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Si infiamma la sfida per Palazzo civico: alla Voce Apuana l’ultimo confronto Arrighi-Caffaz

Punti in comune e punti divergenti dei due candidati a contendersi piazza 2 Giugno: tra battibecchi e schermaglie. Per entrambi sì all’ampliamento del porto, sì all’articolo 21 regolamento agri marmiferi, sì al decoro urbano e alla ristrutturazione abitativa. Divergenze invece su monoblocco e sanità su cui si infiamma un battibecco. L’appuntamento per festeggiare la conclusione della corsa elettorale sarà per questa sera: davanti agli Animosi, presso gli Animosi Caffè per Serena Arrighi, in piazza 2 Giugno per Simone Caffaz. Per i lettori de La Voce Apuana invece, l’appuntamento è per la maratona elettorale di domenica

CARRARA – Arriviamo così all’ultimo round elettorale di queste amministrative comunali: il direttore della Voce Apuana, Matteo Bernabè, modera i due candidati sui temi più caldi del territorio, con una diretta streaming che ha registrato ottimi risultati di contatti, con punte di quasi 500 persone collegate contemporaneamente, a testimonianza di un interesse ancora vivo su quello che sarà il destino politico di Carrara, a dispetto della bassa affluenza alle urne.

simone caffaz serena arrighiSimone Caffaz e Serena Arrighi

Porto, cave, Marble hotel, Politeama, sanità, rischio idrogeologico, politiche abitative: sono questioni e nodi ancora stretti come una morsa, attorno al territorio e sui quali i candidati hanno spiegato il loro punto di vista. Punto di vista che, in alcuni casi, arriva a coincidere. Come per esempio quando si parla di priorità su cui intervenire subito e la risposta unanime è: decoro urbano oltreché una migliore organizzazione della macchina comunale con i suoi uffici. Ovviamente non sono mancati momenti più accesi di dibattito con dei piccati botta e risposta tra i due contendenti. Le risposte sono state contingentate in 2 minuti e 30 secondi per tutte le 8 domande.

La prima: qual è il primo tema su cui andrete a lavorare? Per sorteggio la prima riposta alla prima domanda è spettata al candidato del centrodestra Simone Caffaz: «Sono due i temi: per prima cosa la città deve mettere il vestito buono, parlo di un piano straordinario di pulizia, manutenzione, arredo urbano, illuminazione. Dal punto di vista estetico Carrara sta attraversando un momento difficile. Faremo sì che nessun angolo della città debba restare indietro. Abbiamo visto sul territorio un grandissimo degrado dai paesi a monte fino a Marina: tutte le frazioni del territorio lamentano di essere state abbandonate. Poi la prima cosa che farò il primo giorno dell’insediamento sarà quello di conoscere tutti, uno per uno, i dipendenti comunali e cercare di sviluppare le loro professionalità per capire i loro bisogni e le loro potenzialità. Farò poi la tessa cosa con i dipendenti delle aziende partecipate: la macchina comunale dovrà essere riorganizzata».

È toccato poi a Serena Arrighi, la candidata del centrosinistra, rispondere: «Mi fa piacere che al 7° confronto Caffaz abbia imparato qual è uno dei temi con cui voglio iniziare la mia attività amministrativa: riorganizzare in ottica di efficienza gli uffici comunali e valorizzarne la professionalità. In particolare vorrò creare un ufficio bandi perché sarà importante intercettare tutte le risorse del Pnrr e avere tutti i progetti esecutivi già pronti. Oltre a questo primo intervento dovranno essere potenziati l’ufficio marmi e l’ufficio urbanistica per affrontare il carico di lavoro con l’articolo 21 del regolamento degli agri marmiferi (possibilità di allungare la durata della concessione a fronte di progetti presentati nell’interesse della città n.d.c.). Per quanto riguarda il progetto verso l’esterno bisognerà riportare Carrara alla normalità, con pulizia, decoro urbano ed efficienza».

