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Carrara verso il voto: i candidati chiudono la campagna elettorale con comizi e musica foto

Cosimo Ferri in piazza Menconi con Matteo Renzi, Andrea Vannucci in piazza Ingolstadt con il deputato Giovanni Donzelli e il senqtore Massimo Mallegni, Serena Arrighi alla Caravella in un tour itinerante con tappa anche a Fontia e Bonascola. Simone Caffaz al Largo Marinai con l'europarlamentare Susanna Ceccardi e la sottosegretaria Tiziana Nisini. Rigoletta Vincenti tra le strade del centro storico, così come Elvino Vatteroni. Locani l'unico fuori dal coro

CARRARA – Arrivati alla fine della campagna elettorale più incerta mai svoltasi a Carrara, almeno quella con tutti i contendenti ancora in gara, le coalizioni  e i candidati hanno salutato città e i loro futuri elettori. Tanti con musica, altri con incontri e conferenze, altri semplicemente con una passeggiata per il centro storico dove veniva inaugurata, ieri, la White Carrara Down Town.

Il saluto con più eco è stato quello probabilmente del candidato Cosimo Ferri che, come gli altri competitors nei giorni scorsi, ha chiamato il “suo” big politico, Matteo Renzi. In piazza Menconi a Marina, l’ex premier ed ex sindaco di Firenze non si è fatto attendere troppo a lungo e quasi puntuale è salito sul palco: «Cosimo al ballottaggio puoi arrivarci, non credere ai sondaggi che anche a me davano per quart’ultimo, e se ci arrivi è vinta! Il sindaco – ha usato una metafora per suonare la carica a sostegno di Cosimo Ferri – è quello che spegne la luce: è una bella immagine che dà l’idea di famiglia perché la città è la famiglia, quando torni a casa la sera e ti assicuri che siano tutti tranquilli nei loro letti e allora spegni la luce. Perché la politica non è la schifezza che ci hanno raccontato i populisti, fare politica, fare il sindaco è sentire su di sé le vibrazioni della città. Carrara-ha concluso – deve diventare città d’Europa, sedere ai tavoli nazionali e internazionali e vi assicuro che Cosimo sarà uno stalker di tutti i dirigenti pubblici romani per cercare e ottenere bandi e finanziamenti ». L’ex premier ha toccato anche temi nazionali preparandoci e mettendoci in guardia dalla profonda crisi economica che sta per investire il paese: «Con inflazione e la guerra, con l’incapacità della classe dirigente, la classe media strozzata, il costo delle materie prime, la Russia che si sta spostando a est facendo prendere potere alla Cina: ci dissero di no quando volevamo prender e il gas nell’Adriatico e di fronte a questa situazione ci deve essere una persona seria». Cosimo Ferri al suo fianco conferma: «Voglio Carrara collegata con l’Europa e abbiamo tanti temi: la Marmi e Macchine che è stata commissariata e il commissario vuole metterla in liquidazione, ma noi non vogliamo sentir parlare di fallimento! Vogliamo costruire ponti, vogliamo mettere l’ascolto al centro dove l’amministrazione uscente invece non ha voluto ascoltare: in campagna elettorale ho trovato tante persone sfiduciate e poi c’è il Politeama di cui chiederemo il dissequestro».

A pochi metri di distanza da piazza Menconi, gli altri candidati sindaci chiudevano la campagna in attesa di domenica. In piazza Ingolstadt c’è Andrea Vannucci tra le bandiere di Forza Italie e Fratelli d’Italia. Sul palco parlano a suo sostegno Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni e il consigliere regionale forzista Marco Stella. Il braccio destro di Giorgia Meloni apostrofa il pubblico: «In questa città cinque anni fa i cittadini hanno voluto cambiare e adesso si sono accorti che hanno sbagliato direzione. Bisogna cambiare con progetti e competenza! Carrara può offrire bellezza e cultura e può farlo solo con Andrea Vannucci». «E’ il miglior candidato che può dare un governo nell’immediato alla città, senza ideologie ma guardando alla qualità della persona» ribadisce Mallegni.

«Devo ringraziarvi, ci abbiamo messo tutta la forza, la forza che non urla e che ci mette passione: la città va tenuta insieme – saluta dal palco Vannucci – non va portata a confliggere: l’unico obbligo è portare a farla rinascere. Noi siamo gli unici che possiamo vincere contro il Pd che sarà costretto ad allearsi con i 5s. Non votare per noi significa far vincere Pd con i 5s. Il nostro obiettivo non è solo civico ma politico, è sulle forze popolari ed è sul popolo che dobbiamo basare la rinascita di Carrara».

