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«La crisi della Croce Bianca? Un fallimento targato centrosinistra». Benedetti all’attacco

Il presidente del Consiglio comunale di Massa: «È bene che chiuda o venga assorbita da altro soggetto, salvando però gli ignari dipendenti». Piedimonte sull'incontro in Prefettura: «Salvarla è possibile»

MASSA – «Leggendo le cronache locali e gli ultimi interventi di alcuni politici sulla crisi della Croce Bianca di Massa, non posso esimermi dall’intervenire come rappresentante di Forza Italia, un partito che insieme al centrodestra, aveva negli anni passati, sollevato una serie di polemiche sulla mala gestione di questa associazione, storicamente gestita dal centrosinistra». Inizia così l’intervento di Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa sul fallimento della Croce Bianca che determinerà il licenziamento di 12 dipendenti (ne abbiamo parlato qui).

«Infatti, l’attuale presidente Mignani – sottolinea Benedetti – è un politico ed ex consigliere comunale della sinistra e il Consiglio stesso pullula di noti oppositori all’attuale amministrazione comunale di centrodestra, compresa l’amministratrice del gruppo social ‘Cronaca Timeout’ Rossana Lazzini. Ma come non ricordare gli anni che vanno dal 2000 al 2010, quando nel consiglio di amministrazione c’erano assessori e consiglieri comunali tutti rigorosamente di sinistra».

«Nell’auspicare comunque una soluzione lavorativa o adeguati ammortizzatori sociali per i dipendenti, scrivo queste cose, affinché si sappia che non è più possibile superare i problemi o far sopravvivere questa associazione con soluzioni politiche, come è stato fatto fino a oggi. Se saranno individuate soluzioni, queste non potranno che essere istituzionali, perché fino all’ultima amministrazione di centrosinistra i cittadini hanno finanziato di tasca propria la Croce Bianca che alla fine si è ritrovata indebitata fino al collo, si parla perfino di una esposizione che supera il milione di euro. Voglio ricordare che il 26 luglio del 2000 il Consiglio Comunale, su progetto dell’allora assessore al Sociale, approvò una convenzione con la Croce Bianca per lo svolgimento di alcuni servizi di tipo sociale che prevedeva lo stanziamento di un importo annuo pari a lire 75.000.000, euro 38.735 per la durata di anni nove. L’obiettivo era quello di coprire il debito di circa 1.000.000.000 di lire contratto con la Cassa di Risparmio di Carrara, altrimenti sarebbe stato attivato l’iter fallimentare».

«La Croce Bianca tornò ad operare attivamente fino al 2010, senza mai superare i problemi debitori. Infatti alla scadenza dei nove anni e precisamente il 21 gennaio 2010 la Giunta e il Consiglio Comunale rinnovarono la convenzione per lo svolgimento tuo dei servizi sociali e protezione civile per euro 38.735 annui. Voglio far notare che per l’individuazione di questo soggetto non fu indetta una gara pubblica e nessun tipo di selezione, ma tutto fu realizzato d’ufficio. Quindi, non si trattò di una convenzione ritenuta necessaria per lo svolgimento di servizi sociali, ma di una convenzione stipulata per salvare l’ Associazione e con un salvataggio prettamente politico e non istituzionale, politico e interessato poichè probabilmente la Croce Bianca era ritenuta uno strumento valido anche per la propaganda politica. Non dimentichiamoci che per un certo periodo la struttura ospitò anche i Carc (movimento comunista estremo) che si riuniva costantemente all’interno della sede della Croce Bianca».

«Oggi e siamo nel 2022, l’associazione versa di nuovo in condizioni di disastro economico con un debito galoppante che fa venire i brividi. Qualche politico in questi giorni si è già attivato per trovare soluzioni rapide e definitive, ma è bene che sappia che oggi la politica non può e non deve frugare nelle tasche dei cittadini per sanare dei debiti che non ci competono, anzi, a questo punto è bene che la Croce Bianca chiuda o venga assorbita da altro soggetto, salvando però gli ignari dipendenti che tanto hanno fatto durante la pandemia e che non meritano sicuramente di trovarsi in mezzo alla strada, ma la politica lasciamola fuori».

