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«Una città ‘smart’ e un bilancio separato per il marmo. La mia ricetta per Carrara». L’intervista a Simone Caffaz

Il candidato a sindaco risponde alle domande della Voce Apuana. «Il Marble hotel e il Politeama sono il simbolo della crisi della città e dell'incapacità della sinistra di affrontarla, ma sia il primo sul piano della ricettività che il secondo su quello culturale sono solo la punta dell'iceberg di un sistema al collasso»

CARRARA – Pubblichiamo di seguito l’intervista al candidato sindaco di Carrara Simone Caffaz, sostenuto da Lega, Nuovo Psi e altre quattro liste di centrodestra (Lista Simone Caffaz Sindaco, Il Centrodestra Siamo Noi, Carrara Futura, Capitale Carrara). Le domande che seguono sono le stesse rivolte agli altri sette candidati a eccezione dell’ultima, ‘personalizzata’ per ogni aspirante primo cittadino.

Qual è il primo traguardo che si propone di raggiungere una volta insediatosi a Palazzo civico?

«Le condizioni in cui versa Carrara sono la peggiore eredità di chi l’ha amministrata fino ad oggi. Per prima cosa faremo un piano straordinario di pulizia e decoro: manutenzione, arredo urbano e illuminazione. Sono cose costose ma doverose. Non basteranno cento giorni, ma metteremo presto il vestito buono alla città. E poi i primi tre mesi servono per revisionare la macchina amministrativa e confrontarsi con i dipendenti comunali che hanno molto da dire e da dare. I cambiamenti si fanno in 5 anni ma bisogna partire subito».

Il dialogo sembra essere l’argomento che più ricorre durante questa campagna elettorale: pensa di ripristinare il Consiglio dei cittadini? Quali sono eventuali altri strumenti di partecipazione che intenderà mettere in opera qualora venisse eletto?

«La città soffre di un deficit di partecipazione. Nel nostro programma abbiamo parlato di introdurre dei “comitati di quartiere” e non abbiamo usato questa definizione a caso. I consigli dei cittadini rispettano un modello di partecipazione dirigistico e imposto dal Pd che ha fallito, dovremo studiare un organismo diverso per permettere di raccogliere le istanze dei cittadini. Vogliamo introdurre il bilancio sociale, il bilancio partecipato e il bilancio separato del marmo. E poi, nel nostro modello di smart city, viene dedicato grande spazio alla comunicazione e alla partecipazione dei cittadini anche attraverso i nuovi strumenti tecnologici (web, app, social, ecc.)».

È quasi unanime la critica rivolta alla legge regionale 35/15 che sarebbe colpevole di aver sottratto competenze nel campo del lapideo al sindaco per assegnarle alla Regione. I documenti Pabe e regolamento degli agri marmiferi sono frutto di quella legge: verranno modificati da come sono stati adottati? In particolare l’articolo 21 del regolamento è entrato al centro delle polemiche ed è contestato da diversi ambientalisti per via del meccanismo che metterebbe in atto un mecenatismo incompatibile con il potere di indirizzo economico che spetta a un’amministrazione. Come replica a questa osservazione?

«Già il fatto che, come dite voi, la critica sia quasi unanime è surreale. Chi ha voluto la legge 35 che priva la nostra città di poteri e risorse in materia lapidea? La risposta a questa domanda è chiarissima: il Pd regionale e locale. La seconda domanda che pongo all’attenzione dei cittadini è: in quale partito erano nel 2015 i miei principali avversari? Erano tutti nel Pd. Quando parlano di cambiamento mi scappa da ridere: l’unica cosa che possono cambiare è se stessi. Modificare il regolamento e i Pabe? Sarebbe certamente auspicabile, ma con la 35 in vigore si hanno le mani legate. Quanto all’articolo 21, si poteva fare molto meglio e questo sarà uno dei primi temi che dovremo affrontare una volta insediati, e forse il Comune avrebbe potuto avere un ruolo più attivo, anche se da parte di taluni ambientalisti si paventa un dirigismo economico che ha poco a che fare con l’ambiente e molto con il collettivismo economico. Questo noi non lo condividiamo».

Politeama e Marble Hotel: due edifici posizionati, uno nel centro storico e uno a Marina. Un palazzo storico-artistico l’uno e l’altro un ecomostro. Per uno, c’è il pericolo che vada perduto e per l’altro il pericolo contrario. L’uno è in ostaggio di un processo giudiziario e l’altro è di proprietà privata. Cosa può fare il sindaco in merito e lei come intenderà muoversi se dovesse diventare primo cittadino?

«Il Marble hotel e il Politeama sono il simbolo della crisi della città e dell’incapacità della sinistra di affrontarla, ma sia il primo sul piano della ricettività che il secondo su quello culturale sono solo la punta dell’iceberg di un sistema al collasso. Il dialogo sarà il nostro modus operandi in tutti i settori, e questo varrà anche per Marble e Politeama. Convocheremo le proprietà e studieremo progetti e, nel caso del Politeama, i possibili finanziamenti per risolvere i problemi. Come detto tuttavia, le questioni della ricettività alberghiera e del rilancio culturale della città andranno affrontate in modo più complessivo e strutturale, con quella visione del futuro che sino a oggi è mancata».

