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Monte, piano e mare: quale indirizzo economico? I candidati si confrontano a Confindustria

Gli aspiranti sindaci invitati in tribuna elettorale: tutti d'accordo su dialogo, filiera corta del marmo, ampliamento del porto non oltre la foce del Carrione e proroga fino a 25 anni delle concessioni

CARRARA – Monti, piano e mare: tre domande semplici per capire cosa pensa il futuro sindaco di Carrara in tema di indirizzi economici. Confindustria, mettendo sul tavolo questi nodi da sciogliere, organizza l’incontro tra i candidati alla carica di sindaco, dando appuntamento a un successivo incontro per chi passerà al ballottaggio, se dovesse esserci il ballottaggio e dopo un mese dall’insediamento, un altro incontro con il nuovo sindaco in carica.

«Benvenuto al prossimo sindaco di Carrara» saluta il presidente di Confindustria rivolgendosi ai candidati presenti, tutti quelli in corsa meno uno: Matteo Venturi infatti risponde così volutamente in polemica per la decisione del candidato della Comune, Vittorio Briganti, di non prendere parte alla tribuna elettorale organizzata dagli imprenditori, proprio per protesta nei loro confronti.

L’incontro, moderato dalla corrispondente del Sole 24 Ore Silvia Pieraccini, ha visto la prima domanda incentrata proprio sul rapporto tra sindaco e mondo del marmo e il ruolo del dialogo. I candidati si sono tutti trovati d’accordo sul dialogo come sistema di relazione.

Per Andrea Vannucci (FI-Rinascita, FdI, Carrara Democratica, Insieme per Carrara, Cambiamo con Toti) è necessario dare il via a un accordo di programma: «La dicotomia che esiste — ha preso atto, Vannucci, della situazione che vive la città — ha dato vita a una situazione complessa dove la legge 35/2015 (tanto invisa al mondo del marmo n.d.c.) arriva inevitabilmente quando è franata la stagione degli accordi. Io propongo un accordo di programma che metta insieme le istanze di tutti i soggetti. Solo se la città cresce crescono anche le imprese e la città guadagna se le imprese guadagnano. E’ l’unica strada che vedo, non possiamo più permetterci questo conflitto» ha commentato.

La candidata Rigoletta Vincenti (Vincenti per Carrara, M5s, Uniti a Sinistra con Vincenti, Articolo Uno, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Carrara Progressista) ha ricordato, sul tema marmo, le sue origini perché figlia di cavatori: «Ho sempre vissuto e respirato il marmo per via della mia famiglia — ha esordito ricordando come il marmo abbia garantito, alla sua famiglia come ad altre famiglie carraresi, un reddito — il marmo è comunque una economia impattante sul territorio tant’è che ci sono ancora conflitti con la popolazione e le imprese. Sarà possibile una conciliazione e la pace sociale attraverso la lavorazione del marmo». Sul dialogo la candidata ha assicurato la volontà di sedere attorno al tavolo a cui le piacerebbe vedere tutti: «Imprenditori, lavoratori — ha elencato — artigiani, operatori al turismo, ambientalisti, sindacati: vorrò un dialogo con tutti. Sul futuro, dobbiamo considerare che il marmo non è rinnovabile e questo ci condiziona nel futuro in cui vedo sviluppo tecnologico per portare occupazione e sicurezza sul lavoro».

«Condivido quello che ha detto Rigoletta — risponde Elvino Vatteroni (Vatteroni per Carrara, Italexit con Paragone) — Sulla mia visione da qui a 20 anni rispondo che dobbiamo risolvere i problemi immediati: bisogna rispettare l’ambiente, basta all’escavazione selvaggia» ha esclamato.

Ha una posizione ancora più netta Ferdinando Locani (Movimento Italia Si per Carrara): «Le cave sono un patrimonio di tutti però solo quelle 5/10 famiglie ne usufruiscono. Tutte queste concessioni sono da rivedere: Dovrebbero essere queste famiglie a investire per prime su Carrara nelle infrastrutture e smettiamo di esportare i blocchi: lavoriamoli qua! I laboratori stanno pagando le conseguenze di queste scelte» ha denunciato il candidato.

Il dialogo è la chiave di volta anche per Serena Arrighi (Pd, Europa Verde, Partito Repubblicano, Sinistra civile ecologista, Serena Arrighi sindaca, Volt Europa, Azione): «Il marmo è importante economicamente e anche per la nostra storia e cultura — ha preso la parola la candidata di centrosinistra — è un settore da sostenere ed è importante tornare al dialogo, il clima attuale di scontro non giova a nessuno, per cui credo sia importante sedere tutti intorno al tavolo per acquisire forza e autorevolezza anche in regione e per cercare eventualmente di ottenere delle modifiche alla legge 35/15 » ha ribadito la candidata che parla di meccatronica (robotizzazione) nel futuro e vede il marmo in veste tecnologica e sostenibile, dovendo comunque cercare, ha sottolineato, una qualità alta del marmo, puntando anche sui nuovi materiali: «  Dovremo fare molta ricerca in collaborazione con le Università, dobbiamo essere innovatori nel settore lapideo» ha spronato Serena Arrighi.