Con la seconda domanda, più prettamente politica, si è chiesto come i candidati rispondessero alle polemiche per cui, sia l’una che l’altra coalizione, ha tra le proprie fila figure di spicco delle vecchie amministrazioni e come questo si concili con le parole di innovazione e cambiamento usate spesso in campagna elettorale. Per Serena Arrighi la risposta va cercata nella necessità di dare le gambe a una visione a lungo termine di Carrara e come per questo sia necessario poggiare i progetti sulle basi di un partito perché possano vivere « anche quando non ci sarò più-sottolinea Arrighi- per questo è necessario puntare sui giovani e sui partiti, ed è per questo motivo che c’è il Pd nella nostra coalizione. Il Pd negli ultimi anni ha conosciuto una immensa innovazione e la mia candidatura è una candidatura di novità. Nelle amministrative contano le persone e io sono una persona nuova che proviene da un’esperienza imprenditoriale caratterizzata proprio dall’innovazione».

A questo giro è però la volta di Caffaz di pungere l’avversario: «Mi fa piacere che Serena Arrighi si sia accorta di essere sostenuta dal Pd – ha risposto – ne ha negato la presenza, lo ha tolto dai manifesti, quasi non appariva e questo per celare la responsabilità di 65 anni di cattiva amministrazione. Quello che sta dicendo Arrighi in realtà il suo partito lo aveva ripetuto tante altre volte: nel 94 il suo partito candidò Emilia Fazzi-Contigli per nascondere come aveva amministrato, poi Segnanini, poi ancora Conti, Zubbani, Zanetti, è una strategia vecchia. Il partito ha fatto male, allora nascondono quanto fatto con persone nuove, e adesso si è ricreata tutta la storica coalizione. Non li attacco in quanto sinistra, perché altrove la sinistra ha governato bene, ma non a Carrara. Tutta la nomenclatura è con lei, a partire dall’ex sindaco di Massa (Roberto Pucci, ndc). Noi invece presentiamo un progetto basato sul civismo con persone che hanno idee diverse sul piano nazionale ma che hanno a cuore l’interesse della città». Ma Serena Arrighi gli risponde di rimando: «La tua ricostruzione è accurata probabilmente perché c’eri anche tu, che conti nella tua squadra un ex assessore all’urbanistica e un ex vicesindaco».

La terza domanda ha trattato delle costruzioni toccate dal degrado: Marble hotel, ex Fornace, Politeama, mercato coperto ad Avenza, l’ex area Mediterraneo. E poi sul percorso intrapreso dall’amministrazione uscente sull’ex area Mediterraneo. «Questi scheletri sono simbolo di cattiva amministrazione: come vengono gestiti quei 28 milioni di euro che ogni anno provengono dal lapideo oltre la normale fiscalità?-chiede Simone Caffaz- con quelle risorse ci si può restaurare 7/8 Politeama, ci si fanno 5 Marble hotel. Bisognerà creare una task force che si riunisca sistematicamente ogni settimana che trovi e concordi soluzioni con la proprietà degli edifici, per creare partnership o individuare privati che possano realizzare le opere. Sul Mediterraneo ritengo sicuramente l’accordo positivo ma doveva essere raggiunto a condizioni più favorevoli».

Per Serena Arrighi invece, il percorso partecipativo iniziato dall’amministrazione uscente sull’ex area Mediterraneo è positivo e da proseguire: «Per il Marble hotel-ha inoltre considerato la candidata del centrosinistra- con la realizzazione della rotatoria e di una uscita autostradale dedicata si dovrebbe essere accontentata la proprietà che potrebbe proseguire i lavori: se non succedesse l’amministrazione dovrà andare in pressing, l’ex Fornace, per dove è collocata ( vicino alla Cna), dovrebbe diventare un incubatore di sturt up innovative per imprese giovanili, per i mercato coperto di Avenza c’è un progetto molto buono arrivato grazie all’articolo 21». Sulla sanità la domanda ha toccato la questione delle macro aree con annesso impoverimento dei servizi sanitari pubblici e il possibile punto di Primo Soccorso al Monoblocco.

