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«Balneari, gare note dal 2006. Chi è causa del suo mal pianga se stesso»

La consigliera del Movimento 5 Stelle Luana Mencarelli: «Ben due volte siamo stati messi sotto infrazione dall'Europa proprio perché facevamo orecchi da mercante, e per ben due volte abbiamo fatto finta di capire e porre riparo, ma al contrario abbiamo continuato nell'inadempienza»

MASSA- “Balneari, mi verrebbe da dire: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. È infatti dal 2006 che è noto a tutti che le concessioni balneari, per legge, dovevano andare a gara. Dovevano appunto, ma i concessionari hanno preferito appellarsi ad una politica sbruffona che ha fatto promesse irricevibili e indegne del suo stesso ruolo ovvero amministrare con etica, dando l’esempio ai propri elettori”. Sono le parole di Luana Mencarelli, consigliera del Movimento 5 Stelle di Massa, a proposito della questione balneari e della direttiva europea Bolkestein. “Ben due volte siamo stati messi sotto infrazione dall’Europa proprio perché facevamo orecchi da mercante – prosegue Mencarelli – e per ben due volte abbiamo fatto finta di capire e porre riparo, ma al contrario abbiamo continuato nell’inadempienza. L’Europa però ci guarda, eccome, così siamo finiti per la terza volta in mora, che significa che tutti i cittadini, non solo i concessionari e quei politici, ne pagheranno le conseguenze. Ora però che vogliamo spendere quei soldi ottenuti in Europa, il PNRR, i nodi vengono al pettine e la riforma della legge sulla libera concorrenza, non gravata da discriminazione, deve essere fatta, ma nulla, proprio non ci riusciamo e spuntano deroghe furbette che si tradurranno in nuove proroghe all’italiana e i risarcimenti per i concessionari uscenti che turberanno fattivamente il principio di libero stabilimento e libera concorrenza, a detta anche di una sentenza della stessa Corte Costituzionale nel 2020. I balneari sono nel caos, eppure erano stati rassicurati dai vari politici di turno: ora le case, le piscine che fine faranno? Tranquilli, anche in questo caso i giocatori delle tre carte ci provano e c’è pure chi si intesta il merito. Il Ddl, seppur dell’immenso Governo Draghi, però non ha valenza retroattiva per cui molti di quei beni realizzati sul demanio, in forza non solo del lapidario art 49 del Codice della Navigazione, ma con il rinforzo di recenti sentenze della Cassazione, sono già entrati nel patrimonio dello Stato dalla prima scadenza della concessione, visto che le proroghe sono state dichiarate illegittime dai vari tribunali, e nulla determina l’autorizzazione ottenuta per la loro realizzazione. Certamente i concessionari ne erano consapevoli”.

“Consiglierei un interpello al Consiglio di Stato e ai Sindaci che hanno autorizzato le proroghe sino al 2033 – chiude la consigliera del M5s – di preparare le risorse per i ricorsi in cui saranno trascinati i Comuni a danno ovviamente di tutti i cittadini. All’amministrazione Persiani, a marzo dell’anno scorso, avevo suggerito invano l’annullamento in autotutela di quella proroga, perché anche i balneari hanno diritto di avere risposte certe su cui imbastire il proprio futuro e avere regole inconfutabili, in pratica come tutti gli altri imprenditori”.