La discontinuità con l’amministrazione uscente è la modalità con cui Cosimo Ferri (Psi, Lista Ferri, Prima Carrara e Italia Viva) pensa i dover impostare la relazione con il mondo del marmo: «L’esperienza Cinquestelle va archiviata e la legge 35/15 è stata un errore di visione nei rapporti tra sindaco di Carrara e Toscana con cui Carrara ha rinunciato per il proprio sindaco a poteri che prima aveva. Vorrei essere il sindaco del dialogo e dell’ascolto per decidere senza pregiudizi. E’ inutile mettere regole — ha concluso — che poi non si possono rispettare: come la resa dei blocchi al 30% e poi inserirei nell’economia circolare il materiale di scarto portato via dal monte».

Simone Caffaz (Lega, Npsi Liberali Socialisti, Simone Caffaz Sindaco, Capitale Carrara, Il centrodestra siamo noi, Carrara Futura) ha ribadito il suo sì al dialogo con le imprese ricordando tutti i ricorsi nati attorno all’articolo 21 del regolamento degli Agri Marmiferi e rilanciando l’idea di un patto sociale: «La legge 35/15 rappresenta una sconfitta per il territorio e adesso il dialogo è inevitabile. Il sindaco deve essere portatore di politiche più forti e che faccia gli interessi della comunità tra cui ci sono gli interessi dell’impresa. Vedo la necessità di un patto sociale per ottenere sostenibilità ed economia circolare».

Per Andrea Vannucci (FI-Rinascita, FdI, Carrara Democratica, Insieme per Carrara, Cambiamo con Toti) è necessario dare il via a un accordo di programma: «La dicotomia che esiste-ha preso atto della situazione che vive la città – ha dato vita a una situazione complessa dove la legge 35/2015 (tanto invisa al mondo del marmo n.d.c.) arriva inevitabilmente quando è franata la stagione degli accordi. Io propongo un accordo di programma che metta insieme le istanze di tutti i soggetti. Solo se la città cresce crescono anche le imprese e la città guadagna se le imprese guadagnano. E’ l’unica strada che vedo, non possiamo più permetterci questo conflitto» ha commentato.

E le attività a valle, con la questione delle bonifiche e dei vincoli idrogeologici e parallelamente la necessità di spazi? I candidati si sono dunque cimentati nella seconda domanda.

Elvino Vatteroni risponde mettendo il dito nella piaga: «C’erano laboratori, segherie, c’era il lavoro: ora non c’è: prelevano il blocco e lo portano via, lo esportano. Ci sono tante aree che si possono sfruttare ed è compito degli imprenditori investire sul nostro territorio: il dialogo deve essere nell’utilità della popolazione».

Andrea Vannucci sul tema bonifiche ricorda le occasioni sprecate e analizza in tono pragmatico: «Un treno lo abbiamo già perso — menziona il candidato riferendosi a quando la provincia non riuscì a trovare un accordo su tutto il territorio in tema di bonifiche — i Comuni devono trovare una posizione comune e poi il piano strutturale deve essere modificato per favorire gli insediamenti, così è troppo rigido: sono necessari bonifiche, riorganizzazioni e strumenti elastici».

Serena Arrighi punta il dito contro la burocrazia: gli uffici, dice, vanno riorganizzati e digitalizzati. Ha poi ricordato le bonifiche in corso: «Questa parte deve essere gestita dal Consorzio di Zona che dovrà essere potenziato. I prezzi di vendita dei lotti bonificati— ha aggiunto — dovranno essere calmierati. Sulla destinazione di queste aree penso al marmo, alla nautica e alla logistica». Arrighi ha ricordato le comunità energetiche, già citate  in occasione della tribuna di Legambiente e il Cermec destinato a diventare biogestore: «E’ un bello strumento che potrà essere utile per generare energia».

Anche Rigoletta Vincenti ricorda le bonifiche in corso nell’area in cui una volta insisteva la Rumianca: «Dovrà procedersi con la reindustrializzazione e il piano strutturale del nostro territorio dovrà essere rimodulato, penso alle attività lungo il Carrione » ha spiegato.

Locani, sugli spazi sostiene: «Non ci mancano: abbiamo tante aree dismesse».

«Sulle bonifiche gli imprenditori sono stati lasciati soli» ha risposto e commentato Ferri.

«Il problema è politico e riguarda la classe politica degli ultimi decenni. Siamo tutti a favore della lavorazione in loco -commenta Caffaz che vede nell’area a piano la filiera del marmo e la nautica-  ma per risolvere il problema degli spazi è necessario fare rete con i comuni vicino e mi riferisco a Massa».

La terza domanda è caduta sul porto di Marina di Carrara e il suo ampliamento non oltre la foce del Carrione come previsto dal nuovo piano regolatore portuale e su questo argomento i candidati presenti si sono detti tutti favorevoli.

Con le domande della stampa è stata proposta la questione del vincolo di destinazione imposto dalla regione, su quanto incassato dal comune con il contributo di estrazione e se sia il caso di chiedere alla regione di svincolare per permetterne l’uso allo scopo di finanziare servizi al cittadino. All’unanimità hanno risposto che svincolare il contributo significherebbe snaturare il contributo. «Sono favorevole a mantenere il contributo così com’è, semmai farei leva sul canone» ha risposto Vannucci. «Sulla polemica dei giorni scorsi: per abbassare le rette di Rsa e asili non mi riferivo a quanto incassato dal contributo che è vincolato ma al canone» ha precisato Arrighi.

Altra domanda delicata è stata sui 25 anni di concessione e sulle eventuali gare una volta trascorsi: si sono detti tutti d’accordo sui 25 anni, in particolare Rigoletta Vincenti ha precisato: «Siamo d’accordo con i 25 anni dopodiché siamo dell’idea che come tutti i beni pubblici debbano svolgersi le gare».