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La coalizione di Vincenti litiga su Ferri. Rifondazione: possibile accordo. Poi la smentita

Prc, M5s e Articolo Uno discutono fino a tarda notte. Caffaz sull'ex candidato di Italia Viva: «Ricevo molte testimonianze di vicinanza da suoi elettori, simpatizzanti e aspiranti consiglieri ma non ho ancora avuto segnali»

CARRARA – Qualcosa sotto traccia probabilmente è in corso e sta giungendo a compimento, nonostante i no comment e le dichiarazioni con cui si afferma una stasi, da parte dei diretti interessati. Per saperne di più dovremo aspettare comunque fino a domenica, quando scadrà il termine per presentare gli apparentamenti. Nel frattempo, dopo gli incontri di coalizione dove i partiti alleati hanno preso le misure circa i rapporti di forza interni, proseguono i contatti informali tra partiti e coalizioni con i due candidati al ballottaggio.

Per esempio, all’interno della coalizione che ha sostenuto la candidatura di Rigoletta Vincenti, (Rifondazione Comunista, Articolo Uno e M5s) fervono le discussioni afflitte da profondi disaccordi sul tema “Ferri” (che, come sappiamo, per un eventuale accordo ha posto il veto sul M5s), tant’è che la riunione si è protratta fino a notte. Arrivati a una fase di blocco, così ci viene riferito, i partiti sostenitori di Vincenti si sono dati appuntamento per un aggiornamento a lunedì: vale a dire dopo la scadenza ultima entro la quale si possono presentare gli accordi di apparentamento. Anche da questa parte comunque, così come Forza Italia nel centrodestra, c’è Rifondazione che seppur con una certa prudenza, esprime ottimismo su un eventuale accordo prima di domenica con Serena Arrighi.

In serata è arrivata poi la smentita di Nicola Cavazzuti, segretario provinciale di Rifondazione Comunista: «Nessun accordo con Serena Arrighi né vicino, né lontano e né so con chi li stia facendo» ha affermato a rettifica delle dichiarazioni da noi raccolte da un esponente importante di Rifondazione Comunista. «Sono io l’unico referente con cui la stampa può rapportarsi per avere informazioni su Rifondazione Comunista e il ballottaggio» ha poi puntualizzato.

Nel centrodestra Andrea Vannucci, a cui spetta l’ultima parola insieme a Simone Caffaz, non si pronuncia ancora; ma sappiamo che i sostenitori di Vannucci, quali in primis Forza Italia, si dicono fiduciosi nell’accordo. Nel frattempo, Caffaz, in seguito alla libertà di coscienza nel voto del ballottaggio dichiarata dal segretario per Carrara di Italexit, incassa l’endorsement dal candidato sindaco del partito di Paragone, Elvino Vatteroni (qui).

Niente di nuovo invece e bocche cucite sul fronte di Italia Viva e Partito Socialista: la coalizione a sostegno di Cosimo Ferri, che porta teoricamente in dote il 15,1% dei voti, si era detta aperta al dialogo pur ponendo alcuni paletti, ma non fa conoscere ancora la decisione: sarebbe ancora tutto in gioco in queste ore. A riguardo il candidato del centrodestra Caffaz sottolinea: «Sto ricevendo molte telefonate da parte di simpatizzanti, elettori e candidati consiglieri della coalizione per Cosimo Ferri che mi dichiarano amicizia e vicinanza. Resto in attesa di loro segnali».

Mentre gli schieramenti sullo scacchiere sono ancora in via di definizione l’Anpi riporta l’attenzione sulla Costituzione e sui pericoli per la democrazia derivati dal forte astensionismo, vero protagonista delle elezioni di domenica scorsa. «Non possiamo dunque tacere la nostra preoccupazione per il crescere inarrestabile dell’astensionismo – dichiara in una nota l’associazione – la democrazia implica la partecipazione e se quasi la metà dei cittadini non considera la politica come soluzione e progetto comune significa che essi cercheranno altrove soluzioni personali, spesso inquinanti. Se la politica appare incapace di dare risposte, si cercheranno uomini potenti, personalità forti capaci di spargere illusioni». L’Anpi, rimarcando la necessità di una riforma organica sulla giustizia e non dettata da referendum abrogativi con conseguenti interventi disordinati, auspica: «Ci auguriamo che vengano eletti al vertice delle istituzioni anche locali personalità che si dichiarino chiaramente antifasciste e si facciano carico di una memoria attiva, in coerenza con i dettami della Costituzione sulla quale giureranno».