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Massa, crolla la maggioranza e la variazione di bilancio da 7 milioni non passa

Attacco crudo al sindaco in Consiglio dal consigliere azzurro Cofrancesco: «Mi ricorda Cetto La Qualunque». Defezioni di Forza Italia e Fratelli d'Italia che non permettono l'approvazione per l'utilizzo dell'eccedenza delle entrate e dei ricavi per finanziare vari interventi. Il sindaco: «Sto cercando di dialogare con le forze politiche, confido prevarrà il senso di responsabilità»

MASSA – Colpo di scena in Consiglio comunale: la maggioranza si sbriciola e lo scostamento di bilancio da circa 7 milioni di euro non passa. Fratelli d’Italia e Forza Italia fanno mancare il numero legale durante la votazione affossando così la variazione di bilancio. Le parole del consigliere di Forza Italia, Antonio Cofrancesco, lasciano poco spazio all’immaginazione su come potrebbe configurarsi lo scenario politico futuro dell’attuale maggioranza a sostegno dell’amministrazione Persiani, soprattutto in vista delle elezioni comunali del prossimo anno: «Dopo aver sentito il sindaco Francesco Persiani ho pensato al film su Cetto La Qualunque: più pilo per tutti — usa termini piuttosto forti e coloriti, il consigliere azzurro per sferzare il sindaco della sua maggioranza —Persiani ha detto: soldi per tutti, prima dando la colpa ai dirigenti e poi condividendo le loro richieste. Ma non si è espresso sull’incremento dei parcheggi, su Marina di Massa, sui mancati introiti dalla situazione marmo, non si è espresso su tante cose. Anche adesso sta mettendo i consiglieri sotto i piedi. Lei non è all’altezza del suo incarico! — ha esclamato rivolgendosi a un sindaco sempre più scuro in volto — questa sera si è anche sostituito all’assessore al bilancio nello spiegare la variazione: si vergogni! E poi i consiglieri che hanno elogiato la proposta (Roberto Acerbo Lista Persiani, Marco Lunardini Lega, Filippo Frugoli Lega, ndc) li chiamo onorevoli Linguetta. Il 2023 è vicino: la smetta di fare l’uomo solo al comando!».

Facendo un passo indietro, Francesco Persiani aveva preso inizialmente la parola, in Consiglio, per sottolineare la buona salute del bilancio e per illustrare la variazione: «A fronte di una nutrita serie di richieste da parte dei dirigenti di diversi settori — ha spiegato il sindaco — l’amministrazione ha rinvenuto nel corso di quest’anno le disponibilità, sottoposte prima al vaglio del sottoscritto e poi della giunta: da qui possiamo affermare di aver applicato alla variazione con l’avanzo libero (non tutto), l’avanzo accantonato per passività potenziali e l’avanzo vincolato, per un importo di avanzo complessivo di 7 milioni e 291 mila euro”. Il sindaco è andato poi a dettagliare le spese correnti e le spese in conto capitale che interessavano la somma da stanziare, tra cui: attività ludiche motorie, manifestazioni sportive, il marketing territoriale per cultura e turismo, gli eventi culturali estivi (teatro, concerti), la disabilità, verde pubblico, manutenzione ordinaria scuole, rinnovo automezzi al sociale, alla Polizia Municipale, manutenzione straordinaria degli impianti sportivi, investimenti per la biblioteca, il Fondo Povertà, l’agevolazione Tari, il parco WWF, la sicurezza sul lavoro, lavori lungomare, sgravio per le utenze domestiche, contributi per le attività dei commercianti (sgravio sulla tassa sul suolo pubblico) e altre voci ancora, tutte distribuite su vari ambiti, dal sociale, alla cultura, ai cittadini e alle imprese.

Successivamente alla illustrazione, oltre i tre consiglieri leghisti Acerbo, Lunardini e Frugoli e, naturalmente il forzista Cofrancesco, prende la parola Roberta Dei (Lega) che annuncia: «Mi asterrò: vengono da me cittadini e commercianti a lamentarsi. Su Gaia su cui avevamo fatto campagna elettorale non abbiamo fatto nulla». Nessuna dichiarazione di voto dunque da parte degli alleati, se non per il gruppo della Lega che dà il proprio assenso. L’esito della votazione è stato tanto inatteso quanto secco: 2 astenuti (Roberta Dei e Luana Mencarelli 5s), 9 favorevoli (la Lega e Persiani Sindaco) e 22 non votanti (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Pd e il consigliere 5s Paolo Menchini). Mancando il numero legale, l’amministrazione non ha potuto approvare la variazione.