Marina di Carrara: qual è il ruolo che vede per la frazione e in modo particolare che rapporto vede tra il polo fieristico di Imm e Marina? In riferimento all’area cementificata circostante le strutture, pari a circa 60 mila mq, così com’è ha ancora un’utilità secondo lei? Se no, cosa vede al posto del cemento?

«Tutta la città soffre di un deficit relazionale. Le politiche urbanistiche della sinistra hanno depauperato i centri storici e creato quartieri dormitorio in cui è preclusa ogni socialità che non sia quella legata al consumo. In tutta la parte nuova di Marina manca una piazza, visto che piazza Ingolstadt è diventata un parcheggio. Il centro storico di Marina ha i problemi degli altri due centri storici della città, bisogna incentivare il recupero delle vecchie abitazioni creando una residenzialità di qualità, migliorare l’arredo urbano e il tessuto commerciale, combattere la creazioni di quartieri-ghetto, con gli stranieri regolari vanno integrati diversamente in città. Va riqualificato tutto l’interfaccia porto-città, e vanno recuperate scuole, strutture sportive, piscine e pinete. Quanto alla Imm, una delle prime cose che la mia amministrazione farà, sarà un piano industriale serio in accordo con gli altri soci. Proveremo a rimediare ai disastri della sinistra e l’utilizzo dell’area ei piazzali sarà diretta conseguenza del piano di rilancio della fiera».

Avenza: qual è il ruolo che vede per la frazione e in modo particolare quale destino immagina per il centralissimo palazzo ex Cat?

«Sul centro storico e i quartieri dormitorio valgono le stesse cose dette per Marina. Avenza è la zona più baricentrica del Comune e quindi necessiterebbe di più servizi, come ad esempio la riapertura degli uffici comunali. Il Poc destina i locali dell’ex Cat a servizi amministrativi, e quindi la sede distaccata del Comune potrebbe sorgere lì, magari assieme a quella della protezione civile e di altre associazioni che operano nel territorio e in particolar modo ad Avenza. Colpevolmente il Poc non prevede i parcheggi, che sono già scarsi adesso e che lo saranno ancora di più con quella destinazione, anche in considerazione che di fronte a quell’area abbiamo il supermercato. Se questa rimanesse la destinazione dell’area, non rimarrebbe che immaginare un’area parcheggio in verticale».

I paesi a monte: quale ruolo vede per i paesi a monte? Come rivitalizzarli? E in particolare, come risolvere il problema del parcheggio a Colonnata e dei ricevitori a Santa Lucia?

«Una parte del bilancio comunale dovrà essere destinata stabilmente alla riqualificazione dei paesi e le opere pubbliche verranno individuate, anno per anno, dai cittadini in apposite assemblee. Tutti hanno problemi di viabilità, parcheggi e sono carenti di luoghi di aggregazione per i bambini; cercheremo di affrontare e risolvere questi problemi. Per ognuno dei paesi dovrà esserci un progetto di valorizzazione turistico o culturale: il lardo a Colonnata, il Vignale a Bedizzano con castagne e palestra, i mortai a Miseglia, gli artisti a Torano, eccetera. A Colonnata per il parcheggio c’è un progetto che andrà finanziato e realizzato. A Santa Lucia, per superare il caos di antenne, penso a una torre monumentale da realizzare a carico dei privati che metta un po’ di ordine e diventi un luogo di attrazione turistico, possibilmente legata a un museo sulla linea gotica da realizzare in sua prossimità. Anche su questo i progetti ci sono già, e anche la disponibilità dei privati a realizzarli, serve solo volontà e capacità dell’amministrazione».

Una domanda di carattere nazionale che ha riempito il dibattito degli ultimi mesi e ha condizionato pesantemente la vita degli italiani (soprattutto dei lavoratori): obbligo di Green Pass, favorevole o contrario? E perché?

«In tutta sincerità non credo che un sindaco vada valutato rispetto al suo pensiero su questa o altre tematiche nazionali. Nel nostro paese abbiamo affrontato la questione da Guelfi e Ghibellini, quando invece l’obiettivo avrebbe dovuto essere quello di tutelare la salute e limitare il meno possibile le libertà individuali. Io sono convintamente vaccinato, ma mi sforzo di capire anche le ragioni di chi non lo è».

La Lega è lo schieramento politico, accanto ad altre liste civiche, che la sostiene: quale giudizio esprime sul modello sanitario lombardo creato dal Carroccio che in quei territori ha radici profonde? Ritiene che quel modello sia attuabile al nostro territorio?

«La Toscana ha una storia sanitaria e una realtà diverse dalla Lombardia e quindi mi sottraggo a una discussione accademica. Dico piuttosto che le ultime giunte regionali del Pd hanno fortemente penalizzato la provincia di Massa-Carrara e la città di Carrara in particolare. Le politiche dell’area vasta, tanto promosse dal Pd, hanno portato a un clamoroso impoverimento di uffici e servizi nella nostra città. Si pensi al buco dell’Asl, che ha depauperato la sanità locale penalizzando i cittadini di Carrara di colpe non loro, si pensi alle macro-Asl che hanno allontanato dal territorio la governarce e la mancata attuazione del Pal che priva Carrara di molti servizi sanitari che avrebbero dovuto già vedere la luce. La mia attenzione da sindaco si concentrerà innanzitutto su queste cose».