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Arrighi e Nardini a confronto: «Il lavoro la sfida più grande. Ecco come ricrearlo a Carrara» foto

CARRARA – Doppio appuntamento a Carrara ieri, 3 giugno, per l’assessora regionale al lavoro e all’istruzione Alessandra Nardini. Prima la tappa alla ex scuola di Bergiola Foscalina, nel luogo dove presto, grazie ad un finanziamento regionale di 500mila euro, potrà sorgere un Museo della Memoria in ricordo della strage del ’44. Poi il momento di confronto con la candidata sindaca del centrosinistra Serena Arrighi e le Donne Democratiche nel giardino di Ca’ Michele (Bonascola). Un’occasione per parlare di lavoro e di pari opportunità, ma anche di istruzione e di nuove possibilità formative. L’iniziativa, dal titolo “Donne, parliamone”, può considerarsi il secondo capitolo dell’evento tenutosi lo scorso 8 marzo all’Hotel Michelangelo e organizzato dalla conferenza delle Donne Democratiche di Massa-Carrara.

Ad introdurre il dialogo tra Nardini e Arrighi è stata Claudia Giuliani, portavoce delle Donne Democratiche, che ha evidenziato le persistenti difficoltà delle donne ad affermarsi in ambito lavorativo e la disparità di trattamento tra uomo e donna nel corso dei colloqui di lavoro. “Iniziamo a pensare che, rinunciando ai talenti e alle competenze di certe donne, stiamo rinunciando anche a parti importanti del nostro Pil”, ha sottolineato Giuliani.

Serena Arrighi ha esordito ricordando le donne che hanno fatto la storia di Carrara, da Maria Teresa Cybo Malaspina alla sindaca Emilia Fazzi Contigli, prima donna a ricoprire la carica di prima cittadina. “Una donna che vorrei omaggiare durante il mio mandato, sia con il buon governo della città che con qualcosa di specifico”. Spazio poi al tema del lavoro. “E’ la sfida più grande in questa fase, perché è quella su cui si costruisce il futuro delle nuove generazioni – ha detto l’assessora Nardini -. Sul fronte della formazione c’è da lavorare tanto. Dobbiamo superare il cosiddetto “mismatch”, ovvero la mancata corrispondenza tra le competenze acquisite dai giovani in cerca di occupazione e quelle richieste in ambito lavorativo dalle aziende. Il primo passo è tornare a valorizzare gli istituti professionali, scardinando quella visione che li considera scuole di livello inferiore rispetto ai licei. E poi ci sono gli ITS (istituti tecnici superiori), scuole post diploma in grado di formare professionalità altamente specializzate e di garantire una percentuale altissima di occupazione. Il problema, in questo caso, è che la maggior parte della cittadinanza non li conosce, oppure li confonde con gli istituti superiori”.

Serena Arrighi ha quindi ribadito la sua intenzione di creare un ITS a Carrara con l’obiettivo di formare professionalità da inserire nella futura economia del marmo e nei settori dell’innovazione. Un progetto, questo, che ha già trovato la piena disponibilità del presidente della Regione Eugenio Giani. “Sono convinta che anche a Carrara si debba tornare a dare lustro agli istituti professionali, partendo da scuola del marmo e nautico, che rappresentano i settori trainanti della nostra economia”.

Riguardo alle pari opportunità e alle possibili soluzioni per conciliare tempi di vita e di lavoro, Arrighi ha ricordato il suo impegno, da imprenditrice, a sostenere le sue dipendenti donne. “Non dimentichiamo che esiste lo smart working, una risorsa importante che può consentire alla donna di gestire meglio i tempi di lavoro e di vita rispetto all’attività in presenza. Per quanto mi riguarda, ho sempre cercato di andare incontro alle mie dipendenti durante il periodo della gravidanza facilitandole con un percorso, pre-parto, che prevede un graduale allentamento delle attività e dei compiti e una loro redistribuzione ai colleghi. Mi piacerebbe esportare questo modello anche nel mio operato da sindaca, cercando di trovare, con gli uffici competenti, soluzioni che abbiano anche dei ritorni positivi in termini di prestazioni”. “Sul piano delle pari opportunità tanto è stato fatto e tanto rimane ancora da fare – ha sottolineato infine Nardini -. È necessaria una vera svolta culturale, che deve partire dal riconoscere il valore, in termini di competenze, di ogni donna. Finché ciò non avviene, si continuerà a privare il nostro Paese di importanti occasioni di crescita”.