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Barotti replica a Nardi: «I programmi contano anche per i candidati alle Camere»

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MASSA – «Le parole dell’On.le Nardi sulla necessità di creare un fronte contro la destra populista non credo siano particolarmente significative poiché non è in discussione la necessità di creare una coalizione bensì di comprendere quali forze possano farne parte. Può bastare l’opposizione al populismo sovranista per far nascere una compagine in grado di ben amministrare la città? Io credo di no. Serve un patto di governo, un programma, di pochi punti, condiviso e competenze in grado di attuarlo; ed ancora non è pensabile dimenticare quanto accaduto a Carrara o in ambito nazionale perciò l’area progressista massese dovrà avere una identità chiara». A parlare è il consigliere comunale di Arcipelago Massa, Andrea Barotti, il quale risponde alle parole della Deputata del Partito Democratico Martina Nardi in vista delle elezioni comunali massesi del 2023.

«La deputata del PD sostiene di vedere dei candidati sindaco ma di non scorgere un programma o una visione di città ebbene la stessa cosa potrebbero affermarla gli elettori nei riguardi di molti parlamentari; ad ogni modo concordo con la necessità di avanzare idee e progetti per rilanciare il nostro territorio. Sul tema inviterei l’On.le Nardi a preoccuparsi del suo partito visto che in quasi cinque anni non mi sembra abbia fornito un rilevante contributo, in termini di proposte, per costruire un’alternativa al vuoto della destra. In sintesi, alle aiuole, al rifacimento di qualche piazza della giunta Persiani qual’è stata la risposta della Nardi e dei democratici? Per quanto mi riguarda ho tentato, per la componente civica progressista che rappresento, di oppormi in modo costruttivo all’amministrazione del “mancato cambiamento” contrapponendo alla fattoria didattica e ad altre infelici progettualità una ben diversa visione; penso agli Uffizi diffusi, alla Pharma valley, al distretto dell’energia green, al centro di virologia, al distaccamento universitario da realizzare recuperando le ex colonie, alla metropolitana di superficie, alla trasformazione del Porto in una cava di sabbia per il litorale, alla Università del lavoro sul modello della Scuola di Solomeo, agli ITS, alle iniziative (petizione al Parlamento Europeo) per Villa Massoni e le mura quattrocentesche del castello Malaspina, alla realizzazione di una biblioteca con sala di registrazione e padiglione per la musica all’ex Cat, al parco periurbano, alla bonifica dell’ex discarica di Codupino, alla ricostruzione del viale litoraneo tra la Don Gnocchi e il Lavello. – continua Barotti – Prima di giudicare gli altri si dovrebbe esaminare se stessi anche per evitare di perdere, qualora si abbia, credibilità perciò provo un certo dispiacere quando leggo interventi come quello della deputata che lamenta la mancanza di un programma per i possibili candidati sindaco ma non fa un resoconto della sua attività di parlamentare confrontando il suo programma con i risultati raggiunti; sarebbe interessante conoscere, vista la possibilità di una ricandidatura (le politiche si svolgeranno il 25 settembre) quali proposte, iniziative per il nostro territorio saranno al centro del rinnovato impegno della deputata democratica o forse i programmi contano solo per gli altri?».

«Infine, – conclude Barotti – rinnovo la domanda al segretario del Pd, ad oggi rimasta senza risposta, l’apertura alle primarie della Nardi è la posizione del partito o si tratta di un convincimento della sola deputata? Credo che parlare di unità senza aver chiarito alcune questioni dirimenti, pensare alle primarie per giungere ad una sintesi (quando le primarie sono uno scontro tra correnti) non aiuti a costruire il campo progressista».

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