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Urbanistica, Legambiente promuove solo Arrighi. Bocciati tutti gli altri foto

Anche la terza pagella ai candidati sindaco vede un solo aspirante sindaco superare la prova

CARRARA – Anche la terza pagella di Legambiente ai candidati sindaco, quella sull’urbanistica, vede un solo candidato (Serna Arrighi) superare la prova, seguita da tre candidati insufficienti (Vittorio Briganti, Simone Caffaz, Rigoletta Vincenti), due scadenti (Cosimo Ferri e Andrea Vannucci) e uno pessimo (Ferdinando Locani).

Le domande sull’urbanistica

«I temi dell’urbanistica e del corretto assetto del territorio nel comune di Carrara – fa presente Legambiente – sono molteplici e presentano rilevanti criticità. Dovendone individuare uno solo, la scelta è ricaduta sul porto per la sua attualità, vista l’immediata disponibilità di finanziamenti e l’imminenza della realizzazione di progetti connessi all’infrastruttura portuale ed al suo contesto». Il porto di Marina di Carrara è una infrastruttura rilevante per il territorio, che interessa oltre un terzo dell’intero sviluppo del tratto di costa ricadente nel Comune di Carrara, e che ha influito su un più esteso assetto di costa».

«Come intendete – ha chiesto l’associazione ai candidati – declinare il rapporto tra la città e il porto per tutti gli aspetti di possibile rilevanza urbanistica ed eventualmente quali misure di mitigazione e di compensazione intendete adottare nei confronti dell’infrastruttura portuale? In particolare: ritenete fattibile nell’arco del vostro mandato la realizzazione del “parco lineare costiero” tra le foci del Carrione e Lavello, proposto da un progetto di Legambiente, con una concreta riqualificazione ambientale ed idro-geologica della foce del Carrione?».

«Nella domanda di carattere generale – osservano gli ecologisti – solo Arrighi e Briganti risultano sufficienti. Arrighi mostra di avere una visione globale della necessità di integrare porto e città. Briganti è contrario a ogni ampliamento del porto e sottolinea i rischi generati dal piazzale Città di Massa. Entrambi sono favorevoli ad ampliare la foce del Carrione. Caffaz, come la Vincenti, sostiene l’attuale progetto di Piano regolatore portuale, ricordando che in passato si è opposto a un eccessivo ampliamento del porto. Ferri fa riferimento alla normativa nazionale sui porti e ai fondi del PNRR senza scendere nel particolare, se non esprimendo preoccupazioni per il rischio di erosione costiera. Vannucci mostra buona conoscenza del Piano regolatore portuale, ma la sua visione è legata solo allo sviluppo economico, senza attenzione per i temi ambientali. Locani, infine, esprime una visione piuttosto confusa e semplicistica delle problematiche connesse al porto».

«Quanto alla domanda particolare, Arrighi valuta positivamente il progetto di Legambiente del 2017 che comprende l’ampliamento della foce del Carrione, il ponte a campata unica e il parco lineare costiero. Anche Caffaz valuta positivamente il progetto, ma ritiene necessari approfondimenti. Vincenti ricorda che nel lotto 5 del Water Front è previsto un parco lineare costiero, senza esprimere la sua opinione in merito. Briganti, pur dichiarandosi favorevole all’ampliamento della foce del Carrione, non si esprime sul progetto. Vannucci dichiara di non conoscere il progetto, mentre Locani e Ferri non rispondono nel merito».

I criteri di valutazione utilizzati da Legambiente

«Il porto di Marina di Carrara è una infrastruttura rilevante per il territorio, che interessa oltre un terzo del tratto di costa del Comune e che ha influito su tutto l’assetto di costa, con ricadute notevoli in termini ambientali: modifica della morfologia litoranea, carico sul sistema urbano di costa, impatto sulle dinamiche marine e conseguente erosione degli arenili. Rilevanti ne sono anche le ricadute economiche, in quanto il porto rappresenta uno dei principali fattori del sistema socio-economico della provincia».

«In tale quadro – specifica l’associazione – Legambiente ha da sempre posto massima attenzione sulle criticità ambientali connesse a questa infrastruttura, avanzando anche, nel tempo, proposte concrete di mitigazione e di compensazione ambientale e prefigurando un più generale riassetto della costa carrarese, capace di integrare attività sostenibili e di tutelarne e/o ripristinarne i più importanti aspetti ambientali. Le due principali proposte, relative al porto, avanzate da Legambiente negli anni passati e ancor oggi attualissime, hanno riguardato dapprima il recupero paesaggistico-ambientale del tratto di costa tra le foci del Carrione e del Lavello, con la creazione di un vero e proprio “parco lineare costiero”, e in seguito, in stretta connessione con il parco, il progetto di riqualificazione idrogeologica e ambientale della foce del Carrione. Quest’ultimo prevede un grande intervento di ampliamento (dai 30 metri attuali a 120)e di rinaturalizzazionedella foce del Carrione, con la realizzazione,a levante, di un accesso unico al porto attraverso un nuovo ampio ponte a campata unica di valore architettonico, in sostituzione dell’attuale ponte di viale da Verrazzano.Questo progetto eviterebbe inoltre l’impatto derivante dal previsto pennello alla foce del Carrione e dall’ampia copertura del tratto di mare a essa prospiciente».

«È innegabile – aggiungono gli ambientalisti – che il porto abbia oggi anche una forte interrelazione con la struttura urbana della città e, per certi aspetti, ne condizioni e ne caratterizzi lo sviluppo o il riassetto. Proprio per questo abbiamo assegnato una grande valenza alla libera espressione di valutazioni e visioni su questo specifico aspettoda parte dei candidati.Infattiil modo di affrontare le problematiche relative al porto può costituire una “cartina di tornasole” sulla loro sensibilità ambientale e sulla loro capacità di delineare una “visione futura” dell’assetto urbano della nostra città. Anche la pagella sull’urbanistica risulta piuttosto sconfortante: solo due candidati mostrano di avere una visione complessiva del rapporto porto-città ma, alla fine, una sola risulta pienamente sufficiente».