LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Lettere al direttore

Coronavirus, la lettera-sfogo di mamma Catia

«A cosa è servito proteggerli fino ad ora, se poi le istituzioni riapriranno le scuole mettendoli dentro a "classi-pollaio"?»

Più informazioni su

Sono state, sono e saranno giornate complicate, giornate che sembrano interminabili anche se in cuor nostro tutti ci auguriamo finiscano al più presto, e nemmeno sappiamo, dall’alto del nostro inguaribile ottimisimo o della più nera disperazione, quando sono iniziate.

C’è un nemico invisibile da combattere lì fuori che non si sa da dove arrivi, come sia fatto e come possiamo curarlo. E spesso ci chiediamo: Funzioneranno le misure di sicurezza imposte dal Decreto Conte? Riusciremo a sconfiggere il virus? Quando torneremo alla normalità?.

Questa è la lettera di una mamma, Catia, preoccupata per le sue figlie e per tutti i ragazzi che tra poco (forse) dovranno tornare a scuola.

Buongiorno a tutti, in particolar modo alle Istituzioni che in questo momento di grande difficoltà stanno valutando di chiudere le scuole fino al 15 aprile, riservandosi di rimandare l’inizio delle lezioni scolastiche causa coronavirus.

Sono una mamma come tante altre che spiega ai propri figli che per sconfiggere il coronavirus, l’unico modo è rispettare delle semplici regole che ci sono state imposte per il bene di noi stessi e di tutti gli altri. Possono sembrare molto rigide, ma non costa fatica a nessuno ascoltarle e rispettarle, in quanto a rischio c’è la salute e la vita di un’intera comunità. Purtroppo, come si sa, non a tutti piace stare alle regole, ma il rischio è quello di mettere in pericolo sé stessi e chi si ha vicino.

Mi domando e grido ad alta voce: con tutte queste regole, che non sto ad elencare perché le conosciamo bene, quella del “state a distanza di un metro l’uno dall’altro” come può essere rispettata dai nostri figli nel momento in cui torneranno a scuola? Come possono rispettare le distanze di un metro con i banchi, se normalmente si ritrovano in 20 ragazzi in un’aula piccola? E non scordiamoci di quelle scuole con aule che presentano problemi strutturali sistemati velocemente tanto per finire l’anno scolastico.

Parlate di salvaguardare la salute di tutti e di tutte le categorie dei lavoratori fornendo guanti, mascherine, occhiali, etc., ma agli studenti? A cosa è servito proteggerli fino ad ora, se poi le Istituzioni prenderanno la decisione di riaprire le scuole mettendoli dentro a “classi-pollaio”?
Io urlo al niente probabilmente, perchè non c’è un decreto sicurezza per gli studenti che sono a rischio contagio, e così l’epidemia non si ferma ma gli date la possibilità di fare altri morti.

Da mamma non ci sto. Avete fatto passare troppo tempo prima di prendere delle decisioni, e forse era bene far chiudere tutti e tutto per evitare contagi e morti.

Se non avrò delle certezze di sicurezza che dovranno essere rispettate da alunni, professori collaboratori scolastici e amministrativi, io le mie figlie non le manderò a scuola e chiederò di farle studiare da casa come fanno in questo momento, senza violare il diritto allo studio, ma chiedendo solo la loro sicurezza e quella di tutti gli altri ragazzi.

Confido in Voi. Distinti saluti, mamma Catia.

Più informazioni su