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Barotti avvisa la sinistra: «Dopo la vittoria a Carrara torni con i piedi per terra»

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MASSA – «L’entusiasmo per la vittoria di Serena Arrighi fa bene al centrosinistra ma non deve tradursi in una ubriacatura poiché, purtroppo, l’area progressista in Toscana arretra ed al contempo aumenta l’astensionismo». Questa è l’opinione di Andrea Barotti, consigliere comunale a Massa con la lista civica Arcipelago Massa.

«Qualcuno ha scritto di un campo unito e coeso quando, in realtà, così non è stato, almeno sino al primo turno, con il rischio di una sconfitta se le destre avessero giocato in modo diverso la partita. La Nardi, commentando il risultato, ripropone, per Massa, le primarie aperte per far fronte alle candidature, al momento, sul tavolo e afferma che sarebbe in corso la ricerca di una “Serena Arrighi” massese; credo che queste premesse siano ottime per perdere. – aggiunge Barotti – In primo luogo vorrei capire se Nardi parli a nome dei democratici o a titolo personale poiché la segreteria del Pd non mi sembra abbia dato un indicazione all’elettorato ed ai possibili alleati; sul punto, considerata la necessità di costruire un campo progressista, ritengo che le fughe in avanti, prima del confronto tra forze della stessa area, renda complicata la sintesi. Ho difficoltà a capire i motivi per i quali, a differenza di Montignoso e Carrara, le primarie siano imprescindibili a Massa; sostenere che la nostra sia una città con una inclinazione politica diversa da Carrara ha il sapore di una preventiva giustificazione. La destra è diventata maggioranza con la sconfitta dell’amministrazione Volpi. Noto, con dispiacere, come la politica continui a guardarsi l’ombelico, immagini di convincere con una breve campagna di ascolto, eviti di affrontare i problemi, sia restia ad avanzare proposte (può essere difficile per chi, ricoprendo vari incarichi, ha avuto onori, oneri e responsabilità). Reputo davvero anomalo che l’Onorevole Nardi, al pari di altri, preferisca discettare di strategia, candidati, primarie anziché capire, ad esempio, se la ex discarica di Codupino sia un sito autorizzato per la gestione dei rifiuti».

«Il nodo è tornato al pettine con l’approvazione del “disciplinare tecnico economico dei servizi di Igiene Urbana”. Il sindaco, nel febbraio del 2020, aveva affermato: “l’Azienda Asmiu, in accordo con l’Amministrazione comunale, ha deciso di dismettere qualsiasi attività sul sito”. – continua Barotti – Tale promessa non è stata mantenuta, del resto anche l’impegno di uscire da Gaia era solo uno spot elettorale, e sfido Persiani a sostenere il contrario. Basta leggere quanto riportato a pag 22 del disciplinare: “Asmiu srl gestisce dei centri di raccolta. Il primo, presso l’ex discarica di Codupino, si tratta di un centro che non prevede l’accesso al pubblico, ma viene usato da Asmiu come stazione di trasferenza per il codice EER150107”. Riconosco che il vecchio centrosinistra abbia lasciato in eredità non facili criticità ma era dovere di questa giunta mettere in chiaro la situazione, eseguire le dovute verifiche e trovare, senza accampare scuse, una soluzione».

«La deputata del PDd, gli ex amministratori e l’attuale giunta dovrebbero sapere se l’impianto di via San Colombano sia un “centro di raccolta” autorizzato poiché per il Ministero dell’Ambiente, stando agli esiti di una interrogazione parlamentare, la ex discarica risulterebbe chiusa dal 2002 ed inserita nella banca regionale dei siti interessati da procedimento di accertamento di bonifica. Spero che su questa vicenda qualcuno abbia la voglia di approfondire ed altresì stabilire, per la “nuova ricicleria”, se una presa d’atto equivalga ad una determina ex DM 8 aprile 2008 e smi poiché la politica non può essere solo strategia o un ben confezionato spot elettorale. – conclude Barotti – Ad ogni modo chi, nel 2023, vorrà vestirà la fascia tricolore non potrà sfuggire dall’affrontare argomenti sui quali, per adesso, il silenzio è stato l’unica risposta».

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