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I due candidati del centrodestra: Caffaz apre anche a Ferri e Vannucci deciderà insieme agli alleati

Caffaz:« Per chi si riconosce nelle prospettive di cambiamento, noi siamo disponibili al dialogo. Forza Italia è tra coloro che riconosce il merito della scelta della mia candidatura. Con Ferri abbiamo adiacenze di elettorato»

CARRARA – Mentre sono in corso le consultazioni tra i vari schieramenti per decidere eventuali apparentamenti in vista del ballottaggio del 26 giugno, abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti di spiegarci gli orizzonti politico-elettorali che si starebbero per profilare, almeno nelle loro intenzioni. In casa centrodestra dove la rottura consumatasi in questi mesi di campagna elettorale sembrerebbe ricomporsi, soprattutto come si è portati a pensare in seguito ai commenti, in questa prima fase di consultazioni, da parte di alcuni dirigenti delle forze politiche del centrodestra, quali Forza Italie Fratelli d’Italia, qualcosa sembrerebbe sbloccarsi.

Come sappiamo Andrea Vannucci, sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia oltre ad alcune liste civiche, è arrivato per un soffio dietro all’avversario dell’altro centrodestra, quello facente capo alla Lega, Simone Caffaz . Abbiamo sentito i due avversari, o come sarebbe meglio dire, ex avversari, per capire se sia possibile un apparentamento.

Andrea Vannucci sottolinea come sia trascorso solo un paio di giorni dall’apertura delle urne: «Stiamo ragionando su cosa fare, ci riuniremo tra oggi e domani, ci dobbiamo guardare negli occhi e decidere insieme. Devo sentire gli alleati: le decisioni si prendono dopo aver parlato».

La decisione sembrerebbe probabilmente rimessa a quella parte politica e in particolar modo a Fratelli d’Italia, considerato l’apertura espressa a nome di Forza Italia dal senatore Massimo Mallegni, coordinatore regionale azzurro e considerato i messaggi di disponibilità indirizzati da Simone Caffaz agli alleati tradizionali. « Per chi si riconosce nelle prospettive di cambiamento, noi siamo disponibili al dialogo. Forza Italia è tra coloro che riconosce il merito della scelta della mia candidatura: non ho preclusioni a un dialogo con loro. L’importante è dare la priorità all’interesse della città, senza manovre politiciste: al centro deve restare il programma che è stato condiviso con la cittadinanza, il quale comunque potrebbe venire integrato, a valle di un confronto, in caso di accordo di apparentamento. Chi ritiene opportuno aderire a questo progetto, e mi sembra che Mallegni lo abbia detto, io non ho preclusioni».

In merito a Fratelli d’Italia e alle dichiarazioni di Marco Guidi coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni, con cui aveva sottolineato di non aver ricevuto nessuna richiesta di incontro, Caffaz chiarisce: «Sono a disposizione di Fratelli d’Italia, sono aperto al dialogo con tutti. Chiamare e mettermi in contatto con loro senza passare da Andrea Vannucci, sarebbe stato come andare a mettere zizzania in casa altrui: è Vannucci il delegato a trattare, a meno che non mi facciano sapere dell’esistenza di problemi, ed è con lui quindi che devo interloquire, esattamente come sarebbe con la coalizione che sostiene Ferri: sarebbe con lui, per educazione e per opportunità politica, con cui dovrei parlare».

Entriamo quindi nel vivo dell’intervista chiedendo dei rapporti con Cosimo Ferri, arrivato quarto con un 15,1% nella tornata elettorale e definitosi, dallo stesso deputato di Italia Viva, ago della bilancia: «Sicuramente abbiamo adiacenze elettorali- ha teso la mano Simone Caffaz-ci sono stati molti voti in entrata e in uscita tra le nostre liste, ha un elettorato molto vicino e la mia proposta si rivolgerà anche all’elettorato di Cosimo Ferri».

Del resto in un comunicato Caffaz riflette su come nessuno dei candidati abbia raggiunto il risultato sperato più o meno assistendo a una frammentazione dell’elettorato e annuncia quindi al suo elettorato e ai cittadini: «Una città divisa, dicevo ieri, perché se la politica fosse aritmetica (e non lo è!) nessuna coppia di alleanze sarebbe sufficiente a raggiungere il 50%+1 dei voti. Pensateci, la cosa più difficile per ciascuno di noi è oggi ammettere che nessuno si basta. Ma la politica non è fatta di persone sole al comando. Carrara va anteposta alle velleità di ciascuno. Vi dico quindi la strada che ho pensato di percorrere in vista del ballottaggio di domenica 26 giugno e vorrei conoscere il vostro parere. Ho deciso di concentrarmi nuovamente sui bisogni di Carrara (e non sul mio interesse) e ripartire dalla proposta di riscatto – di alternativa radicale al Partito Democratico di Carrara – su cui ho raccolto 5000 voti. Ma visto che nessuna proposta fra quelle in campo è neanche lontanamente maggioritaria in città, sento il dovere di unire tra loro le proposte più omogenee finché non si ridurranno a due e gli elettori potranno così confrontarle e scegliere la migliore Ma unire le proposte significa integrare programmi e persone di valore per portare la città nel futuro e amministrarla con slancio e stabilità. Ritornare poi da tutti i Carrarini (anche da coloro che non hanno votato al primo turno) e raccontar loro perché le nostre soluzioni e storie personali sono le più adatte per risollevare la città. Io credo sia la strada giusta ma vorrei conoscere anche il vostro parere »