La reazione delle opposizioni non si fa attendere: «Abbiamo assistito inermi ad un Consiglio comunale surreale nell’ambito del quale la maggioranza si è nei fatti dissolta. Si trattava di votare una variazione di bilancio —fanno sapere in una nota —che in parte avrebbe dovuto ratificare anche una variazione già deliberata in giunta, ma in realtà i voti a favore sono stati solo 9 a fronte di una ampia maggioranza sbandierata da 4 anni e composta da 23 membri. L’atto è stato presentato in Consiglio dal sindaco in prima persona nel disperato tentativo di ottenere la fiducia dalla sua ormai ex maggioranza, ma tutto è stato vano. Non si sono presentati neppure i suoi fedelissimi: della sua lista ha votato a favore un solo consigliere. Sono mancati poi i voti di Forza Italia e persino di Fratelli d’Italia, pur ben rappresentati in giunta. In estrema sintesi la città non ha una guida che sembra essersi dissolta sotto i colpi di ambizioni politiche future e di piccoli tatticismi elettoralistici». Un Consiglio comunale che, confessa il sindaco, non era previsto. L’appuntamento con il bilancio è stato comunque rimandato, annuncia il primo cittadino, per il 30 maggio alle 18 con il Consiglio in seconda convocazione e che quindi vedrà il numero legale richiesto fermarsi a una soglia numerica inferiore: 1/3 dei consiglieri.

Il sindaco ci spiega come per i consiglieri membri della sua lista civica, Battistini (a cui è nato un figlio di recente, ci informa), Bongiorni e Tognini, siano state tutte assenze giustificate: «Sto cercando di dialogare con le forze politiche — ci mette al corrente Francesco Persiani commentando la seduta di ieri —vorrei capire, anch’io ho difficoltà a capire: si tratta di un atto fondamentale per la città, in favore dei cittadini, dallo sgravio delle utenze domestiche alla disabilità. Sono rimasto sorpreso — ammette — c’erano stati dei dissidi negli ultimi tempi con alcune forze politiche ma non pensavo che su una variazione così fondamentale succedesse quanto è successo ieri. Si tratta di soldi che non potranno essere messi a disposizione, non si potrà ridurre la Tari, non ci sarà la stagione estiva, non ci sarà i “Palcoscenici stellati” che l’anno scorso erano così tanto piaciuti, senza considerare che con gli eventi si avrà un ritorno sugli incassi. Se non passerà la variazione ognuno si dovrà assumere la sua responsabilità, anche se io penso che prevarrà il senso di responsabilità. Perché alla fine abbiamo proposto una cosa equa: oltretutto avanzano risorse per cui potremo intervenire nuovamente mettendo a disposizione altre risorse. In questo momento il Comune si può permettere di fare molte cose e poi noi abbiamo stanziato per macrosettori: per esempio sull’asfalto non abbiamo deciso nel dettaglio quale strada, per cui si potrà decidere insieme. Mi auguro che con il dialogo si possa trovare la soluzione».

Quando gli chiediamo se ci sia un’affinità con la situazione politica venutasi a creare a Carrara, dove le forze politiche del centrodestra corrono alle elezioni comunali spaccate in due, ciascuna con il proprio candidato, Persiani esclude ogni legame: «Non entro nelle questioni elettorali di altre città: io sono andato a Carrara a trovare la Lega perché invitato e per ringraziare del loro sostegno quattro anni fa. Poi io sono un civico — ha puntualizzato — non penso che quanto accade a Carrara abbia dei riflessi qua. Penso piuttosto che il centrodestra dovrebbe rimanere coeso e compatto. Se c’è bisogno di trovare un punto di incontro sono aperto al dialogo: non pretendo di avere la ricetta, certamente il sindaco ha il diritto di fare sintesi fra tutte le istanze, nell’interesse pubblico».