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«Logiche da “mercante in fiera”, non ci siamo piegati». Il Pd replica a Cosimo Ferri

Piccata risposta dei dem al deputato: «Lui che "carrarino" non è, ha voluto solo fare un test, in vista delle elezioni politiche del 2023»

CARRARA – «Il Pd non ha la pretesa di dare lezioni a nessuno, ma ha quella di non volerne ricevere, soprattutto da quel Cosimo Ferri che, in altre occasioni, usufruì dell’immunità parlamentare e che nel confronto di questi giorni si è presentato dicendo: “O apparentamento, o nulla”». Inizia così la replica piccata del Pd a Cosimo Ferri, l’ex candidato a sindaco che oggi ha sciolto la riserva per aderire alla coalizione di Simone Caffaz (Psi escluso, ne abbiamo parlato qui), accusando il Pd di aver rifiutato l’apparentamento ma di aver ricevuto la richiesta di «accordi sottobanco» (qui).

«Nei dialoghi intercorsi con l’onorevole in quest’ultimo periodo – scrive il Pd in una nota – egli non faceva che ripetere “Io, io, io…”. Nessuna parola spesa per Carrara. Nessuna parola spesa per i cittadini. Nessuna parola spesa usando il “noi”, inteso come possibile squadra allargata. Né il Partito Democratico, né Serena Arrighi si sono piegati alle logiche da “Mercante in Fiera” che probabilmente erano nelle attese di Ferri e della coordinatrice regionale di Italia Viva, Alice Rossetti, presente anch’ella all’incontro».

«L’idea che ci è stata confermata è che a Ferri poco importa della nostra città (dove comunque desidererebbe accreditarsi). Sul nostro territorio, lui che “carrarino” non è, ha voluto solo fare un test, in vista delle “politiche” del 2023. E questo test comprende il misurare quanto possa essere in grado di spostare gli equilibri, anche buttandosi a destra, assieme a nostalgici, riciclati, sovranisti e populisti: un vero insulto al termine “riformista”, tanto usato (a sproposito) in queste ultime ore. Per concludere: le logiche del Pd non fanno imposizioni. L’unica imposizione che ricordiamo imposta dall’alto, fu la sua candidatura alla Camera nel collegio “sicuro” di Arezzo-Siena. Ma questa è ben altra storia».