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Centri estivi a Massa, Europa Verde: «La città non si cambia col cemento»

MASSA – «Certo, esiste un regolamento e una modalità di iscrizione anche per i centri estivi del Comune di Massa, ma se sei un ragazzo o una ragazza con disabilità o con bisogni speciali ed hai più di 14 anni, la possibilità di parteciparvi ti è negata? Questa è la situazione nella nostra città?». Anche l’associazione comunale Europa Verde di Massa interviene sul nuovo regolamento dei centri estivi comunali, diventato argomento caldo dopo la denuncia di alcune associazioni che evidenziavamo alcune problematiche legate all’inserimento nelle strutture di ragazzi disabili.

«Quest’estate appena all’inizio, molti di loro, potranno godersela a casa. Invece, com’è noto, alcune disabilità, ad esempio quelle di tipo cognitivo, per i ragazzi e le ragazze in età adolescenziale, consigliano la socializzazione e la frequentazione con bambine e bambini di età inferiore. Ma, a ben vedere, considerata l’esiguità delle ore “coperte” e il numero ridotto degli operatori soci-educativi a sostegno dei bambini e ragazzi con disabilità, probabilmente anche con meno di 14 anni per molti di loro l’accesso ai centri estivi comunali è, di fatto, precluso. – prosegue Europa Verde – Questa situazione va risolta, al più presto. L’amministrazione comunale deve provvedere convocando con urgenza un tavolo di confronto aperto ai genitori, alle associazioni, all’Ausl affinchè, un’estate al mare non rimanga soltanto il ritornello di un tormentone estivo di qualche anno fa. Vanno modificati i regolamenti se necessario. Anche attraverso una specifica Ordinanza del Sindaco che, gli ricordiamo, è il garante del rispetto dei diritti dei “suoi” cittadini».

«La nostra città non si cambia con qualche colata di cemento in più “spacciata” per riqualificazione urbana. A queste operazioni di “maquillage” andrebbero invece aggiunti con massima priorità tutti gli interventi per abbattere le barriere architettoniche che, prima di tutto, sono “barriere sociali” che separano, allontanano, discriminano. – conclude Europa Verde – Non sta a noi ricordare che la legge 67 del 2006 sancisce il diritto di chi vive una condizione di disabilità fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, a non essere discriminato e promuove la parità di trattamento e delle pari opportunità nei confronti di persone con disabilità. Oltre alla volontà politica serve il buon senso».