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«Il dialogo coi cittadini per riconquistare la fiducia nelle istituzioni». L’intervista a Elvino Vatteroni foto

Il candidato a sindaco di Italexit risponde alle domande della Voce Apuana. «Il green pass è un’aberrazione che va contro i diritti umani di libertà e di dignità della persona, soprattutto quando (come è accaduto) viene propagandato come strumento di tutela sanitaria, mentre è solo uno strumento di limitazione delle libertà costituzionalmente garantite»

CARRARA – Pubblichiamo di seguito l’intervista al candidato sindaco di Carrara Elvino Vatteroni, sostenuto da Lista Vatteroni-Italexit. Le domande che seguono sono le stesse rivolte agli altri sette candidati a eccezione dell’ultima, ‘personalizzata’ per ogni aspirante primo cittadino. Ha già risposto alle nostre domande Simone Caffaz.

Qual è il primo traguardo che si propone di raggiungere una volta insediatosi a Palazzo civico?

«Premetto che, prima di fare promesse esagerate e non veritiere, da sindaco appena insediato mi occuperò subito di effettuare una verifica del bilancio presente nelle casse comunali, in modo da aver bene chiara la situazione economica in cui versa l’amministrazione e renderò accessibili ad ogni cittadino i dati delle entrate. Da lì vorrei partire per capire, in nome di una trasparenza sempre dichiarata ma mai attuata, come sia possibile che le potenzialità enormi di un Comune come il nostro non si ripercuotano in maniera equa sul territorio e sui suoi cittadini. Solo dopo questi atti dovuti impiegherò le risorse a mia disposizione per il bene della cittadinanza tutta».

Il dialogo sembra essere l’argomento che più ricorre durante questa campagna elettorale: pensa di ripristinare il Consiglio dei cittadini? Quali sono eventuali altri strumenti di partecipazione che intenderà mettere in opera qualora venisse eletto?

«Il dialogo coi cittadini sarà per me la premessa di tutto quello che farò per riconquistare la fiducia che i “miei” carraresi hanno perso nelle istituzioni. Più volte ho detto, e lo ribadisco fortemente, che mai sarò un sindaco lontano dalla collettività, mai starò nelle sale del potere ma prenderò la poltrona di primo cittadino e la metterò in mezzo alle piazze, a contatto con la gente, per la mia gente».

Quasi unanime la critica rivolta alla legge regionale 35/15 che sarebbe colpevole di aver sottratto competenze nel campo del lapideo al sindaco per assegnarle alla Regioni. I documenti Pabe e regolamento degli agri marmiferi sono frutto di quella legge: verranno modificati da come sono stati adottati? In particolare l’articolo 21 del regolamento è entrato al centro delle polemiche ed è contestato da diversi ambientalisti per via del meccanismo che metterebbe in atto un mecenatismo incompatibile con il potere di indirizzo economico che spetta a un’amministrazione. Come replica a questa osservazione?

«Naturalmente mi affiderò a tecnici preparati in merito sulla materia assai complessa che riguarda gli agri marmiferi, in modo da sviscerare ogni aspetto della situazione, ma l’obiettivo finale che riguarderà la “mia” amministrazione sarà, a prescindere e fuor di dubbio, quello di tutelare gli interessi degli imprenditori di Carrara, già radicati nella realtà economia del nostro territorio».

Politeama e Marble hotel: due edifici posizionati, uno nel centro storico e uno a Marina. Un palazzo storico-artistico l’uno e l’altro un ecomostro. Per uno, c’è il pericolo che vada perduto e per l’altro il pericolo contrario. L’uno è in ostaggio di un processo giudiziario e l’altro è di proprietà privata. Cosa può fare il sindaco in merito e lei come intenderà muoversi se dovesse diventare primo cittadino?

«Chiunque proponga problemi di immediata risoluzione è evidente che stia mentendo. Sulla situazione del Politeama pende un processo che, finché non sarà concluso, non consentirebbe a nessuno di “lanciarsi” in promesse elettorali dichiarando progetti o soluzioni d’intervento estemporanee. Parimenti, la situazione del Marble hotel, ferma dagli anni ’90, mi fa riflettere su quanto sia doveroso, anche in questo caso, capire cosa sia realmente accaduto in tutti questi anni, per esplicitare le dinamiche sottese a tale assurda situazione e, da sindaco, poter darne spiegazione a coloro i quali, da troppo tempo, attendono queste risposte: i cittadini di Carrara».

Marina di Carrara: qual è il ruolo che vede per la frazione e in modo particolare che rapporto vede tra il polo fieristico di Imm e Marina? In riferimento all’area cementificata circostante le strutture, pari a 60mila metri quadri, così com’è ha ancora un’utilità secondo lei? Se no, cosa vede al posto del cemento?

