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Lettere al direttore

Coronavirus, un lettore: «Alle Poste scarse norme igieniche da parte di un addetto»

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Pubblichiamo di seguito la lettera di un nostro lettore che, come tutti noi in questi giorni, sta vivendo l’emergenza da coronavirus. Se volete raccontarci la vostra storia o renderci partecipi di una vostra riflessione potete scriverci a redazione@voceapuana.com.

“Stamani mi sono recato ad un ufficio postale per motivi di lavoro e con mio stupore ho notato che tutti gli impiegati erano muniti di mascherina e guanti, quella mascherina speciale introvabile col filtro. Nell’attesa, effettuata a giusta distanza dagli altri clienti, ho sentito un addetto che si rivolgeva ad altri dicendo che l’indomani avrebbero chiuso al pubblico se la direzione non li avesse forniti di mascherine.

Mentre aspettavo il mio turno per entrare ho notato come questo addetto, provvisto di guanti e mascherina con filtro, contravveniva alle minime regole igieniche di una persona che deve proteggersi dal virus. Infatti, si toccava continuamente il viso e la mascherina, ha pure acceso una sigaretta e in precedenza si era appoggiato alla ringhiera, aveva toccato le maniglie della porta e chissà quant’altro. Ora se è chiaro che i guanti proteggono dal virus le mani, sicuramente non hanno protetto questo addetto nelle parti del corpo più importanti da proteggere: la bocca, gli occhi e il naso insomma la faccia. Mi sono permesso di fargli
notare che forse è meglio non usare i guanti con quelle modalità, forse è meglio lavarsi le mani più spesso, mi ha risposto che lui i guanti li mette al mattino e li toglie quando va a casa: alla faccia delle più elementari regole di sicurezza.

Magari ieri questo signore, come i suoi colleghi e tanti tanti italiani, ha gridato grazie al personale sanitario che si sta prodigando in maniera eroica nei presidi ospedalieri, magari non sa che proprio lì, dove ce n’è più bisogno, mancano le mascherine di protezione, non si trovano, e lui le usa in questo modo. E domani non aprirà al pubblico se non gli verranno fornite. Forse le Poste potrebbero mettere un vetro di protezione nei banconi per salvaguardare i suoi operatori, così quelle mascherine, tante e mal utilizzate, raggiungerebbero le persone che più ne necessitano”.

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