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Luca Musetti (Fi): «Valorizzare il marmo per rilanciare Carrara»

CARRARA – Settore lapideo trainante per l’economia della città. Ne è convinto Luca Musetti, il giovane industriale carrarese candidato nella lista Forza Italia-Rinascita che, dati alla mano, racconta di un settore tutto sommato in buona salute con numeri occupazionali in rialzo. Un trend positivo che, secondo il 24enne della Sgs Marmi, andrebbe valorizzato e migliorato. «Il tema del lapideo, inutile nascondersi, è da sempre uno tra i più sentiti in città – spiega Luca Musetti – con un’opinione pubblica spesso divisa, dibattiti più o meno accesi e scuole di pensiero sul tipo di approccio da utilizzare per estrazione e lavorazione del marmo. Io vorrei invece per una volta parlare di numeri e analizzare in maniera chiara e inconfutabile quello che le cave di Carrara e il relativo indotto offrono in termini occupazionali e di importanza economica. Tengo a precisare che i dati raccolti sono quelli ufficiali indicati da Confindustria».

«Il settore lapideo apuo-versiliese si estende su undici comuni – commenta Musetti – e si tratta di: Carrara, Luni, Fivizzano, Massa, Minucciano, Montignoso, Piazza al Serchio, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Vagli di Sotto. In questi comuni sono dislocate attualmente 1923 aziende che, oltre a quelle di estrazione, lavorazione e commercializzazione del marmo, inglobano anche quelle riferite allo sviluppo tecnologico. Queste realtà sono principalmente localizzate tra Carrara e Massa con una percentuale del 62 percento – prosegue – e insieme raggruppano l’84 percento totale delle imprese. In termini di addetti ne possiamo contare circa 8000 nei due comuni sopraindicati. Un aspetto da notare è soprattutto la sostanziale tenuta dell’occupazione; uno dei pochissimi settori ad essere rimasto invariato nel corso dei decenni, andando incontro ad una crescita occupazionale di circa undici punti percentuali».

«Tra Carrara e Massa l’incidenza sul Pil provinciale è del 24 percento – precisa Musetti – con una ricaduta vicina ai 600 milioni di euro. Numeri in cui va tenuto conto dei 28 milioni di euro della tassa marmi, pagata ai comuni di Carrara, Massa e Fivizzano, e circa 145 milioni di euro distribuiti ai dipendenti la cui quasi totalità risiede in provincia. Questi numeri confermano ancora una volta, se ce ne fosse il dubbio, l’importanza del marmo di Carrara a livello mondiale. Una risorsa che va sostenuta e non diffamata, poiché oltre ad essere un vanto, rappresenta un’enorme possibilità che va sfruttata in ambito occupazionale e turistico, rilanciando così Carrara verso una nuova fase».