la loro mercanzia. In qualche altra “spiaggia pubblica comunale custodita” ormai vige l’uso, e speriamo non si ripeta quest’anno, che il “custode” o “addetto al punto di ristoro comunale autorizzato” al mattino presto in modo sparso piazzava su gran parte della spiaggia pubblica suoi ombrelloni, lettini e sdraio che poi spesso non noleggiava durante il giorno ma in pratica sottraevano altri posti in aggiunta già alle ridottissime zone pubbliche in gran parte utilizzate in modo esclusivo.
Continuando verso nord c’è il tratto “Don Gnocchi-Casa Faci” dove la camminata è in pratica ostruita e se per caso ti fermi a fare un bagno i bagnini cercano di scacciarti perfino dagli scogli ma forse se paghi cambiano le cose.

Quest’anno è già iniziato peggio degli altri anni precedenti, abbiamo scelto di andare a passeggiare una mezz’ora sul pezzo di spiaggia adiacente la “Torre Marina” e la prima volta ci è andata bene ma il giorno successivo, in data 17.6.2020 una persona, dichiaratasi della struttura TorreMarina, ci ha vietato fermamente l’accesso alla battigia. Facendoci osservare il cartello “spiaggia privata” abbiamo controbattuto che a nostro avviso privata è inappropriato ed abbiamo segnalato alle autorità chiedendo se è giusto esporre quel cartello. Purtroppo non abbiamo potuto raggiungere il bagnasciuga.

Qualche giorno dopo, abbiamo deciso di trascorrere un’oretta in spiaggia e poiché nel corso degli anni abbiamo riscontrato gli stessi comportamenti maleducati e vessatori e di abuso praticamente su quasi tutto il litorale massese da sud a nord, siamo andati su un pezzetto di spiaggia libera adiacente alla zona Torre Marina e Lilli Mare ma appena siamo arrivati, dopo neanche 30 secondi il bagnino della struttura Torre Marina ha percorso circa 20 metri oltre la delimitazione della Torre Marina per venire ad intimarci di andare via. Anzi in dieci minuti sono venuti ben tre bagnini di Torre Marina, il primo ha detto che la “spiaggia è stata appena comprata dal padrone di Torre Marina” e se non ci allontaniamo chiama i carabinieri, il secondo insiste ed il terzo chiede con insistenza le nostre generalità.

Ci rifiutiamo di andarcene e declinare le generalità se non intimati da un’autorità competente. Facciamo presente che vi è un cartello istituzionale di “spiaggia libera” e non vi sono delimitazioni di concessioni né strutture visibili (ombrelloni, sdraio o lettini) ma il bagnino dice che hanno dimenticato di togliere il cartello. Ormai siamo quasi a marina di Carrara e forse sarà meglio tentare di fare un bagno oltre comune di residenza prima di optare definitivamente per l’estero.

A tutto questo bisogna aggiungere anche che oltre a sopportare la calca sui pochissimi metri di spiaggia libera, che non sono riusciti ancora a dividersi, dobbiamo anche essere costretti ad osservare immensi tratti di spiaggia, date in concessione o occupate verosimilmente abusivamente, con gran parte di ombrelloni privati che si abbronzano fissi e solitari anche senza avventori paganti.

Non sarebbe più giusto utilizzarli solo in caso d’uso? E non lasciarli aperti inutilmente quasi in disprezzo a chi preferisce: spiaggia libera e natura?”.

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