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Attenti a quei due: Ferri e Zubbani fanno quadrato a poche ore dagli apparentamenti

Caffaz con il 18,1 per cento sostenuto dalla Lega, con il ritorno in gioco di Andrea Vannucci sostenuto da Fratelli d'Italia e Forza Italia con il 17,1 per cento potrebbe vedere più concreta, e vicina, la possibilità di sedersi in piazza Due Giugno

CARRARA – Ultime ore per i possibili apparentamenti in vista del ballottaggio tra Serena Arrighi e Simone Caffaz, per la poltrona di sindaco di Carrara. Riflettori puntati e orecchie ben aperte, nei pressi del comitato di “attenti a quei due”, come sono stati ribattezzati in questi giorni Cosimo Ferri e Angelo Zubbani, il parlamentare di Italia Viva, ex candidato a sindaco e l’ex primo cittadino di Carrara, che con due liste civiche composte per lo più da matricole della politica e da quella del Partito Socialista, hanno ottenuto il 15,1% divenendo il possibile ago della bilancia in vista del voto di domenica prossima.

Mentre è iniziato il conto alla rovescia per i possibili collegamenti tra liste che al primo turno non hanno sostenuto lo stesso candidato a sindaco, i due oltre a interpellare costantemente i candidati delle loro liste, ancora una volta proprio in queste ore, «perché lo dobbiamo soprattutto a loro – sottolinea Zubbani – se siamo andati ben oltre qualsiasi previsione fatta dai nostri avversari», ribadiscono quei concetti «sui quali non siamo disposti a indietreggiare neanche di un solo passo», aggiunge Ferri. A partire dalla richiesta «alle due coalizioni che si sfidano al ballottaggio, di lasciare i vecchi schemi. Al secondo turno è necessario guardare avanti – precisa il parlamentare di Italia Viva – modificando le logiche iniziali, perché chi rimane ancora al primo turno rischia seriamente di perdere. Il nostro spazio di azione è veramente tanto e comprende un’area che al ballottaggio può crescere, grazie al fatto che stiamo continuando a stare in mezzo alla gente, ascoltando che cosa ha da dirci e proponendo le nostre idee e i nostri progetti».

Il “pericolo numero uno” della vecchia politica della città dei marmi, com’è stato definito Ferri negli ultimi giorni prima del voto di domenica scorsa, adesso, dopo essersi reso conto che se si fosse candidato qualche mese prima, come la maggior pare dei suoi avversari, avrebbe potuto essere al posto di Arrghi, o di Caffaz, è ugualmente soddisfatto «sia del risultato che abbiamo ottenuto, che del fatto che chi prima chi dopo, sempre più persone stanno apprezzando la nostra voglia di cambiare Carrara con i fatti e non con gli slogan, rimettendo i cittadini al centro».

Nelle due settimane tra il primo e il secondo turno «stiamo facendo di tutto meno che rimanere fermi – fa sapere Ferri – corriamo da una parte all’altra della città dimostrando a tutti che le nostre idee sul presente e futuro di Carrara sono chiare e sta a chi è al ballottaggio cogliere questa prospettiva». Prospettiva che Serena Arrighi forte del suo 14,22 per cento, con 3504 preferenze del partito democratico, la coalizione di centrosinistra ne vanta 7820, circa il 30 per cento al primo turno, sembra ormai certo che non voglia cogliere.

«No agli apparentamenti – ha dichiarato la candidata a sindaco – ma resto aperta alla disponibilità al confronto programmatico, nell’esclusivo interesse della città». Dall’altra sponda, appreso con piacere della decisione dell’avversaria politica, tutto sembra ancora possibile. Ora più che mai, perché Caffaz con il 18,1 per cento sostenuto dalla Lega, con il ritorno in gioco di Andrea Vannucci sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia con il 17,1 per cento e perché no, in volata anche da Cosimo Ferri con il 15,1 per cento, potrebbe vedere più concreta, e vicina, la possibilità di sedersi in piazza Due Giugno.