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Lettere al direttore

«L’Asl e quei continui avvisi di pagamento sbagliati e tutt’altro che bonari»

La lettera di un cittadino: «Questo sistema furbesco, gioca sul fatto che il cittadino a distanza di quattro o cinque anni, difficilmente sarà in grado di dimostrare l’eventuale errore»

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    «Nel mese di giugno scorso, inviai una lettera di protesta al Direttore Generale dell’Usl, e alla stampa locale, dove lamentavo quello che a mio parere, oltre a un disservizio, era un grave spreco di risorse pubbliche. Dopo alcuni giorni l’ufficio stampa dell’Usl mi diede una “non risposta” in politichese, alla quale io decisi di non replicare. Dopo meno di un mese però, ricevetti una lettera dall’Usl, che mi inviava un “avviso bonario” di pagamento di 47 euro di ticket per non aver disdetto un esame presso i suoi ambulatori, nel lontano 2015». Si apre così la lettera che Enzo De Fazio, cittadino carrarese, ha inviato alla direttrice dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Teresa De Lauretis.

    «Oltre al bollettino per il pagamento – prosegue De Fazio – nella lettera mi si diceva che se avessi potuto provare il contrario, si scusavano in anticipo per l’errore. A voler essere maligno, cosa che io non sono, si potrebbe pensare a una qualche forma di rivalsa nei miei confronti. Comunque avevo la prova che l’esame non era stato disdetto, perché era stato fatto! L’ufficio recupero crediti dell’EquiUsl, scusate, dell’Usl, mi diceva che l’errore era stato provocato come al solito dal computer, e di non tener conto del bollettino. Ieri mi è arrivata un’altra missiva da questa simpatica Azienda, dove mi si chiede, in modo sempre bonario, il pagamento di 10 euro per una misteriosa “digitalizzazione” che io non so neppure cosa sia, per una prestazione che avrei ricevuto al Pronto Soccorso nel 2017».

    «Ora io mi domandose questo sistema di “riscossione” crediti, con impegno di risorse economiche e umane, con tanto di medici caposervizio e impiegati, non sia un sistema escogitato per fare cassa. Io sono d’accordo che chi non disdice una prenotazione debba pagare il ticket, anche se visto i tempi biblici necessari a erogare le prestazioni, è facile dimenticare un appuntamento, ma con l’uso dell’informatica è possibile contestare la cosa il giorno dopo. Invece questo sistema furbesco, gioca sul fatto che il cittadino a distanza di quattro, o cinque anni, difficilmente sarà in grado di dimostrare l’eventuale errore, e quindi, anche se esente, è costretto a pagare. Signora Direttrice Usl, tengo a ricordarle che l’Azienda di cui è a capo, dovrebbe essere al servizio soprattutto della fascia di popolazione più debole, ossia i malati, gli anziani, e gli indigenti, e francamente, questo metodo, che colpisce principalmente proprio loro, mi sembra disdicevole, e mi permetta, anche un pò meschino».

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