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Serena Arrighi: «Ecco perché ho scelto di circondarmi di tanti giovani»

La candidata sindaca del centrosinistra: «Molti di loro non entreranno in consiglio comunale, ma continueranno comunque a partecipare alla vita politica. Istituiremo una consulta giovanile under 35»

CARRARA – «Sin dall’inizio di questa campagna elettorale mi sono circondata di giovani. Molti di loro, purtroppo, non sono riusciti a guadagnarsi un posto in consiglio comunale, ma il loro contributo alla stesura del programma e la loro presenza attiva sul territorio in questi ultimi mesi è stata preziosa». Non sono soltanto parole di ringraziamento quelle di Serena Arrighiall’indomani dei risultati del primo turno delle amministrative, ma anche espressione di una volontà ben precisa: quella di continuare a puntare sulla partecipazione dei giovani alla vita politica. «Ogni tanto mi chiedono se l’aver coinvolto tanti giovani nel mio progetto non sia stata una scelta rischiosa – confessa Arrighi –. Al contrario, questa generazione ha il grosso vantaggio di portare una maggior sensibilità riguardo a temi che per troppo tempo sono rimasti sullo sfondo: penso alla sostenibilità ambientale, ai diritti civili o alle pari opportunità. Ecco, io credo che nessuno meglio dei giovani può aiutarci a indirizzare nel giusto verso il cambiamento che stiamo vivendo».

Serena Arrighi non ha intenzione di rinunciare all’apporto dei giovani e per questo istituirà, da subito, una consulta giovanile under 35 con l’obiettivo di ricucire un dialogo diretto tra amministrazione pubblica e giovani. Ma non solo. «Vogliamo costruire una Carrara città dei giovani – prosegue Serena Arrighi -, obiettivo che richiede azioni trasversali in ambiti diversi, ma sempre con un altissima attenzione alle esigenze delle nuove generazioni che devono sentirsi protagoniste della città e devono tornare a sviluppare quel senso di appartenenza alla comunità che ha caratterizzato la mia generazione».

Il piano di Serena Arrighi per i giovani si traduce in azioni concrete. «Vogliamo recuperare – spiega la candidata – gli alloggi sfitti in centro per gli studenti dell’Accademia attraverso convenzioni con i privati. Non solo alloggi, ma anche servizi per i giovani studenti: aule studio, spazi espositivi, co-working e lavanderia condivisa».

Altro tema chiave da affrontare è quella della carenza, in città, di spazi di aggregazione. «Abbiamo inserito nel nostro programma la riapertura dei centri aggregativi abbandonati e l’individuazione di nuovi spazi attraverso il recupero di edifici pubblici dismessi. Ogni spazio di aggregazione avrà una propria identità e una propria vocazione: saremo noi a decidere questi aspetti con gli stessi giovani, attraverso percorsi di coprogettazione. All’interno di questi spazi comuni immagino di trovare sede per aule studio, spazi per il lavoro condiviso e un centro ripetizioni a prezzi calmierati gestito da associazioni di giovani».