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Lorenzetti firma l’appello per Draghi, Rifondazione: «Doveva restare neutrale»

«I cittadini di Montignoso pagheranno salatamente le scelte liberiste di questo governo»

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MONTIGNOSO – Non va giù a Rifondazione Comunista provinciale la decisione del sindaco di Montignoso (nonché presidente della Provincia di Massa-Carrara) di firmare l’appello per chiedere al premier dimissionario Mario Draghi di restare a Palazzo Chigi (qui). Un appello caduto nel vuoto dopo che questa mattina Draghi ha confermato le dimissioni al Capo dello Stato Mattarella (qui). «Abbiamo appreso dalle note stampa – hanno scritto in una nota – che il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti ha firmato l’appello di sindaci per promuovere la continuità del governo Draghi. Come Rifondazione Comunista ne prendiamo atto, una volontà personale che non coinvolge tutta la città di Montignoso e soprattutto tutte le sensibilità politiche della sua maggioranza».

«Per chiarezza – sottolinea Prc – rappresentiamo la nostra posizione rispetto al governo Draghi che abbiamo contestato dall’inizio della sua esperienza, avendo piena conoscenza ciò che è e ciò che rappresenta Mario Draghi. Non abbiamo mai condiviso il suo atteggiamento che ha portato a sminuire il valore della rappresentanza parlamentare, non abbiamo mai condiviso le sue posizioni sul libero mercato che stanno generando svendite di servizi pubblici in un momento in cui il sostegno alle classi più povere dovrebbe essere fatto proprio con la garanzia di maggiori servizi. Non abbiamo mai approvato le sue politiche economiche che hanno sempre favorito le strutture padronali di questo Paese, non abbiamo mai approvato la sua posizione guerrafondaia sulla crisi ucraina, né il suo avvicinamento al dittatore Erdogan mandante ed esecutore del genocidio dei curdi nel sud della Turchia».

«Soprattutto non riteniamo sostenibili le riforme che ha accettato di realizzare nel nostro Paese, scambiando i nostri soldi del Pnrr con le riforme sociali conquistate dai nostri padri e dai nostri nonni, consegnando di fatto lo stato sociale a un mercato dei servizi in mano alle multinazionali. Per questi motivi non abbiamo nessuna fiducia nel prosieguo dell’esperienza Draghi e ci saremmo aspettati dal sindaco Lorenzetti una posizione politica più neutrale rispetto alla crisi di governo e più vicina ai suoi cittadini che pagheranno salatamente le scelte liberiste di questo governo e quasi certamente quelle di un Draghi 2». Un Draghi 2, però, che viste le ultime vicende, non ci sarà.

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