«Esiste un disegno regionale – ha ricordato Arrighi – per il quale è importante far sì che il nostro territorio abbia una autorevolezza attraverso per esempio la Conferenza zonale, con cui è possibile rafforzare la posizione di Carrara e di tutti i comuni. Cosa che può avvenire con un buon governo della città e potersi dunque sedere al tavolo con la regione e magari avendo un filo diretto con la parte politica della regione come succederebbe con me. Il Monoblocco – ha aggiunto e assicurato – esiste ed esisterà, destinato alle cure intermedie e specialistiche mentre al Noa vanno gestiti i casi acuti. Il Monoblocco – è entrata poi nel cuore della questione dibattuta – necessita di interventi strutturali, ci sono molti fondi con il piano regionale di sviluppo destinati al Monoblocco dove verranno eliminati due piani, nel frattempo verrà realizzata una palazzina dove verranno trasferiti i servizi del Monoblocco dove poi torneranno una volta, terminati i lavori al Monoblocco. Sono favorevole- ha dichiarato la candidata- al Primo Soccorso al Monoblocco ma bisogna scegliere bene le regole di ingaggio: un Primo Soccorso non è un Pronto Soccorso e se ci portiamo chi ha dei traumi gravi mettiamo a rischio la sua vita».

Simone Caffaz invece condanna le macro aree e tira in ballo nuovamente l’ex sindaco di Massa Pd Roberto Pucci: «Con le aree vaste si sono allontanati i servizi e la governance e la pandemia ha dimostrato come sia importante il territorio, ma il Pd in Toscana è andato nella direzione opposta al buon senso e i cittadini hanno visto uno smantellamento della sanità pubblica. Carrara ha perso il suo ospedale proprio a causa della manovre dell’ex sindaco di Massa, manovratore della coalizione di centrosinistra a Carrara, il quale ha pilotato la nascita del Noa in viale Mattei e ha impedito all’ospedale di Carrara di diventare il Noa. Il Primo Soccorso al Monoblocco è previsto dal Pal ed eviterebbe l’intasamento che c’è al Pronto Soccorso». Su questa risposta del candidato del centrodestra, Arrighi ci torna e cerca l’affondo: «Vorrei difendere l’operato del personale sanitario che per il lavoro durante la pandemia ha ricevuto il Pegaso d’oro, cosa non accaduta in Lombardia e vorrei ricordare che Caffaz ha tra i suoi consiglieri un novax, oltre ad aver ricevuto l’endorsement da Elvino Vatteroni». « Mi accusi di farti attacchi personali ma sei tu che li fai-ha contrattaccato Caffaz- probabilmente perché sei in crisi di consensi. Non so se Elvino Vatteroni sia novax, non ne abbiamo mai parlato, comunque non è apparentato con me, ha solo dichiarato di sostenermi e sul consigliere novax, se ti riferisci a Diego Crocetti, ha due dosi, lo specifico visto che sei interessata al numero di dosi dei miei consiglieri». «Sei tu che mi rivolgi attacchi personali con il post di una vignetta in cui mi definisci Capuccetto Rosso in mezzo a due uomini: veramente di bassa lega e poi non fai che tirare in ballo Roberto Pucci solo perché mi ha fatto l’endorsement» gli ha risposto Serena Arrighi. «Rimango basito, non esiste a mio nome una vignetta su Arrighi, curo personalmente la mia pagina Fb, piuttosto ci sono profili fake vicino a te, su di me. Arrighi ha detto una bugia! Non si tratta di un mio post! ». «Lo cerco e te lo giro» si è concluso il battibecco.

La quinta domanda ha riguardato gli introiti dal lapideo e come realizzarne le ricadute sul territorio. «Sicuramente una parte va sui mutui per la strada dei marmi – ha ammesso Caffaz per poi sottolineare – ma in parte si tratta di risorse male utilizzate. Bisognerà guardare con attenzione all’articolo 21 del regolamento agri marmiferi e far sì che i progetti vengano eseguiti. Bisognerà spendere bene le risorse del marmo con trasparenza: noi abbiamo pensato a un bilancio del marmo dove mettere in evidenza le entrate e le uscite del settore lapideo». Anche per Serena Arrighi la soluzione è legata all’articolo 21 e poi sul fatto di utilizzare la parte non vincolata degli introiti del marmo, per destinarli a rette di Rsa e asili nido. «Con l’articolo 21-ha ribadito anche la candidata del centrosinistra- ci potrà essere un ritorno sulla città».

