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Carrara, Mallegni (Fi): «Pd solito metodo stalinista e accordi sottobanco. Uniti vinceremo»

CARRARA – «Anche a Carrara ci siamo riuniti tutti, alternativi a un modo vecchio e clientelare della gestione del Partito Democratico. Lo abbiamo fatto in maniera trasparente, chiara e senza finzioni». A parlare, a meno di una settimana dal ballottaggio che deciderà le sorti di Carrara, è Massimo Mallegni, coordinatore regionale di Forza Italia.

«Abbiamo chiesto a tutti di far parte di questo nuovo progetto per una nuova Carrara, perché abbiamo l’idea che Carrara possa, con una guida diversa da quella che ci è stata negli ultimi anni, veramente cambiare e dare fiducia alle imprese, sviluppare l’occupazione e tornare a diventare centrale nel mondo commerciale, industriale e turistico. – prosegue Mallegni – Lo abbiamo fatta in maniera chiara e trasparente, come ho già detto, perché non facciamo come fa il Pd che ha fatto l’accordo sottobanco con Angelo Zubbani e i socialisti e poi fa finta di non essersi apparentato con nessuno».

«È qui la cosa grave, è qui il solito metodo stalinista, comunista che vuole egemonizzare il potere fregando il cittadino. Sono degli imbroglioni della politica che fanno gli accordi ma hanno vergogna di farli. Stessa cosa di quando Enrico Letta si è candidato a Siena senza il simbolo del Pd: e la cosa grave è che i cittadini gli hanno creduto.
Bene, amici di Carrara, non credete ancora una volta a queste persone: il Pd stavolta perde e l’alternativa a tutto questo mondo vincerà. – conclude Mallegni – Noi una scelta l’abbiamo fatta ed è quella di appoggiare Simone Caffaz, con Andrea Vannucci, e a cui va il nostro ringraziamento a Cosimo Ferri, e lo abbiamo fatto per essere veramente un’alternativa al Partito Democratico che ha devastato in tutti gli anni passati la città di Carrara. Queste elezioni amministrative di primo turno sono state ovunque delle primarie: vere, autentiche e transitate attraverso il voto pulito dei cittadini. Adesso sta a loro scegliere se va bene quello che c’era prima o se ci daranno l’opportunità di cambiare qualcosa. Per questo invito tutti ad andare a votare: i nostri nonni sono morti in guerra per la libertà e per permetterci questo diritto: non perdiamo l’occasione».