«Marina, grazie alle strutture esistenti della Imm, deve incrementare la sua vocazione fieristica, sostenendo però gli eventi che abbiano una ricaduta consistente sul territorio locale. Mi spiego: da futuro sindaco aumenterei le occasioni di ospitare manifestazioni sportive, culturali in generale , del folklore e della gastronomia “a Km zero”. Eventi , insomma, che oltre a quelli già svolti in questi ultimi anni, facciano da volano alla tipicità del territorio apuano, così ricco di capacità imprenditoriale, di personalità sportive di livello, di voglia di fare, di prodotti dell’artigianato e della cucina unici, tutti elementi capaci di divenire la chiave di svolta per una maggiore visibilità del nostro piccolo comune a livello nazionale e non solo. Ritengo che l’area in cemento sia funzionale alle potenzialità di impiego della struttura, ed eliminandola significherebbe ridurre sostanzialmente lo spazio utilizzabile durante gli eventi; mi piacerebbe, però, ritagliare delle oasi di verde in mezzo al cemento, arricchite da qualche piccola statua in marmo bianco, in modo da valorizzarne ulteriormente l’estetica e rendendola, così, appetibile per società sportive, enti ed organizzazioni varie. Dalla rinascita della Imm trarrebbe beneficio tutto l’indotto della ristorazione, delle strutture alberghiere e, di conseguenza, l’intero territorio comunale».

Avenza: qual è il ruolo che vede per la frazione e in modo particolare quale destino immagina per la centralissimo palazzo ex Cat?

«Avenza è la frazione più “centrale” del nostro bellissimo territorio e, per farla “rifiorire” avrei pensato sia alla ristrutturazione della fatiscente sala Amendola, di cui nessuno in tutto questo tempo si è curato, sia di destinare il palazzo Cat a centro multidisciplinare, con biblioteca, sale congressi e centro convegni, in modo da restituirlo alla cittadinanza per una fruizione culturale di massimo livello».

I paesi a monte: quale ruolo vede per i paesi a monte? Come rivitalizzarli? E, in particolare, come risolvere il problema del parcheggio a Colonnata e dei ricevitori a Santa Lucia?

«I paesi a monte vanno valorizzati tutti, ognuno per le proprie peculiarità e caratteristiche. Sarà mia cura fare il possibile per risolvere molti dei problemi che riguardano i nostri incantevoli paesi, perle di bellezza paesaggistica troppo spesso dimenticate dalle amministrazioni precedenti. Da uomo di medicina quale sono mi impegnerò anche dal punto di vista sanitario per garantire sicurezza e restituire vivibilità a tali realtà, istituendo, come già ribadito nel mio programma, anchedei punti di primo soccorso periferici, per sopperire alle carenze mediche del territorio, divenute sempre piuùevidentisoprattutto in questi ultimi due anni di follia “sanitaria”».

Una domanda di carattere nazionale che ha riempito il dibattito degli ultimi mesi e ha condizionato pesantemente la vita degli italiani (soprattutto dei lavoratori): obbligo di Green Pass, favorevole o contrario? E perché?

«Il green pass è un’aberrazione che va contro i diritti umani di libertà e di dignità della persona, soprattutto quando (come è accaduto) viene propagandato come strumento di tutela sanitaria, mentre è solo uno strumento di limitazione delle libertà costituzionalmente garantite e discriminazione di persone sane, fino a prova contraria. Naturalmente rifiutare il gp non significa esimersi dal garantire la sicurezza dei cittadini come è dovere istituzionalmente garantito. Nel momento in cui ho assunto le responsabilità che derivano dal giuramento di Ippocrate, mi sono impegnato a stare tra la gente e ad agire per il bene della gente, per aiutare le persone, come ho sempre fatto, da medico coscienzioso, senza mai abdicare ai doveri della mia professione, che non e’ un mestiere, ma una scelta di vita al servizio dei cittadini».

La sua candidatura è supportata da Italexit ma dalla sua campagna elettorale, fino ad ora, i tratti salienti del movimento non sono emersi. Cosa pensa dei finanziamenti del Pnrr? Pensa possano aiutare Carrara a trovare linfa vitale?

«Per quanto riguarda i rapporti fra Italexit e gli elementi del mio programma elettorale, che si contemperano perfettamente negli ideali di difesa delle libertà e dei diritti fondamentali, sostenuti da ambedue, vi confermo e ribadisco quanto già detto, nel corso di una precedente intervista, dal senatore Paragone, proprio a questa redazione. Per quanto attiene il Pnrr, prometto che ogni strumento economico che potrà rivelarsi utile per dare afflato al nostro territorio così economicamente degradato, verrà utilizzato nell’interesse della collettività e del tessuto sociale ed imprenditoriale locale».