Da piazza Ingolstadt, attraversando il viale, si arriva alla Caravella dove è Serena Arrighi, che nei suoi saluti itineranti  a Fontia e a Bonascola, a prendere la parola per chiudere la campagna, una campagna che definisce lei stessa di ascolto: «Una campagna di ascolto – mette l’accento la candidata del centrosinistra infatti – di scoperte e di apprendimento continuo. Di persone con cui avere un dialogo sincero, diretto, trasparente. Persone che hanno dimostrato un amore viscerale per Carrara. Mesi fa ho scelto di affacciarmi per la prima volta alla politica. L’ho fatto con umiltà, spinta dalla volontà di fare del bene per la mia città, e con la consapevolezza che alle persone non servono slogan, grandi promesse o progetti faraonici. Alle persone serve qualcuno che le sappia ascoltare, che si cali tra loro, che comprenda. Ho voluto rompere quel muro che oggi divide la politica dalla società civile. Mi sono messa ad un tavolo con i cittadini di tutte le frazioni di Carrara, ho ascoltato le loro esigenze, ho riflettuto a lungo, e ho elaborato una proposta per ognuno dei quartieri o paesi di questa città. Oggi Carrara è la città delle divisioni e dei rancori. Noi vogliamo costruire una Carrara città del dialogo».

Ancora più avanti, a Largo Marinai Simone Caffaz assieme alle sue liste civiche e alla Lega, arringa: «Avvicinatevi – chiede al pubblico presente salendo sulle scale del piazzale per l’ultimo comizio prima delle urne-è stato più importante questo sogno delle traversìe che abbiamo vissuto. In questi sette mesi abbiamo pensato un programma che rappresenta tutta la città: abbiamo pensato allo sviluppo per creare lavoro e occupazione, ricchezza, non siamo per la decrescita che è infelice. Sviluppo che vogliamo a partire dal marmo, siamo lontani da chi ha fermato oggi il camion con i blocchi, noi non siamo dalla parte di chi vuole chiudere le cave: noi riteniamo che le cave siano il passato, il presente e il futuro di Carrara. Senza le cave non ci sarebbe stato Michelangelo. Altro punto è il porto e anche qui noi vogliamo lo sviluppo e non siamo dalla parte di chi dice sempre no, anche all’ampliamento parziale del porto. Siamo dalla parte del travel lift, della cantieristica e della stazione marittima che potrà ospitare fino a 730 navi da crociera. Siamo dalla parte delle bonifiche della zona dell’ex polo chimico. Il Pd – ha concluso – ha depauperato il nostro territorio dei suoi servizi con l’area vasta e noi vogliamo far tornare quei servizi in città: la scelta è tra loro e noi».

Carrara centro invece è il luogo scelto dagli altri candidati, come La Comune di Vittorio Briganti, il candidato di sinistra. A suo sostegno c’era Franco Turigliatto, ex senatore di Rifondazione Comunista che nel 2007 in Senato disse no al ministro degli Esteri Massimo D’Alema e disse no alla guerra in Afghanistan: un no che gli costò l’allontanamento dal partito: «Dobbiamo creare un nuovo modello di società – ha affermato l’ex senatore – dobbiamo fare una politica che lotti contro all’impossessamento che appartiene a tutti ma che diventa strumento di dominio e di ricchezza». «Prima di tutto-esordisce Briganti sedutogli accanto-rivendico la nostra scelta di non andare alla tribuna organizzata dagli oligarchi del marmo: quella fotografia che mostra gli oligarchi in cattedra e tutti i candidati seduti a prendere nota. So che non sarò sindaco ma vogliamo essere una lista politica con un progetto politico di sinistra che non sia subalterno agli oligarchi. Ieri in mezz’ora di pioggia si è allagata Avenza: noi vogliamo disinnescare questa bomba a orologeria che è il rischio idraulico. Alla tribuna di Legambiente hanno detto che si deve aumentare l’escavato e si deve ampliare il porto perché l’economia ha bisogno di questo: si devono vergognare!».

Senza alcun comizio, ma con una passeggiata tra le strade del centro storico è il modo con cui Rigoletta Vincenti e la sua coalizione (M5s, Articolo Uno e Rifondazione Comunista), ha deciso di salutare la chiusura della campagna elettorale: «Sono felicissima, la campagna elettorale è andata bene, ho incontrato l’affetto e la stima di molte persone. Ieri abbiamo festeggiato con chi mi è stato a fianco in questo viaggio, questa famiglia allargata. Stasera siamo qui perché c’era l’inaugurazione di White Carrara Down Town e ci sembrava importante esserci».

Tra le strade della Carrara storica c’è anche Elvino Vatteroni con i suoi candidati di Italexit: lo sentiamo e ribadisce la sua disillusione verso il M5s: «Avevo creduto in loro » ci dice con rammarico. Nessuna cena, nessun comizio e nessuna passeggiata per Ferdinando Locani: «Noto che la chiusura della campagna elettorale da parte dei miei avversari è caratterizzata da cene, spettacoli e cotillon -incalza Ferdinando Locani candidato a sindaco del Movimento Italia Si – personalmente ho scelto una strada diversa, continuare a confrontarmi con la gente e con i loro problemi, cosa che ho fatto dal primo giorno da quando ho deciso di candidarmi. Carrara e i suoi cittadini non hanno bisogno di feste e cene che mi ricordano il vecchio motto “Panem et circenses”, da tutti i candidati chiedono e pretendono concretezza e serietà, non farò pertanto parte del coro».