Terz’ultimo tema affrontato è stato l’ampliamento del porto con allungamento della diga foranea e la creazione di un nuovo bacino che terminerebbe non oltre l’argine destro della foce del Carrione: tema molto discusso e che vede entrambi i candidati favorevoli: «Il porto ha un’infrastruttura che risale agli anni 80-ha risposto Serena Arrighi-ma nel frattempo è cambiato il modo di lavorare e il nuovo piano regolatore prevede la riorganizzazione con nautica, cantieristica, croceristica e commerciale: sono dunque favorevole all’ampliamento del porto cercando però di farlo in armonia con l’abitato per esempio pensando a dei pannelli insonorrizzanti per attutire i rumori e sul rischio idrogeologico sarebbe opportuno un confronto con l’Autorità portuale e pensare eventualmente a una foce a delta artificiale. Sull’erosione-ha concluso- sarà il porto a farsi carico del ripascimento delle spiagge dei comuni confinanti». «Siamo favorevoli al progetto di ampliamento nella compatibilità con l’ambiente: è importante dare uno sviluppo economico a marina di carrara e il proto è un suo strumento per nautica, cantieristica, croceristica, industria e marmo».

Una delle ultime questioni ha riguardato il rischio idrogeologico: «Il sindaco Segnanini nel 2001 mise in guardia le forze politiche che lo sostenevano su questo rischio per mettere in campo risorse – ha accusato il candidato del centrodestra – ma venne ignorato e deriso: eppure fu profetico. Il problema oggi si risolve: a monte, con i ravaneti spugna, a valle, eliminando l’eccessiva cementificazione e al mare, permettendo al Carrione di defluire per esempio usando dei pannelli antionda». «A monte bisogna limitare il coefficiente di impermeabilizzazione dei monti togliendo le terre presenti attraverso un accordo  con gli imprenditori-ha risposto anche la candidata del centrosinistra, elencando una serie di interventi- a monte esistono anche diversi pozzi che possono essere usati come cassa di espansione, i ravaneti spugna possono essere utili, sotto il Ponte di Ferro ci sono strutture ormai non più usate che impediscono il deflusso delle acque da eliminare, infine deve essere pulito l’alveo del Carrione da vegetazione e da sedimenti, Villa Ceci deve funzionare da cassa di espansione e la foce deve essere valutata con l’Autorità Portuale».
Ultimo punto: le politiche abitative. Per Serena Arrighi le case abbandonate nei nostri borghi, spesso perché con una sola camera da letto o perché con bagno fuori, potrebbero essere convertiti in b&b; inoltre per ripopolare il centro storico occorrerà attrarre gli under 35 con mutui di ristrutturazione finanziati al 100%. Per Simone Caffaz il nodo è un’urbanizzazione organizzata malamente dalle amministrazioni vecchie che ha portato allo spopolamento del centro storico per la creazione di quartieri dormitorio come Peep e Bonascola: per questo motivo propone una riqualificazione abitativa del centro storico e la creazione di piazze, giardini e luoghi di aggregazione nei quartieri periferici.

«Sono 65 anni che Carrara è amministrata allo stesso modo, la nostra città sta vivendo uno dei suoi momenti più bui: la scelta è tra la restaurazione del Pd e noi che abbiamo messo al centro il civismo per cambiare Carrara» è l’appello finale di Caffaz. «Invito tutti ad andare a votare: per cambiare Carrara sono necessarie capacità e competenze, importanti anche per la transizione digitale e ambientale. Abbiamo deciso di non piegarci alle logiche matematiche e di spartizione di poltrone: sarà importante scegliere per competenza e per il bene comune, e quindi scegliere noi» è invece l’appello finale di Serena Arrighi.

L’appuntamento per festeggiare la conclusione della corsa elettorale sarà per questa sera, venerdì: davanti agli Animosi per Serena Arrighi, in piazza 2 Giugno per Simone Caffaz. Per i lettori della Voce Apuana invece, l’appuntamento è per la maratona elettorale di domenica.