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Piano del commercio esteso anche a Marina di Massa. «Uno strumento che aiuta»

Il Consiglio comunale ha approvato le modifiche al regolamento per la valorizzazione dei luoghi del commercio presentate dall'amministrazione, allargando la zona di interessa anche a Marina. Critica la minoranza: «Dopo 4 anni, un provvedimento o riguarda tutti oppure è un provvedimento a metà»

MASSA – Con la seduta del Consiglio comunale di Massa di ieri sera, 18 luglio, sono state approvate le modifiche al regolamento per la valorizzazione dei luoghi del commercio presentate dalla giunta Persiani e, in particolare, dall’assessore Paolo Balloni. La grande notività portata dalle modifiche sta nell’allargamento delle aree interessate dal regolamento a Marina di Massa e la zona del viale Roma. Il piano del commercio, approvato alla fine del 2020, prevedeva contributi a fondo perduto, fino a un massimo di 5000 euro, per le attività esistenti o in procinto di aprire del centro storico massese, o per quelle botteghe ritenute storiche o di pregio i cui parametri dovevano rientrare in una graduatoria stilata dal Comune ed inserita nel regolamento. Dopo la votazione, anche le attività commerciali di Marina di Massa potranno beneficiare di questi contributi, previa partecipazione a un bando indetto dall’ente comunale.

«Abbiamo portato di nuovo il regolamento in consiglio comunale perché, come da progetto dell’amministrazione, viene prevista l’estensione di questa normativa ad altre aree della città, inizialmente concentrata solo sul centro storico. – ha spiegato Paolo Balloni nella sua relazione di fronte ai consiglieri comunali – Dai confronti con le associazioni di categoria è emerso che, anche visto il periodo storico, questo strumento sta dando man forte e, convinti di questo, vogliamo estendere il regolamento all’area del viale Roma e Marina di Massa».

Ma le modifiche presentate dall’assessore non si limitano all’estensione dell’area. Fin dalla sua approvazione, il regolamento aveva polarizzato l’opinione pubblica, attirando molte critiche per alcune norme a cui avrebbero dovuto sottostare i commercianti interessati ai contributi. Per questo, dopo un confronto con le associazioni di categoria, l’amministrazione ha deciso di cambiare alcune cose. Per esempio, il codice Pantone del colore delle tende a cui il commerciante dovrà adeguarsi non sarà restrittivo, ma avrà una finestra di variabilità; così come potrà variare per andare incontro agli esercenti il colore degli infissi delle attività che si trovano al piano terra di edifici i cui infissi si distaccano dal codice scelto dal Comune; anche i caratteri delle insegne non saranno stringenti: le insegne che riporteranno il logo identificativo dell’attività potranno rimanere invariate, a maggior ragione se questi loghi presentano marchi registrati; per i negozi in franchising vengono meno gli obblighi di accodarsi ai colori; mentre, per quanto riguarda l’erogazione di contributi destinati ad interventi ancora da effettuare la versione precedente del regolamento prevedeva una polizza fideiussoria che il commerciante avrebbe dovuto versare, con le nuove modifiche, invece, basterà presentare delle fatture.

Ma se la maggioranza, soprattutto di frangia leghista, ha accolto queste modifiche a braccia aperte, dalla minoranza sono arrivate critiche molto aspre nei confronti di questo provvedimento. Il Partito Democratico, in particolare, dopo essersi astenuto nelle votazioni precedenti su questo atto, ritenuto sbagliato nella forma ma meritevole nell’idea, questa volta ha espresso tutto il suo dissenso. «Rimango stupito che dopo 4 anni si venga a presentare questo regolamento come una sorta di panacea di tutti i mali del commercio. – ha dichiarato il consigliere dem Stefano Alberti nel corso della discussione – Questo regolamento si porta dietro una discriminazione profonda perché alcune parti della città non vengono riprese: c’è un trattamento di Serie A e uno di Serie B. Dal punto di vista commerciale questo per me è un abuso. Posso capire che nella prima stesura ci fosse un rodaggio legato al centro, ma dopo 4 anni non è ammissibile. Dopo 4 anni, un provvedimento o riguarda tutti oppure è un provvedimento a metà. I vari provvedimenti messi in atto in questi anni in città, oltretutto, hanno tolto molti stalli dei parcheggi, influendo sulle attività commerciali». Anche il Movimento 5 Stelle ha votato contro: «Questo regolamento arriva in consiglio con il voto contrario della commissione. – ha detto Paolo Menchini, consigliere pentastellato – Questo bando esclude l’anello debole del commercio: le attività in difficoltà, prevedendo che solo le attività in pari negli ultimi 5 anni fiscali possano partecipare al bando».

«Come venne detto sin dall’inizio, questo strumento non è statico, ma mano a mano che si procede si aggiorna nel corso del tempo, con anche modifiche richieste dai rappresentanti di categoria. – ha spiegato Marco Battistini, del gruppo Lega – Abbiamo visto, anche in commissione, come i vari bandi che ci sono stati nel corso di questo anno e mezzo abbiano visto un crescendo di domande arrivate. Tutti i settori nella nostra Provincia nel 2021 hanno registrato dei rimbalzi record rispetto al 2020, tranne il settore del commercio. Quindi un’amministrazione può fornire degli strumenti che vadano ad incidere sulle varie criticità del commercio. Una di queste criticità rivela che le persone comprano meno nelle attività per mancanza di offerta, arredo urbano non attraente o motivi logistici. Con questo provvedimento ci stiamo muovendo nella direzione giusta per provare a risolvere queste criticità. Secondo la Camera di Commercio il centro storico massese ha subito meno chiusure rispetto a quello di Carrara e forse è anche grazie a questo strumento».

«Anche Marina di Massa avrà un piano del commercio e questo è grazie al lavoro di questa amministrazione. Questa amministrazione ha portato per la prima volta in maniera concreta dei fondi per il commercio, immettendo nel mercato del denaro, dei finanziamenti. – ha detto Filippo Frugoli attaccando la minoranza – Non si può criticare questo atto, se non a prescindere, come fa la minoranza, che non ha presentato neanche un emendamento».