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«La tassa marmi contro le fragilità e la povertà». L’intervista a Cosimo Ferri

Il candidato a sindaco della Lista Ferri risponde alle domande della Voce Apuana. «Conto di andare io al ballottaggio, sto trovando molto consenso e fiducia e non mi pongo il problema. Certamente non farò accordo con i grillini»

CARRARA – Pubblichiamo di seguito l’intervista al candidato a sindaco di Carrara Cosimo Maria Ferri, sostenuta dalla Lista Ferri. Le domande che seguono sono le stesse rivolte agli altri sette candidati a eccezione dell’ultima, ‘personalizzata’ per ogni aspirante primo cittadino. Hanno già risposto alle nostre domande Simone Caffaz, Elvino Vatteroni e Serena Arrighi.

Qual è il primo traguardo che si propone di raggiungere una volta insediatosi a Palazzo civico?

«Riaprire le porte del Comune alla città. Sono stati cinque anni di chiusura e non è colpa solo del covid. Tanti cittadini hanno lamentato difficoltà a rapportarsi con l’amministrazione comunale. Intercettare le risorse del Pnrr e aprire i cantieri dei progetti già approvati».

Il dialogo sembra essere l’argomento che più ricorre durante questa campagna elettorale: pensa di ripristinare il Consiglio dei cittadini? Quali sono eventuali altri strumenti di partecipazione che intenderà mettere in opera qualora venisse eletto?

«Certamente, ma accompagnerò i consigli dei cittadini a una reperibilità continua del sindaco e della sua amministrazione, con un numero verde che funzioni e che non lasci in attesa. Creerò poi un comitato per i paesi a monte. Tutte le forme di partecipazione saranno prioritarie nella mia agenda».

È quasi unanime la critica rivolta alla legge regionale 35/15 che sarebbe colpevole di aver sottratto competenze nel campo del lapideo al sindaco per assegnarle alla Regione. I documenti Pabe e regolamento degli agri marmiferi sono frutto di quella legge: verranno modificati da come sono stati adottati? In particolare l’articolo 21 del regolamento è entrato al centro delle polemiche ed è contestato da diversi ambientalisti per via del meccanismo che metterebbe in atto un mecenatismo incompatibile con il potere di indirizzo economico che spetta a un’amministrazione. Come replica a questa osservazione?

«Credo nel marmo come risorsa ma sono altrettanto convinto che la città debba beneficiare maggiormente delle grandi sue potenzialità. Quindi ben vengano i progetti in favore della comunitaria. Penso a piste ciclaibili, al teatro Politeama, al mercato coperto di Avenza e Marina, all’area Ceci, a strutture di canalizzazione e a tante altre iniziative. È giusto l’impegno degli imprenditori in questi progetti. Penso però anche alla distribuzione della tassa marmi in un fondo da destinare a tutela delle fragilità e contro la povertà».

Politeama e Marble Hotel: due edifici posizionati, uno nel centro storico e uno a Marina. Un palazzo storico-artistico l’uno e l’altro un ecomostro. Per uno, c’è il pericolo che vada perduto e per l’altro il pericolo contrario. L’uno è in ostaggio di un processo giudiziario e l’altro è di proprietà privata. Cosa può fare il sindaco in merito e lei come intenderà muoversi se dovesse diventare primo cittadino?

«Se diventerò sindaco, porterò a buon fine entrambe le situazioni. Le strutture sono di privati. Sul Politeama presenterò subito istanza di dissequestro per poi procedere all’acquisto della Sala Germinal. Il Politeama deve tornare a essere il cuore pulsante della cultura cittadina. Su Marble Hotel mi adopererò per raggiungere accordi aprendo anche ad investitori privati, se necessario».

Marina di Carrara: qual è il ruolo che vede per la frazione e in modo particolare che rapporto vede tra il polo fieristico di Imm e Marina? In riferimento all’area cementificata circostante le strutture, pari a circa 60 mila mq, così com’è ha ancora un’utilità secondo lei? Se no, cosa vede al posto del cemento?

«Io credo nel rilancio della fiera perché significa turismo, commercio e sviluppo. Occorre realizzare però strutture alberghiere e fare sinergia tra le varie potenzialità della città».

Avenza: qual è il ruolo che vede per la frazione e in modo particolare quale destino immagina per il centralissimo palazzo ex Cat? Cosa prevede il suo programma per l’ex deposito del Cat?

«Avenza ha una posizione strategica nel Comune di Carrara. È fondamentale restituirle l’ufficio dello Stato Civile ed aprire un distaccamento della Polizia Municipale per garantire  sicurezza e decoro urbano. Riguardo all’ex deposito Cat, penso ad una palazzina smart dotata di sale con connessione wi-fi, sale didattiche e laboratori, un luogo di aggregazione per giovani e studenti tenendo in questo modo conto di quanto è emerso dal sondaggio effettuato in proposito dalla Proloco».

I paesi a monte: quale ruolo vede per i paesi a monte? Come rivitalizzarli? E in particolare, come risolvere il problema del parcheggio a Colonnata e dei ricevitori a Santa Lucia?

«I paesi monte per la loro bellezza sono straordinari, non devono essere isolati ma valorizzati, vissuti, in quanto luoghi anche amati dai turisti. Vanno garantiti tutti i servizi: medico, trasporto, servizi amministrativi. Vedo nel rilancio dei paesi a monte progetti di innovaIone anche dal punto vista della semplificazione amministrativa. A Colonnata si può portare avanti l’idea di un parcheggio in fondo al paese con bus navetta di dimensioni adatte alle manovre. Per Santa Lucia ritengo condivisibili le proposte del presidente della pro loco, Corsini, e che si debba trovare una soluzione tra la tutela della salute pubblica e il posizionamento del traliccio».

Una domanda di carattere nazionale che ha riempito il dibattito degli ultimi mesi e ha condizionato pesantemente la vita degli italiani (soprattutto dei lavoratori): obbligo di Green Pass, favorevole o contrario? E perché?

«Amo e difendo la libertà, ritengo però che l’unica soluzione utile e necessaria per trovare un equilibrio tra diritto della salute, libertà e ripartenza anche economica, sia quella intrapresa dal governo».

Il partito a cui appartiene, Italia Viva, fa parte della maggioranza di governo assieme a Pd e Lega: nel caso in cui il responso delle urne la escludesse dal ballottaggio, quale indicazione di voto darebbe ai suoi elettori? 

«Conto di andare io al ballottaggio, sto trovando molto consenso e fiducia e non mi pongo il problema. Certamente non farò accordo con i grillini. La mia amministrazione sarà in discontinuità nel metodo e nelle proposte. Per me l’ascolto è un valore vero».