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«Il fascismo oggi è nei comportamenti». Caffaz cita Oriana Fallaci e annuncia querela

Il consigliere di opposizione: «Le elezioni sono finite, Arrighi tenga a bada i suoi supporter. Non saranno più tollerati comportamenti lesivi della dignità dell'opposizione e sui profili fake diffamatori e vicini alla sinistra»

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CARRARA – «Il “fuorionda” del neoeletto presidente del Consiglio comunale Cristiano Bottici in occasione del consiglio comunale di lunedì scorso, è molto grave sia che, per come l’abbiamo interpretato noi, fosse rivolto all’onorevole Cosimo Ferri, sia che, per come ha asserito il diretto interessato, fosse indirizzato al segretario generale del Comune. Per riparare non bastano le scuse sulla stampa, il minimo che deve accadere è che queste avvengano nel Consiglio comunale di mercoledì, ovvero la sede istituzionale deputata, in modo da analizzare meglio quanto accaduto e discuterne adeguatamente». Simone Caffaz, consigliere comunale del centrodestra interviene per chiedere alla sindaca Serena Arrighi di «tenere a bada i suoi supporter» e annuncia querela nei confronti dei «profili (social) fake diffamatori e vicini alla sinistra.

«Anche perché – dice Caffaz – è doveroso evidenziare che comportamenti irrispettosi e provocatori si ripetono, da parte di esponenti della sinistra e sostenitori di Arrighi, con una certa continuità fin dalla campagna elettorale e ciò è inaccettabile perché messo in atto da una coalizione che ambisce ad amministrare la città nei prossimi cinque anni e che, al contrario, dovrebbe cercare di abbassare i toni e rappresentare anche quei cittadini che non l’hanno votata. Come dimenticare, ad esempio, che nello stesso Consiglio comunale, in due diversi momenti il sottoscritto è stato interrotto nel suo intervento dalla contestazione dei sostenitori della Arrighi presenti tra il pubblico e in altrettante occasioni la stessa cosa è capitata dall’onorevole Ferri? Come non notare che a compiere tali atti lesivi della dignità del consiglio comunale, non sono stati semplici cittadini ma dirigenti, candidati non eletti e pure assessori mancati della coalizione pro-Arrighi? Come sottacere che, mentre accadeva ciò, sui social, gli stessi esponenti politici, a cui veniva dato manforte da colleghi non presenti, si dedicavano a una sistematica azione di denigrazione dei rappresentanti dell’opposizione? Infine, come non notare che delle otto coalizioni presenti alle ultime elezioni, tali comportamenti provengono soltanto dai simpatizzanti della Arrighi?».

«Il tutto si inserisce in un contesto che ha avuto inizio proprio durante la campagna elettorale, quando è stato creato, da qualcuno affine alla coalizione di sinistra, un profilo social fake, i cui autori si sono nascosti dietro un odioso e vile anonimato, che ha dato vita a una campagna inqualificabile in cui, solo per fare qualche esempio, i miei sostenitori venivano ritratti come topi, e in cui veniva vergognosamente tirato in ballo il rapporto con la mia famiglia e, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, pubblicato un farneticante dossier vecchio di più di 10 anni, il cui autore è già stato condannato dalla magistratura. Mentre i suoi sostenitori facevano e fanno questo, Serena Arrighi tace, non prende le distanze da questi comportamenti (lo ha fatto solo una volta in modo subdolo e furbo), e nella sostanza li ha fomentati impostando tutta l’incredibile e offensiva campagna del ballottaggio sul pericolo del ritorno del fascismo, dell’uomo nero, anzi del lupo nero, come sono stato più volte ritratto».

«Visto che nelle ultime settimane la sindaca, con la sua sconfinata modestia, si è autoproclamata erede delle donne del 7 luglio, vorrei ricordarle le parole di un’altra donna che è stata straordinaria protagonista della Resistenza italiana come Oriana Fallaci, a cui il sottoscritto fece a suo tempo dedicare una strada a Marina: “Nella società contemporanea – diceva la Fallaci – il fascismo non è nelle ideologie ma nei comportamenti”. Arrighi ricordi quindi ai suoi supporter che le elezioni sono finite e li faccia smettere dall’assumere comportanti diffamatori e denigratori della reputazione degli avversari politici, lesivi dei diritti dell’opposizione e della dignità del consiglio comunale. Questi sì che sono atteggiamenti che, come avrebbe sostenuto Oriana Fallaci, si richiamano al passato regime e che i suoi supporter, tra le otto coalizioni in lizza alle ultime elezioni, sono stati e sono gli unici ad assumere. Per quanto mi riguarda, i miei legali stanno preparando una querela rivolta a coloro che si celano dietro il profilo social sopra citato e non accetterò più che, durante i lavori del Consiglio comunale, si verifichino comportamenti lesivi dei diritti e della dignità dell’opposizione».

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