Piedimonte (Fi): «Salviamo la Croce Bianca»

Di tono diverso è l’intervento di Domenico Piedimonte, esponente di Forza Italia e volontario soccorritore della Croce Bianca. Lo riportiamo di seguito.

Salvare la Croce Bianca significa salvare una parte dell’anima della nostra città. Dalla fine del 1800
la Croce Bianca di Massa, con i suoi volontari ed i suoi equipaggi ha assistito, curato, salvato e soccorso decine di migliaia di massesi e di abitanti della nostra provincia. Ed è per questo che ora, tutti noi, cittadini e istituzioni abbiamo l’obbligo morale di soccorrerla e rianimarla.
A tal proposito, questa mattina, una piccola delegazione composta dal dipendente autista della pubblica assistenza Ricci Enrico e dal soccorritore di livello avanzato Domenico Piedimonte è stata accompagnata dal consigliere comunale Antonio Cofrancesco al cospetto di sua eccellenza il Prefetto, del Questore di Massa-Carrara e di altre autorità.
C’è stata una ampia disponibilità all’ascolto e all’approfondimento del problema da parte di tutti.
E’ stato spiegato alle autorità  che,  i soccorritori vengono formati per rianimare le persone senza perdere mai la speranza. Fino allo sfinimento fisico del soccorritore stesso e del suo equipaggio le manovre di rianimazione non vengono terminate. Ed è con questo spirito che volontari e dipendenti si stanno adoperando per tentare un salvataggio in extremis.
La delegazione ha potuto esporre alle autorità presenti che secondo loro per la Croce Bianca di Massa nulla è ancora definitivamente perduto. Perché la Croce Bianca è proprietaria di un immobile il cui valore è verosimilmente il doppio di quello del debito bancario (per il quale vi è iscritta ipoteca) e perché i grandi debiti rateizzati con ex Equitalia di importo verosimilmente superiore ai 10mila euro mensili possono essere rimborsati tramite la legge 3/2012 sul sovraindebitamento. Sfruttando questa legge che si pone come obiettivo più importante quello di mettere il debitore nelle condizioni di pagare in un lasso di tempo molto più lungo di quello che normalmente viene concesso dalle banche, dall’Inps o dalla ex Equitalia c’è la speranza di rimettere sui giusti binari. Cioè la legge che ha consentito ad alcune associazioni partitiche o calcistiche di dilazionare i propri debiti per oltre 50 anni.
La pubblica assistenza Croce Bianca Massa è anch’essa una associazione e questa strada non sembra che non l’abbia mai esplorata. E per questo, anche se del tutto inusuale, tra i volontari vive la speranza che anche una Istituzione come il presidente del Tribunale di Massa possa dare conforto sulla possibilità che un percorso simile possa tentarlo anche la nostra associazione.
Per quel che è dato sinora sapere, sembra che il mancato regolare pagamento di una rateizzazione decennale fatta con ex Equitalia, abbia portato al blocco del conto corrente. E da questo l’impossibilità sopravvenuta di poter anche solo far benzina ai mezzi di soccorso e di traporto.
Una situazione che già in questi giorni si è riverberata sulla pelle dei nostri concittadini che senza la Croce Bianca a pieno regime hanno dovuto attendere ambulanze provenienti da Viareggio  per delle semplici dimissioni con trasporto dal Noa a Montignoso.
Non tutti i 12 dipendenti che verrebbero licenziati avrebbero la possibilità di usufruire della Naspi per 24 mesi. E tra essi ci sono quelli che soli due anni fa, all’arrivo del mostro Covid-19, la città riteneva i propri “Angeli”. Quelli che, seppur con il terrore negli occhi, hanno messo a rischio la propria vita sulle “ambulanze Covid”.
Rianimare la Croce Bianca sembra quindi possibile più che un sogno. Per ora, alcuni volontari e dipendenti teniamo vivo quel flebile segno di vita nella speranza che con l’amore di una intera comunità aiutata dalle istituzioni riesca a compiere il miracolo.